Quello che crediamo e insegniamo

Il Vangelo di Dio

 

Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu seppellito e risuscitò il terzo giorno per la nostra giustificazione, secondo le Scritture; e dopo essere risorto, Dio fece sì che Egli si manifestasse ai testimoni che erano stati prima scelti da Dio.

Questo è il Vangelo, cioè la Buona Notizia, che noi abbiamo accettato per fede, nel quale stiamo saldi, mediante il quale siamo salvati e che noi predichiamo agli uomini scongiurandoli nel nome di Cristo a pentirsi e a credere in esso per essere salvati. Questo è il Vangelo che bisogna credere per essere salvati e riconciliati con Dio, questa infatti è la parola della nostra salvezza che sia Paolo che tutti gli altri apostoli del Signore (e tutti gli altri servitori di Cristo) annunciarono nel primo secolo dopo Cristo e mediante il quale molti Giudei e Gentili furono salvati dai loro peccati.

Chi afferma che esso non è completo o che non è sufficiente per essere salvati perché Dio avrebbe rivelato dopo la morte degli apostoli la pienezza del Vangelo (che nella sostanza è un altro Vangelo) a Tizio, o a Caio, o a Sempronio, è un seduttore, un cianciatore, un uomo riprovato quanto alla fede la cui fine è la perdizione; è un figlio della maledizione. Egli è un serpente velenoso e un lupo rapace da cui bisogna guardarsi. Come bisogna guardarsi anche da tutti coloro che dopo avere iniziato per lo Spirito vogliono raggiungere la perfezione con la carne, nel senso che dopo avere creduto nel Vangelo della grazia hanno cominciato a giudaizzare e a costringere gli altri a giudaizzare, per cui si sono messi a imporre la circoncisione, il sabato, le feste giudaiche, e i precetti delle vivande scritti nella legge di Mosè (per citare solo alcune cose), tutte cose che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire perché la legge ha l’ombra e non la realtà stessa delle cose. Costoro annullano la grazia di Dio e rendono vana la fede in Cristo, e perciò devono essere ammoniti severamente.

 

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