La mia esperienza

 

28/02/2001

 

Dio padre celeste

Non so da dove iniziare. Si dice così quando abbiamo molte cose da dire, ma non sappiamo l’inizio e la fine. Ma Gesù lo sa e come, e io mi farò guidare da lui. Cerco d’essere più chiara possibile. Devo risalire a circa sette anni fa, quando i miei suoceri mi parlarono di Gesù, così anche i membri della loro chiesa. Accettai Gesù nella mia vita e iniziai ad andare in chiesa. Vedevo i fratelli urlare e piangere, e pensavo che erano un po’ matti. Ho cercato in ogni modo di inserirmi, ma non c’era nulla da fare, io non riuscivo ad entrare nella loro stessa atmosfera.

Mi sentivo un pesce fuor d’acqua e mi chiedevo che cosa ci facevo in un posto come quello, dove io non sentivo la pace quando il fratello mi diceva pace. Oppure quando pregavo mi sentivo gli occhi addosso e il loro giudizio. Mi sembrava di prendere in giro, prima quel Gesù che pregavo e poi me. Mi resi conto che andare in chiesa mi dava solo che fastidio. Entravo che stavo bene e uscivo con un gran mal di testa. Ma mi sforzai. Pensai che alla fine succedesse qualcosa. In quel periodo stavamo facendo i preparativi per il mio matrimonio e volevo sposarmi in chiesa Evangelica, ma iniziarono a dirmi che dovevo prima battezzarmi e fare una serie di cose. In poche parole non ero né pronta e né degna di sposarmi in chiesa (così pensavo io). Da lì iniziarono le mie frustrazioni e le mie crisi esistenziali. Non avendo avuto una vita facile, perché mi sono trovata a 14 anni orfana, con due fratelli più piccoli, senza soldi, senza parenti e senza casa. Vi lascio immaginare (anche se sono cose che non si riescono ad immaginare se non si passano).

A modo mio credevo che Dio esisteva (anche perché ero cresciuta in collegio, dalle suore), e Gli chiedevo spesso come mai tutta la mia vita era un pianto. Perché non avevo una famiglia. Perché non ho avuto un’infanzia e un’adolescenza, trovandomi a far da mamma a 14 anni. Insomma immaginate quanti PERCHÉ ho chiesto al Signore. Ero arrabbiata con Lui. Pensavo che non era vero che fosse Giusto e Buono come dicevano (perdonami Signore), e che io non avevo fatto niente di male per meritarmi una vita così travagliata. E non capivo neanche il perché Dio non voleva che mi sposavo in chiesa, così mi sposai in Comune. Credetemi sono stata davvero male. 1° perché credevo di non essere degna che Dio benedisse il mio matrimonio e 2° perché non avevo mia madre o mio padre, che assistevano al mio matrimonio, non mi sentivo come le altre ragazze normali, che erano curate e c’era sempre qualcuno che le aiutava in qualsiasi situazione. Loro non dovevano affrontare tutto da sole, mentre io sì. Ero gelosa anche della mia più cara amica, che aveva e ha tuttora, una famiglia sana e unita. Così, per tutto questo, incolpavo sempre il Signore.

Dopo il matrimonio ho passato dei periodi terribili, ero sempre depressa, piangevo sempre, mi sentivo sola e non capivo che cosa ci facevo io qui sulla terra. Mi chiedevo: sono nata da mia madre che era ragazza madre. Quando io avevo tre anni si è sposata con un uomo alcolizzato che non faceva altro che picchiare me e lei. Sono rimasta orfana e non ho avuto affetto da nessuno. Nei momenti seri della mia vita (nel mangiare, nei problemi quotidiani dei miei fratelli ecc…), non c’era nessuno, eravamo sempre soli. Pensavo sempre a queste cose. Mi sentivo come se ero nata dal nulla, senza passato (ed è terribile avere queste sensazioni).

Non ce la facevo più. Anche di notte non dormivo e svegliavo mio marito (sempre carino e paziente con me) per farmi consolare, ma non cambiava nulla, anzi mi arrabbiavo anche con lui, perché non riusciva a risolvere il mio problema (perdonami amore).

