Quello che crediamo e insegniamo

La preghiera

  

Noi dobbiamo pregare Dio Padre per i nostri fratelli affinché Egli li fortifichi, li consoli, li confermi in ogni opera buona e in ogni parola buona, affinché essi siano ripieni della profonda conoscenza della Sua volontà in ogni sapienza e intelligenza spirituale e portino frutto in ogni opera buona alla gloria di Dio, e affinché Dio li liberi dal maligno e li guarisca; per citare solo alcune delle cose che dobbiamo chiedere a Dio nelle nostre preghiere che facciamo per loro. Nelle nostre preghiere dobbiamo ricordarci dei nostri fratelli che sono in carcere e perseguitati a motivo del Vangelo. Dobbiamo anche pregare affinché Dio mandi degli operai nella sua mèsse. Per quegli operai che sono già nella mèsse dobbiamo pregare affinché Dio apra loro una porta per la Parola, che Egli dia loro di annunciare il Vangelo con ogni franchezza, stendendo la Sua mano per guarire, e perché si facciano segni e prodigi nel nome di Gesù Cristo; e affinché Dio li liberi dagli uomini malvagi e molesti. Dobbiamo anche pregare per gli increduli, siano essi Giudei che Gentili, affinché Dio li salvi. Dobbiamo pregare per tutti coloro che sono in autorità affinché Dio li salvi, li aiuti, li benedica, e li protegga. E non dimentichiamoci di ringraziare Dio per tutto il bene che noi riceviamo tramite le autorità.

Noi dobbiamo pregare anche per noi stessi, chiedendo a Dio sia cose spirituali che materiali. Non dobbiamo essere con ansietà solleciti di cosa alcuna, ma in ogni cosa le nostre richieste devono essere rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. Il nostro Dio ascolta la preghiera dei giusti. Nella distretta e nel bisogno dobbiamo invocare Dio, che ha promesso di esaudirci. Molto può la supplicazione del giusto fatta con efficacia. La preghiera va fatta nel nome di Gesù Cristo. Se noi preghiamo Dio con fede (o credendo), se osserviamo i Suoi comandamenti e se quello che chiediamo è secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce. E’ bene pregare in ginocchio; è una posizione molto appropriata perché esprime umiltà. Le orecchie di Dio però sono attente alle nostre supplicazioni anche quando preghiamo seduti o in piedi. E’ lecito pregare e digiunare. Non dobbiamo cessare di pregare.

E’ bene accompagnare le nostre preghiere, sia quelle fatte in privato che quelle fatte in pubblico, con ringraziamenti rivolti a Dio nel nome di Gesù Cristo. Che gli uomini alzino mani pure durante la preghiera, senza ira e senza dispute. La donna deve pregare con il capo coperto da un velo perché ella è la gloria dell’uomo; ella deve velarsi il capo a motivo degli angeli, il velo è il segno dell’autorità da cui ella dipende (ogni donna che prega o profetizza senza il capo coperto disonora l’uomo, che è il capo della donna). L’uomo invece deve pregare con il capo scoperto, perché egli è immagine e gloria di Dio (ogni uomo che prega o profetizza con il suo capo coperto disonora il suo capo, che è Cristo). Noi non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili, e Colui che investiga i cuori conosce quale sia il sentimento dello Spirito perché Egli intercede per i santi secondo Iddio. Questo accade quando uno prega in altra lingua.

  

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