Quello che crediamo e insegniamo

La Chiesa

 

La Chiesa è l’Assemblea dei riscattati, cioè l’assemblea di tutti coloro che sono stati riscattati dalla potestà delle tenebre e trasportati nel Regno del Figliuolo di Dio, nel quale essi hanno la redenzione mediante il sangue di Cristo, la remissione dei loro peccati secondo le ricchezze della sua grazia. Tutti coloro che ne fanno parte sono dunque sicuri di essere stati salvati dai loro peccati e dalla perdizione eterna. Si entra a fare parte della Chiesa di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, che ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei affin di santificarla dopo averla purificata con il lavacro dell’acqua mediante la Parola affin di farla comparire egli stesso dinnanzi a sé gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile. La Chiesa è il Corpo di Cristo e ogni credente è un membro di esso; i credenti però hanno dei doni differenti secondo la grazia che è stata loro data. Il capo della Chiesa è Gesù Cristo.

La Chiesa locale deve essere condotta da un pastore e da degli anziani (o vescovi) aiutati da dei diaconi. Chi desidera diventare anziano deve essere irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, costumato, ospitale, atto ad insegnare, non dedito al vino né violento, mite, non litigioso, non amante del danaro, deve governare bene la propria famiglia e tenere i figliuoli in sottomissione e in tutta riverenza (che se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), non deve essere novizio, affinché, divenuto gonfio d’orgoglio, non cada nella condanna del diavolo. Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada in vituperio e nel laccio del diavolo. Chi desidera diventare diacono deve essere dignitoso, non doppio in parole, non proclive a troppo vino, non avido di illeciti guadagni; un uomo che ritenga il mistero della fede in pura coscienza. Sia il candidato all’ufficio di vescovo che quello all’ufficio di diacono devono essere prima provati, e poi assunti se trovati irreprensibili. Il pastore e gli anziani hanno il dovere di pascere le pecore del Signore (cibandole spiritualmente, sorvegliandole, consolandole e ammonendole) non forzatamente ma volonterosamente secondo Dio, non per un vil guadagno ma di buon animo, e non signoreggiandole ma dando loro stessi come esempio. I diaconi devono aiutare il pastore e gli anziani. Coloro che vengono ammaestrati nella Parola hanno l’obbligo di fare parte di tutti i loro beni a coloro che li ammaestrano. Essi ne sono degni, infatti il Signore ha comandato che quelli che annunciano il Vangelo devono vivere del Vangelo. Nessuno fa il soldato a sue spese, e chi pasce un gregge ha il diritto di cibarsi del latte del gregge. I conduttori vanno ubbiditi, amati e tenuti in grande stima a motivo della loro opera. Non si deve ricevere accusa contro un anziano, se non sulla deposizione di due o tre testimoni.

Quando la Chiesa si raduna, il culto del Signore si deve svolgere in un atmosfera permeata dal timore di Dio e quindi in maniera ordinata. Perciò la predicazione, l’insegnamento, le preghiere, i canti (che possono essere accompagnati da strumenti musicali), le testimonianze, e l’esercizio dei doni spirituali, devono essere guidati da un santo timore di Dio. Non vanno permesse né frivolezze, né barzellette e neppure buffonerie. Come anche non vanno permessi e tollerati i seguenti comportamenti indecorosi: donne che insegnano, la cosiddetta ‘santa risata’, emissioni di versi di animali, predicatori che spingono le persone affinché cadano a terra, predicatori che soffiano sulle persone, qualsiasi forma di suggestione esercitata sui credenti affinché parlino in lingue, scene teatrali, e qualsiasi altra cosa che possa contristare lo Spirito Santo con il quale siamo stati suggellati. I credenti sono chiamati ad avere tutti un medesimo parlare, a non avere divisioni fra loro, ma a stare perfettamente uniti in una medesima mente e in un medesimo sentire. Essi devono vivere in pace fra loro, ammonire i disordinati, confortare gli scoraggiati, e sostenere i deboli. Non devono essere tollerate né gelosie e neppure contese. I credenti si devono salutare con un santo bacio.

La Chiesa si deve adoperare al fine di spandere nel mondo il Vangelo della grazia di Dio. La diffusione del Vangelo va però compiuta non per invidia o contenzione, ma di buon animo. Inoltre il Vangelo non va diffuso appoggiandosi a mezzi impropri, come per esempio le scene teatrali e la musica rock, che sono usati da alcuni per attirare le persone. La predicazione del Vangelo deve essere fatta con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione. Agli uomini va detto con molta chiarezza che devono ravvedersi dei loro peccati e credere nel Signore Gesù Cristo – cioè che Egli è morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione - per ottenere la remissione dei loro peccati ed essere salvati, e che se rifiuteranno di ravvedersi e di credere nel Signore Gesù Cristo quando moriranno scenderanno nell’Ades (l’inferno), e poi alla resurrezione degli ingiusti saranno gettati nel fuoco eterno. La Chiesa deve desiderare e aspettare che il Signore confermi il Vangelo con segni e prodigi.

La Chiesa locale è autonoma e deve rimanere tale, quindi non deve unirsi ad altre Chiese per formare una denominazione con un Presidente, un Segretario, un Tesoriere, un Consiglio Generale, uno Statuto, ecc, ecc. Una tale forma di organizzazione ecclesiastica non è biblica e quindi va rigettata. La Chiesa non deve allearsi con lo Stato o cercare da esso dei privilegi, perché la Scrittura insegna che la Chiesa primitiva era separata dallo Stato. La storia della Chiesa ci insegna che ogni qual volta la Chiesa si è alleata con lo Stato, per avere da esso privilegi, essa si è corrotta, è diventata arrogante ed ha calpestato parte del consiglio di Dio.

In mezzo alla Chiesa ci sono degli operatori di scandali che disprezzano le parole del nostro Signore Gesù Cristo e quelle dei santi apostoli. Costoro sono delle macchie e delle vergogne, servono il loro ventre e non il nostro Signore, hanno l’animo alle cose della carne, sono arroganti e audaci, e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici. Costoro insegnano cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno. Per via di questi operatori di scandali la via della verità viene diffamata. Esortiamo i santi a tenere d’occhio costoro, a smascherare le loro opere malvage e le loro menzogne, e a ritirarsi da costoro. I credenti devono togliere il malvagio di mezzo a loro stessi.

Il locale di culto non è la casa di Dio, perché secondo la Scrittura la casa di Dio è la Chiesa dell’Iddio vivente.

 

Indietro