Una notte penso di aver toccato l’angoscia quella più profonda (credetemi è davvero brutto) e talmente piangevo a singhiozzi che non riuscivo a chiamare bene Salvatore (mio marito). Come sempre mi chiedeva "Ma che cosa hai?, non possiamo andare più avanti così" Anche lui non ne poteva più di quella situazione e con gli occhi lucidi mi chiese per l’ennesima volta "Come posso aiutarti?" Gli dissi che non lo sapevo come doveva fare, sapevo solo che stavo molto male e che non avevo voglia di vivere, che ero sbagliata e che tutta la mia vita era sbagliata. Mentre parlavo così, sentii un profumo. E gli dissi "Che è stò profumo?". "Quale profumo?" "Come quale, questo. Senti?! Respira bene" "Ma che dici? Che profumo è?" "E’ un profumo di fiori, d’erba appena tagliata, di terra bagnata e di fresco di puro. Un profumo che non ho mai sentito prima. Senti com’è buono?!" Ma lui non lo sentiva, immagino che pensava che ero proprio arrivata. Infatti, il giorno dopo l’abbiamo detto ai nostri familiari (più che altro per capire a che punto stavo con il cervello). Ma mia cognata disse: "Gloria a Dio. Anche altri fratelli, hanno sentito il profumo che hai sentito tu. E’ un modo per dirti che Dio c’è. E vede i tuoi bisogni". Non ci credevo tanto, pensavo che era solo un modo per farmi stare tranquilla, ossia di pensare che non ero diventata matta. Mi ricordo che mio suocero, in quel periodo, mi ripeteva spesso che Dio è il Padre degli orfani e il marito delle vedove. Però non mi rendevo conto dell’accaduto (ora sì e vorrei tanto risentirlo), però in qualche modo mi consolai.

Dentro di me chiesi al Signore come dovevo comportarmi, ero confusa. Volevo sapere dov’era la Verità se: nell’insegnamento delle suore, avuto per cinque anni quando ero piccola, oppure; negli studi che faceva mamma (per un breve periodo poi ha lasciato) con i testimoni di Geova, oppure: nella chiesa Evangelica? Così decisi di non andare più in chiesa di non sentire più nessuno e di iniziare a cercare Dio per conto mio. E’ come se io avevo sentito i pareri di tutti, ora toccava a me scoprire la Verità. Non l’ho fatto leggendo la Bibbia (non la capivo), ho continuato a fare la preghiera prima dei pasti, non ho lasciato un giorno di farlo, era il filino che mi teneva ancora attaccata a Dio a mia insaputa. E chiedevo spesso al Signore "Signore, vorrei conoscerti piano piano. Ho già avuto parecchi colpi forti nella mia vita". Ero nervosa, elettrica, ma un po’ di meno. Mi avvicinai al Signore piano piano. Ora le decisioni più grandi e importanti le chiedevo a Lui, come il desiderio di avere un bimbo maschio (perché si dice che il maschio è più attaccato alla mamma e io mi sentivo sola). E così è stato. Quattro anni fa è nato Daniele l’ho voluto chiamare così perché è un nome Biblico. Come se, a modo mio, volevo ringraziare il Signore. Mi resi conto che su qualsiasi cosa iniziavo a confidare in Lui. Ma io volevo conoscerlo meglio. Volevo quella certezza, che vedevo negli altri, quando parlavano di Lui. Mi riferisco ai programmi di Benny Hinn, che guardavo quasi ogni sera. Sentivo varie testimonianze. Vedevo le persone che guarivano. Ero titubante e delle volte pensavo che volevano fare spettacolo. Così chiesi, al Signore la Verità. Qual’è la via giusta? Dove devo andare? E una sera mentre vedevo il programma, Benny Hinn iniziò a parlare così "Figlia mia, non temere. Entro due anni tu avrai le risposte a tutte le tue domande. Ti darò quello che cerchi, ma tu sii forte. Non temere. Io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Un Padre non lascia i suoi Figli" Mi batté il cuore forte. Quelle parole le sentivo mie, eppure non era la prima volta che vedevo il programma, erano circa due anni. Ma quella sera sentivo che parlava a me, proprio a me ero certissima di questo, però lo tenni per me non lo dissi a nessuno (l’ho detto solo poco tempo fa).

