La sua ‘vendetta'

 

Nel 1943 un credente chiamato Dapozzo soffriva duramente la fame in un campo di concentramento. La vigilia di Natale, il capo del campo lo fece chiamare. Seduto a una tavola ben imbandita, cominciò a beffarsi delle convinzioni cristiane del suo prigioniero.

‘Sua moglie – aggiunse – è una buona pasticcera. Sono sette mesi che le manda delle torte eccellenti’.

Un’ira a stento dominata, invase Dapozzo. Quell’uomo ignobile mangiava il pane dei suoi figli, le torte fatte dai suoi cari a prezzo di dure privazioni! Si volse verso l’ufficiale: ‘Comandante, lei è un pover’uomo. Quanto a me sono ricco; Gesù è il mio Salvatore’.

A guerra finita, Dapozzo riuscì a rintracciare il capo del campo che si nascondeva per sfuggire alla giustizia umana. ‘Mi riconosce? Sono il n° 175 …. Si ricorda del Natale 1943 … e dei pacchi che mia moglie mi mandava?’

L’uomo si spaventò: ‘Lei è venuto per vendicarsi? – Sì’. Dapozzo aprì un pacco e posò una bella torta sul tavolo. L’antico seviziatore scoppiò in lacrime e implorò il perdono del prigioniero. ‘L’ho già perdonata da molto tempo per l’amore di Gesù’.

Ma l’uomo aveva bisogno di un altro perdono, il perdono di Dio. Un anno dopo lo trovò e diventò un vero credente.

 

Da: Il Buon Seme, Edizioni Il Messaggero Cristiano, 15048 Valenza

 

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