Capitolo 6

La preesistenza degli spiriti e il piano di salvezza

 

La dottrina mormone

Gli uomini prima di nascere sulla terra esistevano come spiriti in cielo. Il piano di salvezza approvato in cielo da Dio prevede la loro deificazione. I Mormoni insegnano che gli uomini prima di abitare sulla terra esistevano come spiriti. In altre parole essi affermano che gli uomini prima furono ‘creati’ spiritualmente e poi materialmente. In Perla di Gran Prezzo si legge a tale riguardo: ‘Poiché Io, il Signore Iddio, creai tutte le cose di cui ho parlato spiritualmente, prima che fossero create naturalmente sulla faccia della terra [1]. (…) Ed Io, il Signore Iddio, avevo creato tutti i figli degli uomini; eppure non ancora un solo uomo per coltivare la terra; poiché li avevo creati in cielo..’ (Perla di gran prezzo, Mosè 3:5) [2]. Bisogna però tenere presente che quando i Mormoni parlano di creazione spirituale parlano di una generazione o di una organizzazione di questi spiriti e non di una loro creazione dal nulla perché come abbiamo visto non credono che Dio abbia creato le cose dal nulla. In sostanza ognuno di questi spiriti fu organizzato da una sostanza che era sempre esistita con Dio, sostanza che è l’intelligenza. Ecco quello che essi dicono sull’intelligenza: ‘L’uomo era anche nel principio con Dio. L’intelligenza, o la luce della verità, non fu creata o fatta, e neppure in verità può esserlo’ (Dottrina e Alleanze 93: 29) e: ‘La parte intelligente dell’uomo non fu mai creata ma esistette sempre’ (Joseph Smith Fielding, Doctrines of Salvation, vol. I, pag. 12: citato da Hoekema in op. cit., pag. 47) [3]. Dunque Dio generò tutti gli spiriti; ma non da solo, perché i Mormoni sostengono che Dio abbia procreato questi spiriti degli uomini assieme ad una moglie celeste, di cui però non viene detto a sapere molto. ‘Nel tempo dovuto a quell’intelligenza fu dato un corpo spirito divenendo lo spirito figlio di Dio l’Eterno Padre e della sua amata compagna, la madre in cielo’ (Encyclopedia of Mormonism, vol. III, pag. 1124) [4]. E tra gli spiriti procreati da questa coppia divina ci sarebbe pure Gesù, che si differenzia dagli altri spiriti perché è stato il primo ad essere generato: ‘Il primo spirito nato dai genitori celesti fu Gesù Cristo. Egli è così il nostro fratello maggiore’ (Principi Evangelici, pag. 5). Quindi tutti gli uomini prima di venire in questo mondo con un corpo di carne e ossa erano figli di Dio e vivevano in cielo con i loro genitori celesti. Questo periodo di convivenza fu molto lungo, e fu un periodo di progressione, di apprendimento e di educazione. La diversa condotta degli spiriti in questo periodo, secondo i Mormoni, sarebbe la ragione per cui le persone nascono di razza bianca o nera sulla terra: citiamo una dichiarazione a tale proposito di Joseph Fielding Smith che è stato presidente della chiesa mormone: ‘C’è una ragione perché un uomo nasce nero e con altri svantaggi, mentre un altro nasce bianco con grandi vantaggi [5]. La ragione è che una volta noi eravamo in uno stato prima di venire qui e fummo più o meno obbedienti alle leggi dateci là. Coloro i quali là furono fedeli in tutte le cose, hanno ricevuto più grandi benedizioni qui, e coloro che non furono fedeli hanno ricevuto di meno’ (Joseph Fielding Smith, Doctrines of Salvation, I, pag. 61: citato da Hoekema in op. cit., pag. 48) [6]. A questo punto ci si domanda per quale ragione gli uomini abbiano dovuto venire ad incarnarsi sulla terra. La risposta la si trova in queste parole scritte in Principi Evangelici: ‘I nostri genitori celesti ci provvidero una dimora celeste più gloriosa e più bella di qualsiasi altro luogo sulla terra. Là eravamo felici. Eppure essi sapevano che non avremmo potuto progredire al di là di un certo punto se non li avessimo lasciati per qualche tempo. Essi volevano che noi sviluppassimo ogni qualità divina che essi possedevano. A questo fine dovevamo essere chiamati a scegliere il bene sul male. I nostri spiriti dovevano essere rivestiti di un corpo fisico. Dovevamo abbandonare il nostro corpo fisico alla morte, per riunirci ad esso nella risurrezione. Allora avremmo ricevuto corpi immortali simili a quelli dei nostri genitori celesti. Se avessimo superato tutte le nostre prove, avremmo potuto ricevere la pienezza di gioia che i nostri genitori celesti hanno già ricevuto’ (Principi Evangelici, pag. 6). Quindi, per i Mormoni, era necessario venire ad incarnarsi in un corpo terreno per potere progredire fino a diventare Dio [7]. Ma i genitori celesti, secondo i Mormoni, avevano previsto che i loro figli sarebbero morti fisicamente a motivo del peccato che sarebbe entrato nel mondo, e perciò il piano di incarnazione doveva includere anche la venuta di un redentore, cioè di qualcuno che liberasse gli uomini