Intanto, sentivo dei cambiamenti in me. Verso la fine dell’anno (2000), si ammalò Salvatore. Era abbastanza serio quello che aveva, ma io ero tranquilla e non mi meravigliavo per niente di esserlo. Mi sentivo al sicuro, anche se avevo la sensazione che la morte mi camminava attorno, come se un cane ti gira attorno e aspetta per sbranarti, ma io ero tranquilla. Salvatore doveva fare degli accertamenti approfonditi, dove gli davano le risposte verso il 14 Gennaio. Salvatore era molto preoccupato, ma io sentivo che il Signore stava, in qualche modo operando.

Sentivo anche che dovevo fare qualcosa anch’io verso il Signore. E’ come se c’era una barriera tra me e Dio e che dovevo buttarla giù. Così iniziai a sentirmi strana quando fumavo. Cercai di smettere, ma non ci riuscivo. Lo chiedevo al Signore, ma a me piaceva e non volevo smettere. Chiedevo a mio suocero o a mio zio, come il Signore gli aveva tolto il vizio del fumo. Erano due testimonianze completamente diverse. All’inizio dell’anno, stanca dei miei fallimenti chiesi "Gesù, io devo smettere di fumare, non so il perché ma lo devo fare. Io non ne sono all’altezza, ho sempre fallito, ora pensaci tu. Fai tutto quello che vuoi, basta che mi togli il vizio del fumo". Il giorno dopo, mi sono ammalata con mal di gola, febbre molto alta e raffreddore. Ero sdraiata sul divano e chiesi a Salvatore di darmi una sigaretta. Appena l’ho messa in bocca ho sentito un sapore tipo: l’odore del cammino trasformato in sapore. Dopo un’oretta mi sono accesa un’altra sigaretta ed è successo peggio di prima. E così mi disgustò talmente tanto che per quel giorno non ci ho più provato. Il giorno dopo uguale, sempre l’odore e il sapore più sgradevoli, da quel giorno non ho più fumato (non affermo che nei giorni successivi non abbia avuto più il desiderio, ma grazie a Dio pregavo e il desiderio se n’andava). Nel frattempo la febbre era andata via, il mal di gola sparito, come se non fossi stata mai male, infatti, siamo anche usciti. Gloria a Dio. Questo è successo il 6 Gennaio. La sera del 7 Gennaio (di quest’anno), ci siamo trovati con i nostri famigliari a casa mia. Si parlava di Dio, di come si riconosce quando è Dio che parla, ossia io chiesi a Paola (la moglie di mio zio Salvatore, è più giovane di me, così la chiamo per nome, non per mancanza di rispetto) "Come fai a capire che chi ti parla è Dio oppure l’altro?" Lei mi rispose che lo capisci subito quando Dio ti parla è una voce inconfondibile. A parole è difficile spiegarlo ma ti accorgi quando è Dio a parlare. Nel frattempo mio cognato ci portò ad un altro argomento.

Raccontò esperienze negative fatte quest’estate. Si era creata un’aria abbastanza tetra e dissi che prima che se n’andavano a casa loro, dovevamo pregare. Tutti d’accordo ci preparammo per pregare.

Io mi misi nel corridoietto, che è il centro della casa, dove porta nelle stanze, volevo la benedizione in tutta la casa. Iniziammo a pregare. Io stavo pregando normale, quando sentii, come se le labbra andassero per conto loro, allora cercai di riprendermi ma Paola mi disse d’essere tranquilla e di lasciarmi andare. Iniziai a parlare strano, in una lingua diversa. Poi sentii una luce entrare in me, come quando t’infili un lungo vestito. Poi sentii una voce dentro di me chiara e precisa che mi disse "TU NON SEI ORFANA, IO SONO TUO PADRE. NON HAI AFFRONTATO TUTTO DA SOLA, IO ERO LI’, TI TENEVO SUL PALMO DELLA MANO. TI SONO STATO SEMPRE VICINO. SALVATORE NON HA NULLA. SALVATORE NON HA NULLA (non abbiamo dovuto aspettare le risposte delle analisi). Piansi di gioia. Avevo il cuore colmo di felicità, e dicevo al Signore "Stai parlando proprio con me?" e nello stesso tempo davo la risposta a Salvatore che non aveva assolutamente niente e potevo sentirlo che piangeva di gioia, mentre per me è stato meraviglioso sentire che, io non sono cresciuta da sola come avevo sempre pensato (causando in me dei seri disturbi esistenziali), ma Dio era con me, Mio Padre Celeste (infatti all’epoca mio suocero mi ripeteva spesso "Il Signore è il padre degli orfani e il marito delle vedove"). Il miglior Padre che si possa avere, mi guardava e mi aiutava.

