Il mio cammino verso la libertà

 

Tutto incominciò nel 1990. All'epoca devo affermare che m’interessavano ben poco le cose di Dio. La mia vita procedeva abbastanza monotona senza particolari ambizioni o desideri. Sembrava davvero che nulla potesse cambiare il suo corso, quando all'improvviso m’imbattei nel responsabile dell'azione cattolica facente parte della parrocchia del mio quartiere. Incominciammo a parlare del più e del meno, ma in particolar modo di religione. Lui, mi ricordo, era un fervente mariano e dava una grande importanza al culto di Maria ed al posto che ella doveva avere nella vita d’ogni persona. In ogni modo per dirla in breve m’invitò ad una delle riunioni di preghiera del suo gruppo giovani e da allora le incominciai a frequentare abbastanza spesso.

Mi ero davvero inserito bene in quel gruppo e devo dire di come in un incontro informale con quel responsabile avvertì una forte benedizione. Certo, posso capire che la cosa può sembrare alquanto strana, considerando le pratiche religiose insegnate e praticate nell'azione cattolica di cui facevo parte, le quali erano in forte contrasto con l'insegnamento della Parola di Dio, però il Signore conosceva il mio cuore, e dopo la mia conversione capì anche l'importanza di quel suo gesto, infatti, già da allora l'Onnipotente incominciò a manifestarsi nella mia vita per due principali ragioni:

1) Volle farmi capire di come lui era davvero un Dio vivente ed il suo interesse per me.

2) Mi stimolò nella ricerca della sua reale volontà la quale poi doveva adempiersi nella mia vita.

Intanto il tempo passava e io ormai potevo definirmi uno zelante e convinto cattolico romano e sembrava che nulla potesse farmi cambiare.

 

L'esperienza carismatica

 

Proprio in uno dei numerosi incontri di preghiera organizzati dall'azione cattolica di cui facevo parte intervenne una suora con la quale ebbi l'occasione di dialogare su varie cose, ella mi parlò anche di un suo fratello, facendomelo poi conoscere in seguito, il quale frequentava un gruppo di persone che facevano parte di un movimento chiamato "rinnovamento dello Spirito" ed amavano definirsi cattolici carismatici.

Devo dire di come la cosa m’incuriosì parecchio, al punto che desiderai fare questa nuova esperienza per vedere come stavano le cose, ma soprattutto come si svolgevano le loro riunioni.

Salvatore, così si chiamava il fratello della suora, mi portò in uno di quegli incontri, e subito fui particolarmente impressionato dal loro modo di adorare Dio e di avvicinarsi a lui. Nel gruppo di preghiera di cui ero membro non si faceva altro che recitare rosari e portare la statua della madonna di casa in casa, mentre nelle riunioni carismatiche si dava grande importanza alla preghiera spontanea, al desiderio di avere un contatto diretto con Dio. La cosa mi piacque parecchio, al punto da riuscire ad inserirmi come membro effettivo.

I primi tempi del mio soggiorno tra i carismatici furono a dir poco euforici. Il privilegio di accostarmi all'Onnipotente con spontaneità e semplicità riempivano davvero di gioia il mio cuore, oltretutto gli altri membri del gruppo m’incoraggiavano molto a continuare nel cammino intrapreso e che all'epoca consideravo giusto. Non c'è ombra di dubbio, credevo davvero di sentirmi realizzato come credente in Cristo.

 

Incontro la Bibbia

 

Una delle peculiarità del movimento carismatico è il frequente uso della Parola di Dio. Non c'era riunione in cui non si usavano le Sacre Scritture per le meditazioni, ma soprattutto con lo scopo di glorificare Dio leggendo salmi o altri brani della scrittura. Vi erano certamente molte opportunità per investigare la Bibbia e il suo messaggio salvifico.

Mi entusiasmava davvero scrutare le Sacre Carte per scoprire cosa Dio voleva da me, qual era la sua volontà nella mia vita.

Intanto il Signore continuava ad operare e i frutti ormai si incominciavano a vedere. Già ormai avevo fatte mie due sacre verità: la giustificazione per sola fede Ef.2,8-9; e il considerare come Parola di Dio la sola Bibbia e nessun'altra fonte 2Tim.3,16-17.

Il colmo dell'ironia, e che non conoscendo realmente qual era la dottrina ufficiale della chiesa cattolica romana a riguardo pensavo che essa stessa insegnasse le stesse cose.