dalla morte fisica. ‘Era necessario quindi provvedere un mezzo di redenzione, che avrebbe permesso all’uomo che si fosse allontanato dalla retta via di riabilitarsi e, mediante l’osservanza della legge, raggiungere la salvezza e l’eventuale esaltazione nei mondi eterni. Il potere della morte doveva essere sopraffatto, sì che gli uomini, dovendo necessariamente morire, potessero vivere di nuovo con i loro corpi resi immortali e su cui la morte non avrebbe più potuto trionfare’ (James Talmage, Gesù il Cristo, pag. 13). (Tutto questo sempre in vista della deificazione dell’uomo perché i Mormoni proclamano: ‘Come è l’uomo, Dio un tempo fu; come Dio è, l’uomo può essere’ [James Talmage, The Articles of Faith, pag. 430] [8]). In cielo dunque ci fu una grande assemblea (chiamata dai Mormoni ‘Il Grande Consiglio’) presieduta da Dio e alla quale presero parte anche altri Dèi, per stabilire quale via si dovesse intraprendere per consentire agli spiriti degli uomini di incarnarsi in corpi fisici e progredire fino a diventare Dio. ‘E’ logico supporre che in quel consiglio celeste il piano che doveva essere adottato per i figli di Dio, che allora erano spiriti e non avevano ancora ricevuto i tabernacoli, fosse convenientemente e attentamente esaminato (...) E’ chiaro che in quel consiglio furono proposti e discussi certi piani, e che dopo un’ampia discussione di quei principi, e la dichiarazione della volontà del Padre relativa al Suo piano, Lucifero si presentò a Lui con un proprio piano, dicendo ‘Eccomi, manda me, io sarò il tuo figliuolo, e io riscatterò tutta l’umanità affinché non una sola anima vada perduta; ciò lo farò sicuramente. Quindi dai a me il tuo onore’. Ma Gesù, udendo questa dichiarazione di Lucifero, disse ‘Padre, sia fatta la tua volontà, e la gloria ti appartenga in eterno’ (James Talmage, Gesù il Cristo, pag. 11). Il piano proposto da Lucifero era quello di eliminare il libero arbitrio in modo da evitare alla radice la possibilità di compiere il male. Gesù invece ne propose un altro. Egli, secondo i Mormoni, offrì di venire tra gli uomini a mostrare la via da seguire, e di morire per espiare i peccati che gli uomini avrebbero commesso annullando con la sua risurrezione le conseguenze della disubbidienza di Adamo ed Eva. Dio accolse il piano proposto dal Figlio e lo scelse così prima della fondazione del mondo per essere il salvatore dell’umanità. Ma questa decisione di Dio scatenò una grande battaglia in cielo: ‘Poiché il nostro Padre celeste scelse Gesù Cristo perché fosse il nostro salvatore, Satana si adirò e si ribellò contro il Padre. In cielo vi fu una battaglia: Satana ed i suoi seguaci lottarono contro Gesù ed i suoi seguaci. In questa grande ribellione, Satana e tutti gli spiriti che lo avevano seguito, circa un terzo di quelli del cielo, furono allontanati dalla presenza di Dio e furono cacciati. Così Satana ed i suoi seguaci ricevettero il castigo che si meritavano; fu negato loro il diritto di ricevere un corpo mortale’ (Principi Evangelici, pag. 11). Ma non è finita qui perché per i Mormoni quegli stessi spiriti ribelli dato che si ricordano di noi (quando ‘eravamo’ seguaci di Gesù in cielo prima di venire in questo mondo) che noi combattemmo contro di loro ora ci tentano: ‘Essi non hanno dimenticato chi eravamo e che combattemmo contro di loro. Essi ci stanno attorno ogni giorno per tentarci ed indurci a fare quelle cose che non compiacciono il nostro Padre celeste’ (Principi divini, pag. 11). E così al termine di quel movimentato consiglio celeste fu adottato il piano di redenzione proposto da Gesù; che come abbiamo detto prevedeva la sua morte espiatoria e la sua risurrezione. E che, come abbiamo visto in precedenza, avrebbe procurato due ‘salvezze’ all’umanità, una generale incondizionata perché consiste nella risurrezione dei morti che viene concessa a tutti gli uomini (ed anche alle bestie), ed una individuale condizionata perché per procurarsela l’uomo deve ubbidire alle leggi ed alle osservanze del Vangelo. Una volta che fu approvato il piano di deificazione per gli spiriti e il Padre scelse il suo figlio spirito Gesù come redentore dell’umanità, cominciò l’attuazione del progetto divino con la ‘creazione’ dei primi corpi fisici sulla terra, cioè quelli di Adamo ed Eva. Essi avevano il compito di iniziare quel processo di generazione dei corpi fisici degli spiriti che erano in attesa della loro ‘incarnazione’. Ma per poter iniziare questo processo dovevano diventare mortali, perché fino a quando sarebbero stato immortali non avrebbero potuto moltiplicare. Ecco dunque che si rende necessaria la loro disubbidienza affinché il piano divino possa essere attuato. Per la loro caduta ‘essi diventarono mortali, diventarono capaci di avere figli…’ (Principi Evangelici, pag. 25).

