Quello che crediamo e insegniamo

Il matrimonio

 

Dio prese dall’uomo una costola e con essa fece la donna, e la menò all’uomo e disse che l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Dunque il matrimonio è stato stabilito da Dio.

Un Cristiano deve sposarsi una Cristiana e non una incredula, e questo perché non ci è permesso di metterci con gli infedeli sotto un giogo che non è per noi; non c’è nessuna comunione tra la luce e le tenebre.

Il marito deve amare la moglie come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei affin di santificarla e di farla comparire davanti a sé gloriosa, santa ed irreprensibile. Il marito deve vivere con sua moglie con la discrezione dovuta al vaso più debole che è quello femminile e portarle onore; nel caso contrario le sue preghiere saranno impedite. La moglie deve stare soggetta a suo marito in ogni cosa, come la Chiesa è soggetta a Cristo, e rispettarlo, quindi non le è permesso d’usare autorità su suo marito.

Marito e moglie devono procreare, ed accettare dalla mano di Dio quanti figli Egli ha deciso di dare loro, quindi essi non devono impedire il concepimento. Il frutto del seno materno è un premio. L’aborto è un omicidio, dunque lo rigettiamo. Siamo contro la procreazione medicalmente assistita perché si tratta di una procreazione innaturale.

I figli devono essere allevati in disciplina e ammonizione del Signore, e non devono essere provocati ad ira affinché non si scoraggino. I figli devono ubbidire ai loro genitori in ogni cosa perché questo piace a Dio.

Marito e moglie sono, per la legge, vincolati l’uno all’altro fino a che tutte e due sono in vita, per cui il vincolo matrimoniale viene sciolto solo con la morte. Se la moglie commette fornicazione, il maritò può mandarla via ma non può passare a nuove nozze. Chiunque manda via la propria moglie e passa a nuove nozze commette adulterio. (Se un marito credente viene abbandonato dalla moglie non credente perché questa non è più contenta di abitare con lui, ed egli passa a nuove nozze, egli commette adulterio). Se una donna maritata passa ad un altro uomo, mentre vive il marito, ella commette adulterio. Se il divorzio e le seconde nozze sono avvenuti prima della conversione, allora i due devono rimanere in quella condizione in cui erano quando il Signore li ha chiamati. Uno che ha divorziato e si è risposato prima di convertirsi al Signore non può fare il pastore né l’anziano e neppure il diacono.

Le vedove e i vedovi sono liberi di sposarsi. La vedova deve essere iscritta nel catalogo quando non abbia meno di sessant’anni: quando sia stata moglie d’un marito solo, quando sia conosciuta per le sue buone opere: per avere allevato figliuoli, esercitato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, soccorso gli afflitti, concorso ad ogni opera buona.

Il matrimonio deve essere tenuto in onore da tutti, e il talamo deve rimanere incontaminato perché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri.

L’uomo può rimanere celibe se ha ricevuto dal Signore questo dono. Ma se non ha ricevuto questo dono, si sposi, perché è meglio sposarsi che ardere. Il celibato non va imposto a nessuno, deve essere una libera scelta. Chi dà la sua figliola a marito fa bene, e chi non la dà a marito fa meglio. Chiunque vieta il matrimonio insegna una dottrina di demoni.

 

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