Affinché fossimo liberi

 

L’Avventismo mi fu presentato da mia madre nel 1973, quando avevo circa otto anni. Ella si era convertita all’Avventismo da un ambiente Cristiano Riformato. Da quel momento ricordo che l’usanza di guardare i cartoni animati il Sabato mattina fu bandita. Di sabato era vietato anche fare i compiti a casa. Ma a quel tempo io consideravo la Chiesa Avventista una chiesa che era basata sulla Bibbia più di quanto lo fosse la Chiesa Luterana di mio padre, cosicché cominciai ad identificarmi nell’Avventismo. Tuttavia attorno a quello stesso periodo cominciai ad interessarmi anche di altri ministeri e a dire il vero io fui salvato presso un caffè Cristiano [n.d.t. locale aperto al pubblico dove dei Cristiani invitano gli increduli per evangelizzarli e dove viene offerto caffè, tè, qualche dolce, ecc. agli invitati] nella mia città natale di Alexandria, nel Minnesota. A quel tempo, quando avevo diciotto anni, io non vedevo molta differenza tra il vero Cristianesimo evangelico e la Chiesa Avventista del Settimo Giorno, tranne che alcune poche ‘caratteristiche dottrine’. Così nel 1983 entrai a fare parte di questa denominazione. Seguivo ancora degli altri ministeri, vale a dire, il caffè Cristiano dove fui salvato e The Last Days Ministries [I Ministeri Degli Ultimi Giorni].

Mia madre morì nel 1985, e così nella mia famiglia rimasi l’unico Avventista. Dato che in quello stesso anno stavo per diplomarmi presso un istituto tecnico e stavo progettando di lasciare casa in ogni caso, il fatto di essere l’unico Avventista in famiglia non mi preoccupava. Andai ad abitare a Dallas, nel Texas, nel mese di Settembre del 1985. Come giovane Avventista il fatto di entrare a far parte della Chiesa Avventista di quella città in un certo senso mi emozionava. Pensavo che ci sarebbero stati tanti giovani Cristiani ed Avventisti come me, con i quali associarmi. Pensavo anche che ci sarebbero state tante grandi Chiese Avventiste a Dallas. Dopo tutto, quella era la ‘Bible Belt’ [‘Cintura della Bibbia’ – n.d.t. Quelle aree del sud e del medio occidente degli Stati Uniti dove la presenza dei Protestanti ‘fondamentalisti’ è molto forte]. Rimasi grandemente deluso. La maggior parte dei ‘giovani’ erano al Southwestern Adventist College di Keene, nel Texas, a 60 miglia di distanza. Quei pochi che incontrai non sembravano avere quella bravura o quel carattere spirituale che io mi ero aspettato. Ed entrai a fare parte di una Chiesa Avventista che risultò essere stagnante qualunque fosse il metro di giudizio.

Un importante punto di svolta si verificò nella mia vita nel 1987. In base ad ogni metro di giudizio esteriore io stavo bene. Avevo soldi e successo, ma stavo avendo un crollo nervoso. Da quando avevo dodici anni, o a causa di anni di dolore interno represso o a causa di un’attività demoniaca, pensavo al suicidio. Sognavo di avere il coraggio di togliermi la vita. Era evidente anche allora che la Chiesa Avventista non poteva affrontare cose di questo genere. Io avevo notato che il servizio verso le famiglie e le persone che avevano seri problemi non occupava una posizione realmente importante nella lista delle priorità per l’Avventismo nel Texas.

A quel tempo la direzione della Chiesa Avventista esortava gli Avventisti a partecipare a ‘I Seminari della Rivelazione’ e non poneva molta enfasi sul fare sì che le persone fossero cibate nelle loro chiese. Alla fine, nel Settembre di quell’anno, una notte scrissi un biglietto suicida e decisi di comprare una pistola calibro 38 la mattina successiva per compiere il lavoro necessario. Ovviamente, non mi suicidai. Però poche settimane prima avevo sentito parlare su una radio Cristiana di un ministero Cristiano di consulenza. Scrissi il numero di telefono su un piccolo pezzo di carta. Non mi curai mai molto di quel piccolo pezzo di carta, ma esso continuava a saltare fuori. Era strano. Era veramente Dio che stava operando. Continuai a guardare il numero così tante volte che lo composi a memoria, dopo l’episodio del pezzo di carta su cui avevo scritto che mi suicidavo. Andai e fui aiutato. Risultò essere un ministerio ‘ripieno di Spirito’. Ci vollero alcuni mesi, ma dopo tanta preghiera e consulenza il desiderio di togliermi la vita andò completamente via e ad oggi quel desiderio non è più riaffiorato in me! Gloria a Dio! Credo anche pienamente che pure quel potere demoniaco che mi aveva incitato per tutti quegli anni fu cacciato via lontano.