Confutazione

L’uomo prima di essere concepito nel seno di sua madre non esiste spiritualmente

Cominciamo col dire che l’essere umano è composto da uno spirito, da un’anima e da un corpo perché Paolo dice ai Tessalonicesi: "E l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo" (1 Tess. 5:23). Poi proseguiamo col dire che sia il nostro spirito che la nostra anima hanno avuto un principio come lo ha avuto il nostro corpo, ma questo principio lo hanno avuto sulla terra e non in qualche altro mondo. Certo riconosciamo di non potere dire esattamente quando in noi sia comparso lo spirito e l’anima; certamente mentre eravamo nel seno di nostra madre ma non possiamo dire di più. Quello che mi preme sottolineare è che anche il nostro spirito e la nostra anima sono stati creati da Dio assieme al nostro corpo sulla terra perché Dio dice in Isaia: "Poiché io non voglio contendere in perpetuo né serbar l’ira in eterno, affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengan meno dinanzi a me" (Is. 57:16). Dunque non è affatto vero che l’uomo prima è stato creato spiritualmente e poi materialmente; cioè che prima sia stato organizzato il suo spirito - perché per i Mormoni quella creazione fu una organizzazione dell’intelligenza umana che è sempre esistita con Dio - e poi questo spirito ad un certo punto sia andato ad immettersi in un corpo di carne ed ossa. Che poi questo fatto di dire che la sostanza da cui fu organizzato lo spirito, cioè l’intelligenza, è eterna con Dio perché non fu mai creata, costituisce un duro attacco all’onnipotenza di Dio perché in questa maniera i Mormoni possono dire che Dio non ha creato l’uomo nella sua totalità perché c’è una sua parte, ossia l’intelligenza, che è sempre esistita con Dio. E difatti essi dicono che non considerano Dio come la causa totale (total cause) di quello che gli esseri umani sono. E perciò essi portano l’uomo oltre che a credere che esisteva prima di nascere in questo mondo ad innalzarsi contro Dio. No, l’intelligenza dell’uomo non è eterna con Dio; l’intelligenza di Dio sì è eterna con Dio ma non quella dell’uomo. No, la nostra anima non è stata organizzata in cielo da una sostanza chiamata intelligenza eterna, ma è stata creata da Dio mentre eravamo nel seno di nostra madre. Se l’uomo esisteva spiritualmente già quando Dio si mise a creare i cieli e la terra Dio non avrebbe potuto dire a Giobbe: "Dov’eri tu quand’io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza" (Giob. 38:4), perché si sarebbe visto rispondere: ‘Con te in cielo’. Ma Giobbe quando Dio fondava la terra non era spiritualmente in cielo con Dio, perché non esisteva affatto come d’altronde nessuno di noi. Ecco perché Giobbe quando rispose a Dio la prima volta gli disse tra le altre cose: "Ecco, io son troppo meschino; che ti risponderei? Io mi metto la mano sulla bocca" (Giob. 40:3-4); perché non sapeva proprio che rispondere a Dio. Egli non credeva nella preesistenza della sua anima. Ma da come parlano i Mormoni, pare che essi tutti sanno dove erano quando Dio fondava la terra. Anzi sanno persino che il loro profeta Joseph Smith, nel suo stato antemortale, fu uno di quei nobili e grandi spiriti figli che aiutarono Gesù Cristo a fondare la terra! Ma essi ingannano loro stessi dicendo simili cose. Le loro sono solo delle menzogne. E poi, c’è da dire che se noi prima di nascere in questo mondo con questo corpo mortale fossimo esistiti in cielo sotto forma di figli spirito da tempo immemorabile, per forza di cose dovremmo ricordarci della nostra preesistenza. Gesù infatti nei giorni della sua carne si ricordava della sua preesistenza con Dio Padre in cielo. Non disse forse al Padre: "Glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse" (Giov. 17:5)? Ed ai Giudei: "Prima che Abramo fosse nato, io sono" (Giov. 8:58)? E ad alcuni dei suoi discepoli che si erano scandalizzati delle sue parole: "E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima" (Giov. 6:62)? Dunque anche noi, se esistevamo con Gesù in cielo prima di venire in questo mondo, dovremmo ricordarci qualcosa di questa nostra precedente esistenza. Ma da che ne sappiamo, non c’è nessuno tra i circa sei miliardi di persone che abitano sul pianeta terra che possa ricordarsi della sua preesistenza celeste. E’ dovuto alla mancanza di memoria dicono i Mormoni! Ma noi diciamo, che per quanto smemorati possiamo essere o diventare, qualcosa della nostra fanciullezza ci ricordiamo sempre; chi poco chi tanto ma tutti ci ricordiamo qualcosa. Ma della nostra cosiddetta preesistenza celeste nessuno si ricorda proprio niente! La ragione dunque non è la mancanza di memoria ma la mancanza di una nostra preesistenza nelle sfere celesti assieme a Dio per cui è impossibile ricordarsi di qualcosa che non fa parte di quello che ci è accaduto. Questo è lo stesso discorso in fin dei conti che facciamo nei confronti di coloro che credono nella reincarnazione. In questo caso però diciamo loro che noi non ricordiamo di essere stati Tizio o Caio nella nostra vita precedente, perché noi prima di nascere in questo mondo non esistevamo.

