Dalla magia alla luce

 

Sono di mestiere panettiere-pasticciere, ma faccio il postino. Da bambino sono stato allevato alla cattolica. I miei genitori ci obbligavano ad andare in Chiesa, loro però se ne dispensavano. Erano furbi come le volpi; arrivavamo cinque minuti prima della fine giusto per farci vedere all’uscita dalla famiglia e dai parenti. L’ipocrisia dell’ambiente in cui vivevo mi portò a disgustare l’ambiente religioso. Fin dall’età di dieci anni, mi chiedevo chi fossi e quali fossero il perché e il percome della vita. Ero sempre in compagnia di persone più anziane di me; a contatto con loro imparai molte cose, ma le mie domande essenziali rimanevano senza risposta.

A venti anni incontrai uno che praticava la magia nera. Ciò mi attirò subito perché egli aveva delle risposte a tutto e aveva la pretesa di spiegare l’inesplicabile. Siccome sono curioso di natura, passai ben presto dall’interesse alla pratica della magia bianca. Mi interessai un po’ di tutto: astrologia, psicologia, psicanalisi, pendolo, radioestesia, cartomanzia, telepatia, ipnosi, etc. c’è ben altro. Nello sport ero patito di rugby. Mi dilettavo a fare il disc-jockey (DJ) nelle discoteche. Malgrado ciò ero depresso e complessato.

 

Un cieco che si credeva chiaroveggente

 

Torno alle scienze occulte, dove bisogna sempre essere sotto la protezione di un Maestro. Ciò che mi colpì è che c’erano molte citazioni della Bibbia nei libri di magia. Nella magia bianca per esempio ci sono dieci comandamenti che sono quasi gli stessi di quelli della Bibbia, tanto che io credevo di lavorare per Dio e pensavo di fare del bene al mio prossimo. Parlavo molto di scienze occulte a coloro che erano intorno a me. I miei colleghi mi avevano soprannominato "Magia Bianca-Magia Nera", sebbene non avessi mai praticato quest’ultima. Un giorno un collega, chiamato familiarmente "Giovannino", mi disse: "Maurizio, tu hai gli occhi tenebrosi". Fu un colpo enorme poiché noi ci conoscevamo pochissimo. Non gli avevo mai parlato di queste cose. Come aveva scoperto la mia inclinazione per l’occultismo? In effetti, Giovannino conosceva molte cose sulle scienze occulte, ma non perché le aveva praticate, ma perché sapeva ciò che la Parola di Dio diceva di esse. Lui mi disse: "Mettiti al servizio del Signore e conoscerai tutte le astuzie del diavolo". Da quel momento cominciai a riflettere.

Nel 1992 lavorai con Giovannino. Presi servizio con un’ora di anticipo, per terminare più presto il giro delle cassette delle lettere e avere così del tempo per parlare della Bibbia con lui. Per mezzo di essa fui convinto che ero nell’errore.

Avevo un altro amico, Luc, che anche lui era cristiano. Per sei mesi mi importunò affinché andassi con lui in un’assemblea evangelica. Alla fine cedetti ma quel sabato pomeriggio avevo prima una partita di rugby. Ascoltavo sempre della musica hard-rock prima di una partita per stimolarmi a rompere tutto e ad accrescere la mia aggressività sul terreno di gioco. Eravamo rimontati al massimo e sicuri di vincere. Fummo schiacciati 44 a 4, e come se non bastasse, mi ritrovai con due costole fluttuanti incrinate, il trapezio della schiena riportato al centro e il viso tumefatto. Non vi dico la voglia che mi restava per andare quella sera alla riunione!

 

Salvagente

 

Mi feci coraggio e vi andai ugualmente sebbene fossi ferito.

Luc era all’appuntamento. Gli raccontai ciò che mi era appena accaduto, che ero venuto soltanto per rispettare la parola data, ma che non bisognava contare su di me per cantare. C’erano più di mille persone che cantavano tutte. Ed io, che ero entrato a malincuore, mi misi come potevo a cantare con loro. Un giovane poi rese testimonianza, precisando che aveva toccato la droga e fatto parte della malavita. Raccontava che una piccola voce interiore gli diceva: "Paul, non è questo che tu cerchi veramente e il tuo vuoto interiore è sempre lì!" Man mano che parlava, mi rendevo conto che la mia storia non era molto differente dalla sua poiché anch’io avevo provato tutto per colmare il mio vuoto interiore. Dopo che ebbe concluso la sua testimonianza, soggiunse: "Chi vuole cambiare vita, ravvedersi e convertirsi dai suoi peccati, alzi la mano". Io l’alzai, senza osare guardare intorno a me, poiché mi sentivo sporco, anzi molto sporco. Mi sentii peccatore davanti a Dio.

Mi pentii della vita passata, mi pentii e mi convertii, non a una religione ma a Gesù Cristo. In lui riposi la mia fiducia per avere il perdono di tutti i miei peccati. Credetti ch’egli aveva preso il mio posto nella perdizione mediante la sua morte sulla Croce e ch’egli mi offriva il suo in una salvezza eterna che era garantita dalla sua risurrezione.

Mi ci aggrappai come all’unico salvagente che si getta a un naufrago. Aprii la porta a Dio che in quella sera entrò nella mia vita, che cambiò di colpo.

Gettai tutti i miei libri occulti ma anche tutti gli oggetti associati a queste pratiche: statuette, portafortuna, anelli magnetici, etc.

I miei peccati se ne andarono e il vuoto interiore è stato riempito dall’amore di Dio.

Prima di questa straordinaria esperienza avevo tre complessi: quello d’inferiorità, quello di credermi troppo piccolo e quello di stimarmi troppo grande.

Siccome Gesù mi ha accettato come sono, ho potuto anche accettare me stesso. Da allora sono felice, veramente felice, e contento di vivere.

Non ho che un solo rammarico: non aver conosciuto Gesù prima; ciò mi avrebbe evitato molte strade difficili.

 

Maurizio ZANGA

 

Testimonianza tratta da: Promesses, nº 124, Avril-Juin 1998 (www.promesses.org)

 

Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro

 

Indice