Una fame saziata

 

"Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! L’Eterno m’ha chiamato fin dal seno materno, ha mentovato il mio nome fin dalle viscere di mia madre" (Isaia 49:1)

 

Il Signore mi chiamò a seguirlo all’età di 16 anni, nel 1974, quando la Rivoluzione Culturale stava ancora sconvolgendo l’intera Cina.

A quel tempo mio padre era malato. Soffriva di una grave forma di asma, che si era sviluppata in un cancro ai polmoni. Il cancro si era poi esteso allo stomaco e il dottore gli aveva detto che non poteva essere curato e che presto sarebbe morto.

A mia madre venne detto: ‘Non c’è speranza per tuo marito. Và a casa e preparati per la sua morte’.

Ogni notte mio padre giaceva nel suo letto e riusciva a malapena a respirare. Essendo un uomo molto superstizioso, chiese ad alcuni vicini di far venire un prete taoista del luogo affinché scacciasse i demoni da dentro di lui, dal momento che credeva che la malattia fosse il risultato di una qualche offesa recata ad essi.

La malattia di mio padre prosciugò le nostre finanze, proprietà ed energie. A causa della nostra povertà non mi era stato possibile andare a scuola fino all’età di nove anni, ma a sedici dovetti lasciare nuovamente gli studi per via del cancro di mio padre. Io, i miei fratelli e le mie sorelle fummo costretti ad elemosinare il cibo da amici e vicini solo per riuscire a sopravvivere.

Mio padre era stato capitano dell’esercito nazionalista. Dal momento che aveva combattuto contro i comunisti era odiato dagli altri abitanti del villaggio e fu perseguitato durante la Rivoluzione Culturale. Aveva ucciso molti uomini in battaglia, era quasi morto lui stesso e portava dodici cicatrici da arma da fuoco su una gamba; quando nacqui, mi chiamò ‘Zhenying’, che significa ‘Eroe della Guarnigione’.

Papà aveva una reputazione temibile: i vicini lo evitavano a causa del suo temperamento violento e quando le Guardie Rosse vennero ad accusarlo durante la Rivoluzione Culturale, seppe affrontare pesanti pestaggi e interrogatori. Facendo leva sul proprio coraggio, egli rifiutò di confessare alcun ‘crimine’ e di rispondere quando gli venne chiesto quanti uomini avesse ucciso. Preferiva testardamente essere ucciso piuttosto che dire loro ciò che volevano sentire.

Mio padre aveva due aspetti: la maggior parte della gente sapeva solo che era estremamente duro e che aveva un brutto carattere, il che era vero. Insegnò ai suoi figli due cose fondamentali: primo, che dovevamo essere crudeli verso il prossimo; secondo, che dovevamo sempre lavorare duramente.

Io però ricordo anche il suo lato tenero: cercava sempre di proteggere sua moglie e i suoi bambini dai pericoli esterni. Tutto sommato, ho avuto un rapporto molto buono con papà.

Speravamo che le sue condizioni migliorassero, invece peggioravano. Mia madre era sottoposta ad una pressione enorme, con la prospettiva di allevare cinque figli da sola. Non sapeva cosa ne sarebbe stato di noi se mio padre fosse morto; le cose parevano talmente senza speranza che prese perfino in considerazione il suicidio.

Una notte mia madre era sdraiata sul suo letto, in dormiveglia, quando improvvisamente sentì una voce chiara, tenera e compassionevole dire ‘Gesù ti ama’. Si inginocchiò sul pavimento e chiese perdono per i suoi peccati fra le lacrime, riconsacrandosi al Signore Gesù Cristo. Come il figliuol prodigo, mia madre era tornata a casa da Dio.

Chiamò immediatamente la sua famiglia perché andassimo a pregare Gesù e ci disse: ‘Gesù è la sola speranza per vostro padre’. Tutti noi, all’udire quello che era accaduto, consacrammo la nostra vita a Dio; poi appoggiammo le nostre mani sul corpo di mio padre e per tutta la notte gridammo una sola, semplice preghiera: ‘Gesù guarisci papà! Gesù guarisci papà!’.

Il mattino seguente mio padre disse di sentirsi molto meglio! Per la prima volta dopo mesi aveva voglia di mangiare; nel giro di una settimana si riprese completamente e non c’era più traccia del cancro! Fu un grande miracolo di Dio.

Sperimentammo un forte risveglio nella mia famiglia e la nostra vita prese una piega decisamente diversa. Fu un periodo talmente pieno di potenza che oggi, a quasi 30 anni di distanza dal giorno in cui Gesù guarì mio padre, tutti e cinque i suoi figli servono ancora il Signore.

I miei genitori furono così grati a Dio per quello che aveva fatto, che vollero immediatamente condividere la notizia dell’accaduto con tutti gli altri del villaggio. A quel tempo era illegale tenere incontri o riunioni pubbliche, ma i miei genitori studiarono un piano: mandarono noi bambini ad invitare parenti ed amici a casa nostra.

La gente arrivò senza sapere il motivo per cui era stata convocata: molti pensarono che papà doveva essere morto e vennero vestiti per il funerale! Furono sbalorditi nel vedere mio padre sulla soglia, apparentemente in buona salute! Quando tutti, parenti e amici, furono arrivati, i miei genitori li invitarono ad entrare in casa. Chiusero la porta a chiave e coprirono le finestre, poi spiegarono il modo in cui mio padre era stato completamente guarito grazie alla preghiera a Gesù. Tutti i nostri parenti ed amici si inginocchiarono e accettarono con gioia Gesù come loro Signore e Maestro.

Furono tempi eccitanti. Non solo avevo ricevuto Gesù come mio personale Salvatore, ma divenni una persona veramente desiderosa di servire il Signore con tutto il mio cuore.

 

Testimonianza tratta da: La straordinaria storia di fratello Yun, Edizioni Patmos, Perugia, prima edizione italiana, ottobre 2004, pag. 21-24. E-mail: jenks@libero.it

 

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