Ma andiamo avanti con la confutazione di questa dottrina della preesistenza degli spiriti o delle anime. La suddetta dottrina dei Mormoni sulla preesistenza degli spiriti e il loro relativo tirocinio celeste non può essere accettata anche perché se fosse come dicono loro che l’uomo prima di nascere in questo mondo aveva vissuto in ispirito nel cielo un periodo di tirocinio questo significherebbe che quelli che vengono salvati da Dio, dato che ricevono la più grande benedizione, sono coloro che in virtù di una loro preubbidienza alle leggi di Dio sono stati reputati meritevoli di ottenere la salvezza, mentre coloro che non vengono salvati da Dio sulla terra non vengono salvati perché quando erano degli spiriti in cielo si mostrarono disubbidienti e quindi immeritevoli di salvezza. Ma questo è inconcepibile perché in tale caso l’uomo verrebbe salvato per delle sue opere buone compiute antecedentemente alla sua nascita in non so quale mondo, e non più per la grazia di Dio e così sarebbe annullato il proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama. Che dice Paolo ai Romani circa la nascita di Esaù e Giacobbe? Egli dice: "Prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore" (Rom. 9:11-12). Ascoltate o Mormoni; ascoltate quello che dice Paolo per lo Spirito. Egli dice che Dio disse a Rebecca, prima che i suoi due figli uscissero dal suo seno, che il maggiore avrebbe servito il minore. Perché questo? Forse perché Esaù nel suo periodo di tirocinio celeste, ossia quando era solo uno spirito figlio, fu disubbidiente a Dio mentre Giacobbe gli fu ubbidiente? No, perché Paolo dice che quelle parole le furono dette da Dio prima che i suoi figli avessero fatto alcun che di bene o di male. Dunque, prima che nascessero essi non avevano fatto niente di bene o di male; e perciò si deduce che prima che fossero concepiti nel seno di Rebecca essi non erano esistiti come spiriti. E tutto questo affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio. Gloria a Dio che ha sospinto Paolo a scrivere queste cose per turare la bocca a tutti coloro che insegnano la preesistenza dello spirito e il suo tirocinio celeste. Essendo falsa la dottrina della preesistenza degli spiriti è anche falso il motivo per cui gli spiriti si dovevano incarnare, cioè quello di progredire verso la loro deificazione. La nostra nascita sulla terra non è stata affatto un’incarnazione del nostro spirito in vista della nostra deificazione, ma una creazione da parte di Dio nel seno di nostra madre, in vista della nostra giustificazione prima e poi della nostra glorificazione perché Dio ci ha preconosciuti avanti i secoli, e predestinati ancora prima che nascessimo ad essere conformi all’immagine del Cristo di Dio e ad ottenere la sua gloria alla risurrezione. Non è prevista da Dio nei nostri confronti nessuna deificazione; perché noi rimarremo per l’eternità delle creature che dovranno continuare a servire Dio. E’ vero che alla risurrezione saremo glorificati, ma sempre creature rimarremo. Dio rimarrà trino per sempre; noi non diventeremo Dio e non ci aggregheremo alla Trinità perché in questo caso si dovrebbe dire che Dio è mutabile quando ciò non è vero. Qualcosa d’altro va detto contro la dottrina mormone della preesistenza degli spiriti e della loro incarnazione sulla terra. Essa fa apparire l’incarnazione di Cristo come non unica, ma leggermente diversa dalla nostra. La sua in seguito all’unione di ‘un uomo immortale’ (ricordatevi che per loro Dio Padre un giorno fu un uomo mortale che sperimentò la mortalità per poi essere risuscitato immortale) con una donna mortale, cioè Maria; mentre la nostra in seguito all’unione di due persone mortali! E poi se l’incarnazione di Cristo fu di questo genere, essa non fu la vera incarnazione di cui parla la Scrittura. Ora, ho già dimostrato con le Scritture che Gesù non nacque dall’accoppiamento fra Dio (fatto di carne ed ossa secondo i Mormoni) e Maria, ma nacque per opera dello Spirito Santo il quale venne su Maria ed ella si trovò incinta. Ora però voglio confutare un altro aspetto di questa dottrina mormone. Ora, se il figlio spirito chiamato Yahweh si andò ad incarnare nel corpo che nacque dall’accoppiamento tra Dio e Maria, questo significa che il corpo che Gesù aveva sulla terra non era la Parola che era con Dio nel principio. Perché dico questo? Perché Giovanni dice che "la Parola è stata fatta carne" (Giov. 1:14), cioè quell’Essere divino che era sempre esistito con il Padre, fu manifestato in carne, fu reso simile agli uomini, assunse la nostra natura umana rimanendo pur sempre Dio. E perciò il tabernacolo di Gesù Cristo (in cui risiedevano lo spirito e l’anima di Gesù), assieme allo spirito e all’anima erano la Parola. In altre parole il Figliuolo di Dio, cioè Gesù (spirito, anima e corpo) nei giorni della sua carne, era la Parola che era nel principio, l’Unigenito che era presso il Padre, tanto è vero che Egli affermò di essere disceso dal cielo. La differenza stava nel fatto che in questo mondo aveva un corpo fatto di carne e sangue secondo che è scritto: "Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch’egli vi ha similmente partecipato..." (Ebr. 2:14). Ma stando a quanto insegnano i Mormoni l’essere spirito Yahweh andò ad abitare in un corpo nato dall’unione tra Dio e Maria; e perciò il corpo di Gesù, guardando le cose dal loro punto di vista, sarebbe stato lo stesso di ‘origine divina’ (uso questa espressione per farvi comprendere meglio le cose) ma con la differenza che esso non era in realtà Yahweh fattosi carne [9]. In altre parole l’incarnazione del Figliuolo sarebbe consistita nell’unione tra un corpo prodotto dall’unione carnale tra Dio e Maria, e lo spirito figlio Yahweh [10]. Come dire che quel corpo umano che camminava, parlava, mangiava e beveva, e faceva segni e prodigi in Israele conteneva il Figlio di Dio che esisteva presso Dio ab eterno. Cosa questa che è inaccettabile perché porta a dire che l’eterno Figlio di Dio era in quel corpo, quando invece la Scrittura dice che quell’essere umano nato a Betleem, cresciuto e vissuto in Israele e morto sulla croce era il Figlio di Dio. Riconosco che sono cose difficili a capire ed a spiegare, ma non si può non far notare queste cose storte presenti nella teologia mormone a proposito della venuta del Figliuolo di Dio in questo mondo. Cose storte che sono la inevitabile conseguenza della negazione del concepimento e della nascita di Gesù Cristo così come sono raccontati dalla Scrittura. D’altronde che cosa ci si poteva aspettare da questa dottrina mormone che affonda le sue radici nella mitologia greca?

