Dick l’indomabile

 

Richard Weaver, l’ultimo nato di quattro fratelli, ebbe un’infanzia molto misera. Sua madre, una donna di fede, allevò i suoi figli con la preghiera e cercò di insegnargli il timore di Dio. Sfortunatamente, suo marito, che lavorava nelle miniere di carbone, non solo era incredulo, ma tornava spesso ubriaco a casa. I bambini assistettero a più di una triste scenata e diverse volte dovettero cercare di difendere la loro madre dalle brutalità paterne.

Richard stesso racconterà più tardi: "Più di una volta mi sono interposto fra i miei genitori gridando a mio padre: "Non uccidere mia madre!" Mi ricordo anche di mia madre, che circondava me e mio fratello Thomas con le sue due braccia, che pregava, mentre mio padre la minacciava con un’ascia, e giurava che l’avrebbe tagliata in due se non smetteva di pregare. Lei lo guardò con gli occhi pieni di lacrime serrando ancora la stretta su di noi, poi gli disse: "Georges, tu non puoi lasciarla cadere senza la volontà di Dio". E l’ascia non cadde.

Spesso accadeva che la madre e i suoi bambini venivano messi alla porta da quest’uomo brutale le sere d’inverno più fredde; essi allora andavano a cercare rifugio per la notte in una stalla vicina.

Essendo molto magre le risorse della famiglia, il piccolo Richard, all’età di sette anni, fu mandato a lavorare in miniera; vi rendeva dei piccoli servizi durante la giornata, ma ebbe parecchi incidenti. Cadde in uno stagno e siccome non sapeva nuotare, pensarono che sarebbe annegato ma suo zio lo salvò in fin di vita; cadde anche in un pozzo di miniera; e rimase coinvolto in sei esplosioni, e mentre i suoi compagni morirono bruciati lui ne uscì sano e salvo. Una volta fu indottrinato da un Mormone, che gli assicurava che non sarebbe mai morto; in quello stesso momento un blocco di roccia cadde sull’operaio che rimase schiacciato, mentre il bambino non fu neanche toccato. Sua madre a casa non cessava di intercedere per suo figlio, e le sue preghiere furono esaudite.

Quando il primogenito John ebbe l’età per guadagnare sufficientemente, ritirò il piccolo Richard dalla miniera per mandarlo a scuola; ma il ragazzetto aveva preso cattive abitudini e non poteva sottomettersi ad una disciplina; il denaro che riceveva per andare alle lezioni, si mise poco a poco a spenderlo nel gioco e nel bere; quando aveva bevuto, si mostrava violento, attaccabrighe; a diciassette anni, ebbe il suo primo duello, durante il quale fu colpito trentadue volte dal suo avversario, il che gli valse il suo soprannome di "Dick l’indomabile".

Molti anni dopo, quando Richard Weaver, convertito, predicava l’Evangelo in una grande sala di Londra, un cieco da un occhio si avvicinò a lui e gli disse mostrando l’occhio che non vedeva più: "Ti ricordi della nostra lotta, durante la quale mi sferrasti un colpo che mi privò di quest’occhio? Ma, lodato sia Dio, io posso considerare Gesù come mio Salvatore come te, Richard".

Poi un giorno, Dick, fuggendo da sua madre e dalle sue preghiere che non poteva più sopportare, lasciò bruscamente la casa paterna e raggiunse i suoi fratelli nello Staffordshire. Continuò la sua vita dissoluta e ad ubriacarsi; sua madre cercava di fargli cambiare idea scrivendogli delle lettere toccanti, ma il giovane doveva fare ricorso a un suo compagno per leggergliele; quello fu il mezzo della conversione di un suo amico di nome Tom, che si sforzò di convincere Richard che era fortunato perché era il figlio di una donna cristiana che pregava per lui. Se il suo cuore si lasciava commuovere nel momento in cui gli si parlava, la sua natura turbolenta e violenta aveva poi il sopravvento, ed egli ingaggiava un duello, una lotta corpo a corpo per una semplice parola un po’ pungente.

