Se Gesù è la via, perchè cerchi ancora in tante direzioni?

 

Ciao, mi chiamo Paolo e ringrazio Dio per avere l’opportunità di raccontare come Egli ha trasformato la mia vita. Ho 39 anni e sono nato e cresciuto nella città di La Spezia in una tranquilla famiglia cattolica, anche se, onestamente, non ricordo di aver mai visto i miei genitori andare in una chiesa, a parte che nelle occasioni speciali.

Era una famiglia unita, nonostante le difficoltà. Mio padre fa il postino ed il suo stipendio non era sufficiente per far fronte ai molti bisogni, comprare una casa e crescere due bambini, infatti spesso era costretto a lavorare oltre l’orario e, sia lui che mia madre, facevano molti sacrifici pur di non farci mancare il necessario; per questo mio fratello ed io siamo stati abituati ad usare tutto con cura.

Comunque, ho avuto un’adolescenza piuttosto spensierata e ci si ritrovava, specie d’estate, con un bel gruppo di amici. Era il tempo degli ‘hippies’ e ricordo che dopo la messa domenicale, c’incontravamo per ascoltare le canzoni rock più in voga. Essendo un ragazzino molto curioso, c’erano molte cose che attiravano la mia attenzione, la natura per esempio, mi piaceva passeggiare nei prati e nei boschi vicino a casa, ma d’altro canto coltivavo anche altri meno ‘nobili’. Così, mentre Dio cercava di parlarmi attraverso il creato, il Diavolo cercava di riempirmi la testa con tanta spazzatura. Sia alle scuole medie che al liceo scientifico ero tra i più diligenti della classe. In effetti dedicavo la maggior parte del tempo a studiare e questo mi faceva guadagnare l’approvazione e la fiducia dei miei genitori. Tuttavia, spesso non mi sentivo compreso in famiglia, perché li reputavo troppo attaccati alle convenzioni sociali, così reagivo con rabbia o chiudendomi in me stesso. Mio padre era molto autoritario e per questo io non riuscivo ad assumere le mie responsabilità, rimanevo quindi molto passivo. Ciò mi ha portato ad avere poca fiducia in me stesso e molta insicurezza, come conseguenza di questa situazione cercavo di evadere dalla realtà, rifugiandomi nei miei interessi. In quel tempo la mia libreria e i miei pensieri cominciarono a riempirsi di libri e riviste di parapsicologia, dischi volanti e un po’ di tutto quello che riguardava l’occulto. Dopo la scuola ho attraversato un periodo di confusione e di lotta interiore, avrei voluto continuare gli studi, ma non sapevo che disciplina scegliere e comunque non sapevo se ce l’avrei fatta; così mio padre mi fece fare molti concorsi e alla fine fui assunto all’Arsenale militare di La Spezia. All’inizio il nuovo lavoro mi gratificò molto perché potevo essere economicamente indipendente, ma poi finii per sentirmi deluso e frustrato. Ogni giorno assistevo ai soliti discorsi banali sul calcio, le donne etc., tanto che il più delle volte ritornavo a casa vuoto ed irritato. Continuavo così a cercare una dimensione mia e perciò finii per imbottirmi la testa di libri sulla psicoanalisi e la filosofia, che anziché darmi spunti utili per la mia vita, mi confondevano ancora di più. Poi, grazie anche alle possibilità economiche offertemi dal lavoro, scoprii la passione di viaggiare. Nell’84, un amico mi invitò per una breve vacanza, di quelle ‘tutto organizzato’ in India e rimasi così affascinato da quella realtà così diversa dalla nostra, che non appena tornai in Italia non vedevo già l’ora di ripartire. Così, mi comprai un grande zaino e per due anni consecutivi passai il mio mese di ferie in Nepal, un piccolo paese di religione induista e buddista situato nell’Himalaja, le montagne più alte della Terra.

Amavo di quei paesaggi incontaminati e maestosi, e di quella gente povera, serena e ospitale e così cercai d’imparare i loro usi e la loro lingua e cominciai a pensare alla possibilità di vivere con loro. Questo non si realizzò mai, ma risparmiai dei soldi e dopo un paio d’anni lasciai casa ed il lavoro e partii per un lungo viaggio verso le Ande del sud America, insieme a tre amici.