Ma accadde qualcos’altro. Dopo un po’ di tempo capii che non ero veramente ripieno di Spirito Santo. Un giorno il mio consigliere mi spiegò la verità a proposito dello Spirito e mi chiese se io volessi essere ripieno di Spirito. Risposi di sì. Pregai. E fui ripieno di Spirito! Quindi poco dopo cominciai a vedere la verità sulla Chiesa Avventista del Settimo Giorno. Come avevo potuto non vedere errori evidenti prima? Feci delle domande a tal proposito al mio consigliere e lui mi ricordò che io adesso ero ripieno di Spirito e che quindi questo tipo di cose sarebbero avvenute. Ma questo accadde nel 1988 e io facevo ancora parte dell’Avventismo.

Quello stesso anno mi accadde un’altra illuminante esperienza. Mi ero sempre fatto delle domande sulla posizione della Chiesa Avventista a proposito dell’aborto. Allora la sua posizione era ‘nessuna posizione’. E ciò mi aveva sempre dato fastidio. Io ero molto in favore della vita, e tuttora lo sono. In effetti quell’anno io entrai a far parte di un piccolo gruppo Avventista che era in favore della vita e capii quanto gli Avventisti fossero tipicamente a favore della scelta umana. Tra gli Avventisti c’era pure del bigottismo contro la posizione a favore della vita perché essi pensavano che essa fosse collegata al ‘Christian Right’ che essi consideravano "l‘immagine della bestia". Altri volevano sapere quello che E. G. White diceva a proposito dell’aborto e non quello che diceva la chiara Parola di Dio. Mi arrabbiai. Pensavo: ‘Come potete bandire il caffè e la CoCa Cola e poi voltarvi e giustificare l’uccisione di un bambino?’ Sapete, non trovai mai una buona risposta a questa domanda, se non quella che compresi finalmente l’anno dopo. Una volta che tu ti addentri così tanto nel legalismo e nell’orgoglio denominazionale ti preoccupi così tanto di colare i moscerini che ti metti ad ingoiare grossi cammelli.

Il 1989 fu l’anno della mia Liberazione. Il mio migliore amico mi aveva presentato ad una Chiesa interdenominazionale ripiena di Spirito nel nord di Dallas che si chiamava Sojourn Church. Per me fu vita. Mi sentii come se stessi respirando aria pura. Una domenica i giovani della chiesa tornarono da un ritiro. Vidi dei ragazzi liberati dalla droga e dal suicidio. Ero in collera, ma una collera tranquilla. Continuai a pensare: ‘Vedi, nella Chiesa Avventista questi ragazzi sarebbero stati probabilmente lasciati morire spiritualmente e fisicamente e la cosa non sarebbe importata a nessuno’. Continuai ad andare a Sojourn, ma continuai anche a frequentare la mia Chiesa Avventista a Irving, nel Texas. A Sojourn ricevetti vita, ciò era vero, ma rimanevano i dubbi. Stava Dio guidandomi a lasciare completamente la Chiesa Avventista?

Finalmente una notte, gridai a Dio piangendo, domandandogli: ‘Quale via devo prendere?’ Alle ore 11 di quella stessa sera arrivò la risposta. Un mio amico che stava a Sojourn mi chiamò e mi disse che un gruppo di Avventisti ripieni di Spirito stavano tenendo degli incontri presso un hotel di Dallas. Gli incontri erano condotti da David Castro, un ex pastore avventista di Minneapolis che io avevo incontrato per la prima volta sei anni prima e che l’anno prima era venuto alla mia piccola chiesa Avventista di Irving come ‘revivalista’. Questo uomo di Dio, quando venne alla mia vecchia chiesa Avventista, testimoniò come Dio lo aveva salvato e guarito dopo le sue esperienze nella guerra del Vietnam. E superfluo dire che fu una riunione gloriosa. La Chiesa di Sojourn offriva la lode e l’adorazione. A metà circa dell’incontro io sapevo quale era la direzione che dovevo prendere. Lasciai ‘ufficialmente’ la Chiesa Avventista tre mesi dopo.

Per concludere, per un po’ di tempo dopo che lasciai la Chiesa Avventista fui arrabbiato con gli Avventisti e l’Avventismo per avermi fatto credere delle menzogne per così tanto tempo. Ma ora sono proprio dispiaciuto per loro. Sono sposato con mia moglie Sheri, ho un figlio piccolo di nome Benjamin e un altro che sta per arrivare. Tre anni fa siamo andati a vivere in un altro sobborgo di Dallas e adesso facciamo parte di una Chiesa delle Assemblee di Dio.

Per terminare vorrei dire le seguenti parole tratte dall’epistola di Paolo ai Galati: "Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù!" (Galati 5:1). Gloria al Signore!

 

Paul A. Lorenz

Richardson, Texas 

 

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