Passiamo ora a confutare il consiglio celeste. La Scrittura non dice affatto che in cielo ci fu un consiglio del genere così come lo descrivono i Mormoni, per decidere quale piano di redenzione si doveva attuare per salvare l’umanità. Perché l’idea del consiglio fa apparire il nostro Dio come un Dio che prima di decidere in una certa maniera ha bisogno di consultarsi con qualcuno. Mentre la Scrittura dice: "Chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa? Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione..?" (Is. 40:13-14), ed anche: "Chi gli prescrive la via da seguire?" (Giob. 36:23). Il disegno di Dio concernente la redenzione dell’uomo e la sua riconciliazione con Dio lo ha formato Dio in se stesso perché Paolo dice agli Efesini: "Poiché in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de’ peccati, secondo le ricchezze della sua grazia; della quale Egli è stato abbondante in verso noi, dandoci ogni sorta di sapienza e di intelligenza, col farci conoscere il mistero della sua volontà, giusta il disegno benevolo ch’Egli avea già prima in se stesso formato..." (Ef. 1:7-9). Di conseguenza non è affatto vero neppure che Lucifero propose anche lui un piano di redenzione che per il fatto che fu rigettato, lo fece arrabbiare e ribellare contro Dio. E che per punizione non gli fu data l’opportunità di incarnarsi assieme ai suoi seguaci. Questa è l’ennesima favola artificiosamente composta. La ribellione di Lucifero non fu dovuta al fatto che il suo piano di redenzione fu rigettato da Dio ma bensì al suo desiderio di diventare simile a Dio. Infatti in Isaia troviamo scritto: "Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino, figliuol dell’aurora?! Come mai sei atterrato tu che calpestavi le nazioni?! Tu dicevi in cuor tuo: ‘Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io m’assiderò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo...." (Is. 14:12-14). Ed a proposito del piano di redenzione, formato da Dio ribadisco che esso non prevedeva e non prevede la deificazione dell’uomo su cui tanta enfasi mettono i Mormoni. Dio aveva prestabilito di mandare il suo Figliuolo nel mondo per riscattare gli uomini dalla potestà di Satana e trasportarli nel regno del suo amato Figliuolo. E come? Mediante la sua morte e la sua risurrezione dai morti. A quali condizioni potrà adempiersi questo riscatto? A condizione che gli uomini si ravvedano e credano nel nome di Gesù Cristo. Infatti agli uomini è ordinato di ravvedersi e credere nel Vangelo per essere affrancati dalla schiavitù del peccato. Dunque il riscatto dalla potestà del diavolo è gratuito, è per grazia, e non per opere. Noi lo abbiamo sperimentato e lo attestiamo con ogni franchezza. Questo riscatto è seguito dalle opere buone che sono fatte per onorare Dio che ci chiama al suo regno ed alla sua eterna gloria. Queste opere buone saranno un giorno retribuite da Dio secondo la sua fedeltà e giustizia. Ciò avverrà alla risurrezione quando i morti in Cristo risorgeranno ed otterranno la redenzione del loro corpo. A Lui sia la gloria in eterno. Amen. Diletti, nessuno di questi cianciatori vi seduca.