Era meraviglioso come potevo riuscire a sentire Dio che mi parlava, io rispondergli la mia voce in un’altra lingua, i miei familiari lodare e pregare, tutto contemporaneamente. Comprendevo ogni cosa e era talmente bello sentire quella Pace e quell’Amore.

Aveva ragione Paola, non si può descrivere, so solo che non c’è nulla, di solo simile, all’Amore di Dio. Il Signore quella sera diede un massaggio a ognuno di noi. E mi accorsi che mancava poco alla scadenza dei due anni. Dio mi ha risposto, è fedele, l’ha fatto piano piano, come gli avevo chiesto, mi ha dato una bella e affettuosa famiglia, come gli avevo chiesto, mi ha fatto vedere dove sta la Verità, come gli avevo chiesto, mi ha fatto sentire come una persona normale, anzi di più SUA FIGLIA. Dio è Meraviglioso e Grande. Io lo ringrazio ogni giorno per il privilegio che mi ha dato di essere chiamata Sua Figlia. Ora posso dire "Ho conosciuto il Signore", anche se ci ho messo un bel po’, ma non è mai troppo tardi nel conoscere Dio e non c’è situazione brutta che Dio non possa risolvere. Se si cerca Dio con tutto il cuore Lui si farà sentire, non conosciamo i suoi tempi ma Lui si. Dobbiamo andare a Lui con tutto il cuore e senza vergogna.

Voglio ringraziarlo perché il mio nome è scritto nel Libro Della Vita e prego che, tutti i miei cari e chi non conosco, Lo possano incontrare e conoscere. Sapete che ho detto a Paola dopo aver incontrato Dio? Era così semplice? Prima pensavo, chissà cosa dovevo fare o essere. Invece è talmente semplice. Ho capito anche un’altra cosa molto importante, dalla mia esperienza personale di RICERCA DI DIO è che: se non facciamo l’esperienza personale con Dio, è tutto inutile leggere, ascoltare e parlare di Lui. Ora mi rendo conto che, prima, ero alla ricerca non di Dio ma di una religione Di una chiesa. Pensavo che si dovesse pregare solo in una chiesa, e che solo in una chiesa si potesse incontrare Dio.

Grazie a Dio non è così. La chiesa non è fatta di quattro mura. Siamo noi la chiesa di Dio, il nostro corpo lavato da ogni peccato, per il nome di Gesù. Sempre dalla mia esperienza ho capito anche che le persone che si accostano al Signore all’inizio, sono come dei vasi di porcellana, se non stiamo attenti a come li prendiamo, possono cadere, sono fragili. E soprattutto bisogna ascoltarli con il cuore e non solo con le orecchie. Ma Dio è Buono, e non importa, nel mio caso, se ci sono voluti circa sette anni per incontrarlo perché, quando Dio ti chiama, non importa chi e cosa incontri, insomma gli ostacoli, perché il Signore abbatte ogni tipo di ostacolo e io voglio ringraziarlo perché mi ha salvata e sono contenta che si usa di me. Chiedo scusa se il mio Italiano non è stato perfetto, spero di essere stata chiara nel comunicarvi che Gesù è la Salvezza di tutto il mondo, non fa nessuna distinzione né sociale e né razziale, per Lui siamo tutti uguali. Grazie Signore! Per quello che mi hai dato e per quello che mi darai! Lode e gloria a Dio, da qui all’eternità.

Da quando ho letto Gli Atti degli Apostoli (per le lezioni di Battesimo), il Capitolo 2: dal v. 17 al v. 21, mi ha colpito tanto e voglio condividerlo con voi.

 

Atti 2:17 a 21

 

" Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio,

"che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona;

i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,

i vostri giovani avranno delle visioni,

e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.

Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni,

spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno.

Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra,

sangue e fuoco, e vapore di fumo.

Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in sangue,

prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.

E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore

sarà salvato"

 

Giulia Sica

 

Testimonianza tratta dalla mailing list ‘EvangeliciCristianiPentecostali’ venerdì 27 luglio 2001

 

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