Dentro di me c’era la speranza che un’esperienza come quella potesse dare una svolta alla mia vita, ma il tempo passò presto e, dopo più di un anno, mi trovai di nuovo a casa con un infinità di belle esperienze da raccontare, ma più o meno con i soliti problemi. Ricordo molto bene che a quel tempo mi trovavo spesso a riflettere sulla mia vita e a cercare qualcosa o qualcuno in cui veramente credere, senza restare deluso. Continuai così ancora diversi anni, alternando un lavoro stagionale come portiere in hotel a Cortina d’Ampezzo, a periodi in cui viaggiavo lontano da casa. Mi avvicinai alla religione buddista, visitando diversi monasteri nel Tibet, assistendo alle cerimonie dei monaci e simpatizzando con loro, ma dentro di me non si sbloccava nulla. Seguendo le tracce di Carlos Castaneda, uno scrittore molto noto nell’ambiente della cosiddetta New Age, sono finito anche in Messico alla ricerca della ‘sapienza’ che avrebbero dato certe piante allucinogene, note agli indigeni fin dall’antichità. Così, ho partecipato a cerimonie notturne di ‘guarigione’ con degli stregoni, durante le quali mi sentivo sballottato per ore fra paura ed euforia, finchè tutto tornava alla ‘normalità’ e domande ed incertezze riaffioravano.

Circa tre anni fa, di ritorno dall’ultima ‘avventura’, vedevo chiaramente la mia vita come una matassa di fili aggrovigliati di cui non riuscivo a prendere il capo, mentre il mio fallimento era evidente davanti a me. Sentivo che qualcosa sarebbe venuto a sbloccare la situazione, ma non capivo cosa mai sarebbe stato. Come ultima chance, mi ritrovai a frequentare una chiesa cattolica del cosiddetto ‘rinnovamento carismatico’ e cominciai a leggere il Vangelo, una di quelle grandi Bibbie rilegate in diversi volumi che mia madre aveva comprato, a caro prezzo e a rate, per fare beneficenza.

Ricordo che rimasi colpito dalle parole di Gesù e anche quando non ne capivo il significato, potevo sentire un’autorità e una potenza mai sentita prima.

Uno di quei giorni, camminando per strada, incontrai un amico che da tempo avevo perso di vista, da quando si era messo nel giro della droga. Stranamente, dopo che per anni non l’avevo più visto, mi capitò di rincontrarlo quasi ogni volta che andavo in città e mi ripeteva continuamente come Gesù aveva trasformato la sua vita, liberandolo dalla droga e dandogli una vera ragione per vivere; non capivo bene quello che voleva dire, ma sentivo che era sincero. Mentre passavano i giorni, leggevo la Bibbia e mi appariva sempre più chiaro che dovevo prendere una decisione e fare un passo serio e deciso verso Dio, non potevo più rimandare. Così ricordo che presi silenziosamente la decisione di tagliare con una certa situazione di evidente peccato, nella quale ormai mi sentivo a disagio. Poco tempo dopo venne un pensiero o una voce dentro di me che mi diceva che potevo continuare a fare come prima, ma sapevo che in qualche modo avevo preso un impegno con Dio e grazie a Lui non fui smosso dalla mia decisione. Allora accadde qualcosa di completamente nuovo in me che non era un’emozione o una sensazione, ma una presenza reale e rassicurante che dal di fuori era venuta in me e aveva preso potere nel mio essere, questa era lo Spirito Santo. Sentivo una rottura netta con il passato e gustavo una nuova vita, in cui potevo ricominciare da zero insieme a Gesù, contemporaneamente, mi resi conto di non riuscire più ad avere comunione con i miei amici, proprio come se fossimo in due realtà totalmente distinte.

Poche settimane dopo incontrai una coppia di credenti che vivevano nei dintorni della mia città, mi diedero una nuova Bibbia e mi orientarono nella lettura della Parola, mi parlarono anche del gruppo ‘Cristo è la Risposta’ che conoscevano da molti anni e nel novembre ’97 mi accompagnarono alla tenda a Lamezia Terme, dove rimasi ospite due settimane. Quella fu per me un’esperienza molto importante e sentii nel mio cuore qualcosa di particolare per quel gruppo, tanto che tornai nel giro di un mese per un’altra breve visita. All’inizio non ero sicuro di poter condividere un tipo di vita così in comune, ma dopo circa nove mesi, mi sono sentito spinto a tornare per rimanervi.

Ringrazio Dio per questa grande opportunità che mi ha dato. Posso testimoniare come il Signore mi ha grandemente benedetto in questo tempo e la Sua grazia mi ha sostenuto nelle difficoltà e nelle prove. Dopo avere vissuto così tanti anni nelle tenebre del peccato ora non ho veramente parole per ringraziare Dio per tutti i Suoi benefici e per avermi salvato rendendomi Suo figliuolo, è meraviglioso poter camminare nella Sua verità, nel Suo amore, nella Sua guida e correzione.

Voglio anche ringraziarlo per l’amore che ha messo nei nostri cuori gli uni per gli altri. Il mio desiderio è di essergli fedele, crescere nelle Sue vie e realizzare pienamente il piano che ha preparato per me. Voglio dare a Dio tutta la gloria per questo.

 

Paolo Fiorini

 

Testimonianza tratta da: Grido di battaglia, Anno XII n.37 – Giugno 2000, pag. 3-4

 

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