Tutta la mia vita è cambiata

 

Sono nata in una famiglia dove c’era molta violenza, ho nuotato là dentro fin dalla nascita.

Mio padre beveva, picchiava mia madre regolarmente, tirava fuori i coltelli e le armi da fuoco sul tavolo dicendoci "se uno di voi si muove l’ammazzo".

Mio padre ci allontanava da tutto quello che rappresentava Dio: "Non esiste" ci diceva.

Mia nonna viveva con noi. Io oggi so che se non mi uccisi all’età di dodici anni fu perché un giorno lei mi parlò di Dio di nascosto da mio padre. Mi disse poche cose, che non bisognava rubare, uccidere e soprattutto uccidersi poiché era un peccato grande quanto quello di uccidere.

All’età di dodici anni non potevo più sopportare quella vita ed ogni volta che pensavo al suicidio pensavo a Dio che amavo senza conoscerlo poiché mi dicevo: "Se mio padre non l’amava, Dio doveva essere sicuramente una persona perbene". Non volevo ritrovarmi davanti a lui e come dicevo quando ero piccola: "E prendermi una bella sgridata da Dio". Erano le parole che io usavo. Ecco come mia nonna senza saperlo mi salvò la vita.

All’età di diciannove anni mi sono sposata. Io e mio marito litigavamo costantemente, abbiamo avuto un bebè, il nostro primogenito. Con un bambino pensavo che le cose sarebbero andate meglio nella mia vita, ma andavano sempre peggio. Ero in piena depressione. Andai a visitare il medico poiché mi rendevo veramente conto che perfino il pensiero di ritrovarmi davanti a Dio non mi faceva più paura. Sentivo morire ogni sentimento nel mio intimo e l’unica persona che amavo ancora era mio figlio, ma fino a quando?

Pensavo a Dio, ma non osavo pregare e chiedergli di aiutarmi, perché secondo me Egli doveva avere così tanto lavoro e poi c’erano certamente persone più infelici di me.

Poi un giorno le mie sorelle vennero a visitarmi con dei loro amici, e soprattutto con un giovane che abitava vicino a noi. Il giorno dopo ritornò e discutendo mi chiese perché c’erano tutte quelle medicine sul tavolo. Gli dissi che ero in piena depressione. Fu allora che cominciò a parlarmi di Gesù, di Dio e del Suo amore per me.

A più riprese quel giovane ritornò.

Quello che mi colpì di più era che Dio pensava a me, si occupava di me. Ero importante per Dio.

Mi sentivo inutile, importante per nessuno, ma Dio s’interessava a me!

Acquistai da quel giovane una Bibbia e ascoltavo tutti i giorni radio evangelo alle cinque del mattino. E là da sola (non conoscevo ancora la chiesa) mi misi a pregare e chiesi a Gesù di usarsi di me come aveva fatto con Stefano.

Gesù mi rispose subito. Sentii la presenza di Dio così forte nel mio cuore che mi misi a piangere, davanti al mio Dio così grande, così meraviglioso, così pieno d’amore. Il fardello cadde dalle mie spalle. Era così forte che lo sentivo materialmente. Io allora non sapevo che in quel giorno, avevo appena sperimentato la mia conversione. Quando mi rialzai, mi sentii così leggera, così felice!

A partire da quel giorno tutta la mia vita è cambiata.

Ho conosciuto e conosco ancora una felicità che non avevo mai avuto nella mia vita. Sono trent’anni che ho fatto questa esperienza con Dio e non mi sono mai pentita un solo giorno di averla fatta. Ho avuto molte difficoltà e problemi, ma ogni volta il mio Dio mi ha aiutata, sostenuta e consolata. Egli mi ha guarito da diverse malattie. Poco tempo dopo la mia conversione, il Signore mi ha guidato verso una chiesa evangelica, dove sono ancora oggi. Ringrazio il Signore per tutto quello che ha fatto per me e la mia famiglia, per quello che sono e per quello che farà ancora.

 

Mireille Clavé

 

Testimonianza tratta da: www.jesustheme.com/

 

Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro

 

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