Alla fine, suo fratello Georges si convertì; Dick lo seguì poco dopo sentendo una conversazione ch’egli teneva con sua moglie su questo argomento: "Che cosa farò quando Dio mi porterà in giudizio?" Questa domanda lo impressionò così fortemente che non osò recarsi al lavoro il giorno seguente, e quando, dopo un gran conflitto interiore, accettò Gesù come Salvatore, il suo primo gesto fu di avvertire sua madre, ma non l’avvertì personalmente perché incaricò della cosa un suo amico cristiano.

Lei rimase così profondamente contenta che portava quella lettera presso tutti i suoi amici per testimoniare dell’opera meravigliosa che Dio aveva operato nel cuore di suo figlio. "Io non dubiterò mai più e confiderò nel mio Signore", soggiungeva.

Una volta convertito, Richard Weaver, continuando a lavorare, consacrò le ore libere ad annunciare l’Evangelo. Vi si dedicò con tanta foga e ardore quanta ne metteva precedentemente a provocare quelli che l’attaccavano; così Dick l’indomabile divenne per i suoi compagni di lavoro il collega bravo e coraggioso al quale si poteva fare ricorso in caso di necessità.

La domenica egli se ne andava con alcuni amici a predicare all’aperto in diversi posti. Una volta, mentre aspettavano un avvocato che non arrivava, gli organizzatori sospinsero Richard a prendere la parola e uno di loro annunciò: "Ora vi parlerà un minatore".

Dick, stupito, non sapendo leggere, si mise a tremare, pregò con fervore, e lanciò un appello semplice ma vibrante che fu il mezzo della conversione di parecchie persone in quella sera.

Un altro giorno il giovane stava vendendo delle Bibbie per strada. Siccome diceva: "Ecco il miglior libro del mondo", uno scettico si avvicinò sogghignando: "È il peggior libro del mondo. Non contiene una parola di vero né di buono". Richard gentilmente lo invitò a dare delle prove della sua affermazione; l’altro non aveva alcuna voglia di continuare la discussione, ma la folla intorno a loro aumentava e si mostrava curiosa.

- Crede nella Bibbia? chiese Richard.

- Non contiene una sola parola vera dalla Genesi all’Apocalisse, ribatté l’altro. Non posso quindi credere nella menzogna.

- Lei crede nella Bibbia, affermò Richard, e ora lo dimostrerò a quelli che mi ascoltano. "È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola", crede a questo?

- Sì, lo sanno tutti questo.

- Ah! disse Richard, è la Bibbia che lo dice, e lei pretende ch’essa non dica una sola parola vera. Ora lei dice ch’essa non contiene nulla di buono. "Amerai il tuo prossimo come te stesso", è una parola buona o cattiva?

- Lei sa trarne solo ciò che è bene.

E Richard subito esclamò:

- Lei ammette dunque che ci sono delle cose buone nella Bibbia.

Quando suo fratello Georges morì, Richard, che nel frattempo aveva preso la briga di imparare a leggere, si recò presso sua madre per confortarla. Prese la vecchia Bibbia, lesse alcuni versetti e pregò per suo padre. La risposta non si fece attendere; l’anziano uomo, appena terminata la preghiera, esclamò: "Mary, che cosa devo fare per essere salvato?" Nella casetta, in cui aveva tanto sofferto, la povera donna alla fine trovò la sua ricompensa ed ebbe la grande gioia di vedere suo marito accettare Gesù come suo Salvatore, quel marito che lei aveva sopportato con così tanta pazienza per numerosi anni.

Sino alla fine, Richard Weaver rese coraggiosamente testimonianza dell’amore del suo Salvatore; se un suo vecchio compagno dissoluto voleva farsi beffe di lui, veniva rapidamente redarguito, e questo fu spesso il mezzo della conversione del beffeggiatore.

 

Testimonianza tratta da: www.espace-bible.net

 

Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro

 

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