 

CONCLUSIONE

La dottrina della preesistenza delle anime non è nuova; prima dei Mormoni l’hanno insegnata molti altri. I Mormoni però arrivano a dire che l’uomo nella sostanza esiste da sempre perché di lui è sempre esistita l’intelligenza! Ad una eresia ne hanno aggiunta dunque un’altra. Abbiamo visto poi che essi parlano di un consiglio tenutosi in cielo per decidere il da farsi per salvare l’uomo, consiglio in cui Lucifero propose persino un suo piano di redenzione! Quasi che Dio aveva bisogno di ascoltare dei suoi consiglieri prima di decidere quello che doveva fare. Anche in questo caso eresia si aggiunge ad eresia. Ma come se ciò non bastasse, Dio avrebbe deciso di mettere in grado l’uomo di diventare col tempo anch’egli Dio, sì perché anche Dio prima era un uomo come noi secondo i Mormoni. E come potrà diventarlo? Osservando le leggi e le ordinanze del Vangelo e poi sposandosi per l’eternità. Non c’è che dire; siamo di fronte a delle favole artificiosamente composte per sedurre le persone.

Noi siamo delle creature di Dio che prima di esistere nel seno di nostra madre non esistevamo per nulla sotto nessuna forma, quindi neppure sotto forma di spiriti in cielo. Siamo stati concepiti e partoriti da nostra madre per volontà di Dio, per cui se siamo su questa terra lo dobbiamo alla volontà di Dio. E se siamo giustificati lo dobbiamo sempre alla volontà di Dio perché a Lui è piaciuto giustificarci. A questo ci ha predestinati, cioè ad essere giustificati per mezzo della fede in Cristo Gesù. Questo è il proponimento dell’elezione di Dio che non dipende dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama, che Dio ha reso manifesto. Quanto alla venuta del Figliuolo di Dio in questo mondo essa fu decisa da Dio Padre prima che il mondo venisse all’esistenza. E tutto ciò perché Dio aveva previsto che il primo uomo avrebbe peccato e che il peccato sarebbe stato trasmesso a tutta la sua posterità. Sarebbe stato necessario dunque che il suo Figliuolo venisse in questo mondo per riscattare gli uomini dai loro peccati. E come? Tramite la sua morte sulla croce per i nostri peccati. Ora che il Figliuol di Dio è venuto ed è morto sulla croce e risorto il terzo giorno il riscatto dal peccato è disponibile. Chi crede in lui lo sperimenta all’istante e continuerà a goderne i benefici fino alla fine della sua vita terrena ed anche dopo perché andrà ad abitare con il Signore in cielo, in attesa della resurrezione. Allora egli otterrà la redenzione del suo corpo per cui lo riprenderà trasformato, glorioso e incorruttibile. Ma questo non significa che egli diventerà Dio perché egli continuerà a rimanere una creatura.

Diletti, guardatevi dalle favole dei Mormoni, non assimilatele ma distruggetele facendo uso della sacra Scrittura e della sapienza che Dio vi ha dato.

 

 

NOTE

 

[1] Quindi non solo gli esseri umani, ma anche gli animali e le piante prima di essere creati sulla terra furono creati spiritualmente da Dio: ‘Come gli esseri umani e le piante, gli animali furono creati prima come spiriti in cielo e poi fisicamente sulla terra’ (Encyclopedia of Mormonism, vol. I, pag. 42). [ç ]

 