Di una cosa però ero sicuro. Detta chiesa approvava il culto delle immagini e delle statue, considerava tale pratica giusta agli occhi di Dio.

Spesse volte io insieme con alcuni giovani del gruppo discutevamo di quest’argomento. Non avendo però un'idea o convinzione chiara in merito, consideravamo eccessivo per non dire idolatrico il portare statue di Maria e dei "santi" sopra le spalle durante processioni e feste organizzate. In alcuni di noi era poco a poco sempre più chiaro ciò che affermava il Signore nel secondo comandamento descritto in Es.20,4-5:

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. ...(C.E.I.). Vedi pure Lev.26,1.

Di quegli alcuni facevo parte anch'io.

In me ormai si era generato un vero e proprio combattimento. Più scrutavo le scritture, e più vedevo il contrasto che c'era fra il loro insegnamento sul culto delle statue e quello della chiesa di Roma. Inizialmente però cercavo di soffocare in me il tutto. Volevo convincermi di come in realtà ero io a capire male la Bibbia. Chi ero io per oppormi al magistero della chiesa? Potevo io conoscere la Parola divina meglio dei teologi Romani? No, affermavo a me stesso.

Non poche volte quando vedevo persone religiose che s’inginocchiavano davanti ad un’immagine o una statua provava un senso di ripulsa, ma spesse volte non mi spiegavo il perché. Nel mio cuore era chiaro di come la loro forma di culto era sbagliata agli occhi di Dio, ma la mia mente imprigionata nelle dottrine cattoliche si rifiutava di accettare l'evidenza, e così andai avanti per parecchio tempo.

Nel frattempo incomincio a frequentare sempre meno il gruppo del "rinnovamento dello Spirito" e chiuso oramai nei miei dubbi ed interrogativi, chiesi al Signore di aiutarmi a capire dov'era la verità senza pericolo d'errore. Iddio già aveva aperto i miei occhi spirituali, dovevo soltanto io accettare l'evidenza dei fatti ed essere liberato dalle catene spirituali che mi tenevano prigioniero.

 

Conversione

 

Non potrò mai dimenticare di come poco prima della mia conversione feci un'esperienza a dir poco scioccante. Mi ricordo che stavo andando a piedi in via dell'Epomeo a Napoli quando individuai una chiesa cattolica a pochi passi da me. Spinto da curiosità vi entrai, e compresi già che si stava svolgendo un vero e proprio culto in onore di Maria tramite la recita del rosario. Per me questo fu davvero troppo, invece di innalzare il creatore si ESALTAVA la creatura, uscii immediatamente da quel luogo non riuscendo a rimanervi un minuto di più. L'Onnipotente aveva ancora una volta parlato al mio cuore e la sua opera era quasi conclusa.

In un giorno che sembrava uguale a tanti altri mi trovavo nell'autobus n°118 e precisamente a piazza del Plebiscito in Napoli, quando Iddio mi parlò improvvisamente tramite il passo di Mt.4,10 in questi termini: ADORA IL SIGNORE DIO TUO E A LUI SOLO RENDI IL TUO CULTO. Fu come un fulmine a ciel sereno, mi caddero totalmente le bende davanti agli occhi e con esse tutte le false dottrine in cui credevo fermamente.

La Bibbia da quel momento divenne per me un libro nuovo, potevo leggerla, comprendere il suo messaggio e le verità salvifiche in essa contenute.

Veramente desidero ringraziare il Signore per tutto ciò che ha fatto, sta facendo e farà in futuro nella mia vita, a lui va l'onore e la gloria per tutti i secoli dei secoli, AMEN.

 

LIBERARSI DA UN SOFISMA

Considerazioni sul culto delle icone e delle statue.

Come tutti sanno la parola "Comandamento" deriva da "comando" o "ordine" da osservare scrupolosamente. In genere un comando inizia con un’affermazione o una negazione riguardante, un compito o comportamento da seguire. Per esempio "non devi fare questo", oppure "devi fare quello".

Dottrina cattolica romana sul culto delle immagini e delle statue

La chiesa di Roma invece non distinguendo correttamente i precetti divini descritti in Esodo capitolo 20, ha unito erroneamente i primi due ordini: leggi Es.20,2-6; formandone uno solo. Successivamente ha enfatizzato molto sul significato del primo comando del Signore: Es.20,2-3; subordinando ad esso il significato del secondo Es.20,4-6; offuscando quindi il suo vero insegnamento. Alla fine è venuta fuori una strana interpretazione. Quale?

I teologi cattolici romani affermano che è vietato farsi immagini di falsi DEI per prostrarsi dinnanzi a loro e servirli. Quali sono le conseguenze di tale spiegazione? Semplice.

Costoro seguendo la loro tesi affermano che si possono invece fabbricare icone e statue di "santi", di Maria e di Gesù uomo per offrire loro un culto.

Da tutto ciò possiamo facilmente verificare le numerose chiese cattoliche romane le quali sono letteralmente infestate da sculture e immagini di "santi" e di "madonne", e come se non bastasse esse sono portate sopra un piedistallo in vere e proprie processioni religiose. Questo va certamente contro la Parola di Dio.

Confutazione

Dopo aver esaminato la dottrina cattolica-romana sulle rappresentazioni figurative, vediamo cosa dice il semplice insegnamento biblico a riguardo.

Innanzi tutto come distinguere correttamente i primi due comandamenti?

 1° commento). Con il primo ordine riguardante un divieto e che inizia con la negazione d’un determinato ed errato comportamento, abbiamo il primo comandamento:

 Es.20,3: Non avere altri dèi oltre a me. (Nuova Riveduta). Corsivo mio.

 2) Lo stesso discorso esposto nel 1° commento) vale anche per il secondo comando divino.

 Es.20,4-5: Non ti farai scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; ... (Nuova Riveduta). Corsivo mio.

Suddividendo quindi in maniera corretta i primi due precetti del Signore, nasce, grazie a Dio, anche il vero significato d'essi.

Il primo comandamento dice chiaramente che noi cristiani non dobbiamo avere altri dii cui rivolgere la nostra adorazione, perché solo Jahveh è l'unico vero Dio: Is.44,6.

Il secondo invece afferma di come sia vietato fare una qualsiasi pietra o immagine ornata di figure, non solo d’animali, ma anche di OGNI TIPO O GENERE DI PERSONA sia essa RITENUTA DIVINA O MENO, MASCHILE E FEMMINILE per PROSTRARCI davanti ad essa e SERVIRLA.

Esodo 20,4-5; non vieta solo di fare sculture di falsi dei per offrire loro un culto, ma come abbiamo potuto verificare dalla stessa Parola di Dio, è vietato fabbricarsi qualsiasi statua o icona raffigurante o false divinità, oppure semplici uomini o donne per inginocchiarsi (prostrarsi) dinnanzi a loro.

 

Iddio vi benedica.

 

Gaetano Rizzo

 

Il cristianesimo evangelico nei fondamenti della fede cristiana, ossia l'essenziale per salvarsi, non è scisso e diviso, ma è come un albero, di cui Gesù Cristo stesso è la radice ed il tronco, mentre le diverse denominazioni o chiese ne sono i rami, quale più grande, quale più piccolo, quale più appariscente, quale meno, ma tutti capaci di portare fiori e frutti, perché tutti traggono vita dal Cristo.

Si vuol far credere che negli evangelici non vi sia unità perché v'è varietà di nomi e di forme, ma Luterani, Fratelli, Valdesi, Metodisti, Battisti, Pentecostali, ecc.. hanno una sola Bibbia e credono: In Dio Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della terra, ed in Gesù Cristo Suo unico Figliuolo, vero Dio come il Padre e vero uomo come noi eccetto nel peccato, il quale fu concepito dallo Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto; discese agl'inferi, il terzo giorno risuscitò dai morti; salì al cielo, ove siede alla destra del Padre, e di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, nella Chiesa universale, nella comunione dei Santi, nella remissione dei peccati per la sola fede in Cristo, nella risurrezione del corpo e nella vita eterna. Amen.

La dottrina di base dei protestanti non è l'insegnamento di Lutero o Calvino ecc. per quanto siano stati uomini di Dio, ma viene dalla Bibbia.

Certo, vi sono anche delle opinioni divergenti, ma esse sono di secondaria importanza. Anche nei primi secoli nella chiesa vi erano insegnamenti differenti. Uno di questi era la Santa Cena. Infatti Giustino come Ireneo credevano nella presenza reale, mentre Agostino e Tertulliano no.

Ma questo non vuole assolutamente dire che i primi o i secondi non erano cristiani. Perché tutti e quattro comunque aderivano al credo.

 

(Testimonianza inviataci tramite e mail da Gaetano Rizzo)

 

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