[2] Per sostenere che gli uomini prima di venire in questo mondo con dei corpi fisici esistevano come spiriti, i Mormoni citano persino l’apostolo Paolo. Nel loro libro Principi Evangelici infatti alla fine del capitolo dedicato alla ‘nostra famiglia celeste’ si legge: ‘La creazione spirituale precedette la creazione temporale (1 Corinzi 15:44)’ (pag. 8). Che sia una citazione a sproposito che denota quanto ignoranti siano della Scrittura questa gente è evidente. Infatti Paolo prima di tutto non stava parlando di nessuna creazione ma della risurrezione dei corpi dei giusti secondo che è scritto: "E’ seminato corpo naturale, e risuscita corpo spirituale" (1 Cor. 15:44), e poi ha detto che prima viene il corpo naturale cioè quello fisico e poi quello spirituale cioè quello che otterremo alla risurrezione infatti dice subito dopo: "Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale" (1 Cor. 15:44). [ç ]

 

[3] Joseph Smith nel sermone di King Follet da me prima citato ebbe a dire: ‘La mente o l’intelligenza che l’uomo possiede è couguale con Dio stesso (…) Non ci fu mai un tempo quando non c’erano spiriti; perché essi sono co-uguali [co-eterni] con il nostro Padre celeste (…) io posso proclamare dalla cima dei tetti che Dio non ebbe per nulla mai il potere di creare lo spirito dell’uomo’ (Robert Millet, op. cit., pag. 136). Ma quali caratteristiche aveva questa intelligenza antecedentemente alla sua organizzazione in ‘corpo spirito’, cioè questa intelligenza aveva una identità o no? La domanda rimane (ancora) senza una risposta ufficiale da parte dei Mormoni: ‘La questione se l’intelligenza prespirito (prespirit intelligence) avesse identità e coscienza individuale rimane senza risposta’ (Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 693). [ç ]

 

[4] ‘In questa prospettiva, la paternità richiede sia il padre che la madre, sia per la creazione di spiriti nella vita premortale o dei tabernacoli fisici sulla terra. Una Madre Celeste condivide la paternità con il Padre Celeste. Questo concetto porta i Santi degli Ultimi giorni a credere che ella sia come lui, in gloria, perfezione, compassione, sapienza e Santità’ (Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 961). Dunque Dio per i Mormoni avrebbe una moglie assieme a cui avrebbe generato gli spiriti in cielo. Facciamo notare però che siccome i Mormoni affermano che Gesù secondo la carne nacque dall’accoppiamento tra il Padre (che per loro ricordiamo ha carne ed ossa) e Maria, quest’ultima costituisce un’altra moglie di Dio. In altre parole Dio sarebbe poligamo pure lui! Questo è proprio quello che attestò chiaramente il loro apostolo Orson Pratt quando disse: ‘Noi abbiamo ora mostrato chiaramente che Dio il Padre aveva una pluralità di mogli, uno o due esseri nell’eternità, tramite cui Egli generò i nostri spiriti come anche lo spirito di Gesù il suo primogenito, e un altro essere sulla terra tramite cui Egli generò il tabernacolo di Gesù, come il suo unigenito in questo mondo’ (The Seer, pag. 172; citato da Jerald e Sandra Tanner in op. cit., pag. 251). Ecco perché dunque anche Gesù praticò la poligamia; perché secondo loro la vide praticare per prima a suo Padre e ne seguì l’esempio!! Questa gente giace veramente nelle tenebre! [ç ]

 

[5] Tenete presente però che adesso (dal 1978) anche coloro che nascono di razza nera, nonostante il colore della pelle, possono accedere al sacerdozio. [ç ]

 

[6] Nell’Encyclopedia of Mormonism questo concetto viene confermato alla voce ‘foreordination’ (predestinazione): ‘La predestinazione è la selezione premortale di individui a venire fuori in mortalità in tempi specificati, sotto certe condizioni, e per adempiere delle responsabilità predesignate (…) La predestinazione viene come una benedizione o ricompensa per la giustizia e l’impegno valoroso verso Gesù Cristo premortali’ (vol. II, pag. 522). Evidentemente i Mormoni per predestinazione non intendono la predestinazione di cui parla la Scrittura; e difatti, come abbiamo già visto, la rigettano. [ç ]

 

[7] Vi ricordo che secondo i Mormoni affinché gli spiriti ricevessero un corpo fisico era necessario che Adamo ed Eva peccassero e diventassero così mortali, perché fino a quando sarebbero rimasti immortali non avrebbero potuto generare figli, e perciò gli spiriti in cielo non avrebbero potuto venire ad incarnarsi sulla terra per passare il loro tirocinio in vista della deificazione finale. Ecco dunque perché il peccato di Adamo ed Eva alla fine è considerato molto positivamente dai Mormoni, e perché i Mormoni dicono che Adamo ed Eva sono degni della nostra più profonda riconoscenza; perché la loro condotta ci avrebbe messo in grado di venire ad incarnarci sulla terra per poter diventare un giorno Dio! [ç ]

 

[8] L’autore chiama questa affermazione ‘la verità eterna’ che la Chiesa proclama nonostante l’opposizione delle sette. Questa infame frase fu pronunciata da Lorenzo Snow (1814-1901), che fu il quinto presidente mormone. L’Encyclopedia of Mormonism dopo averla citata dice: ‘Questo principio è dimostrato chiaramente nella persona di Gesù Cristo, un Dio che diventò mortale, eppure un Dio come il quale i mortali possono diventare’ (vol. II, pag. 549). L’uomo per i Mormoni è un potenziale Dio infatti Spencer W. Kimball, uno dei loro precedenti presidenti, ebbe a dichiarare: ‘In ognuno di noi c’è la potenzialità per diventare un Dio’ (Salt Lake Tribune, October 7, 1974; citato dai Tanner in op. cit., pag. 188). Come potete vedere per i Mormoni Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è uno degli Dèi esaltati e l’uomo viene ritenuto capace di diventare anch’esso Dio come lui. Ciò costituisce un duro attacco alla divinità di Cristo, attacco che vi esorto a respingere con forza mediante le Scritture. Fratelli, turate la bocca ai Mormoni. [ç ]

 

[9] Difatti i Mormoni dicono che il corpo in cui Gesù Cristo compì la sua missione nella carne, e che morì sulla croce e fu in seguito preso su (taken up) per mezzo del processo della risurrezione ‘ora è l’immortalizzato tabernacolo dell’eterno spirito del nostro Signore e Salvatore’ (James Talmage, The Articles of Faith, pag. 467). A conferma del nostro discorso c’è poi il fatto che Joseph Smith nella sua ‘traduzione’ manipolò il primo versetto del Vangelo di Giovanni rendendolo così: ‘Nel principio era il vangelo predicato attraverso il Figlio. E il vangelo era la parola, e la parola era con il Figlio, e il Figlio era con Dio, e il Figlio era di Dio’. Si noti che per Smith la Parola non era il Figlio. Ecco perché diciamo che dal punto di vista dei Mormoni il Figlio di Dio, cioè Gesù, non poteva essere la Parola fatta carne. [ç ]

 

[10] Nel caso invece degli altri spiriti figli di Dio che vengono in questo mondo, essi vanno ad abitare in tabernacoli che vengono all’esistenza dall’unione tra l’uomo e la donna. Per cui lo spirito si va ad incorporare nel corpo, e perciò il corpo non è lo spirito fattosi carne. [ç ]

 

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