Un miracolo nel ventesimo secolo (o camminando, saltando e lodando Dio)

 

Per molti anni le parti inferiori del mio corpo, dalla cintola in giù, furono fredde, flosce, e senza vita. I miei piedi erano piatti sul letto, un piede stava sempre sotto l’altro. Ogniqualvolta venivo alzata dentro il letto o fuori dal letto solitamente perdevo i sensi e la parte superiore del mio corpo diventava piuttosto rigida. Durante la mia lunga sofferenza, mi visitarono in tempi diversi ben ventiquattro medici.

 

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Mentre giacevo nel mio piccolo letto, nella notte del 16 Febbraio del 1909, cadde improvvisamente su me un sonno tranquillo che parve durare solo un momento perché si impossessò di me lo strano sentimento che stavo per essere sollevata dal mio letto di sofferenza, e allora la seguente visione si aprì vividamente davanti a me. Venivo rapidamente trasportata dalla mia stanza in un certo luogo che mi era sconosciuto. Alla fine mi vidi che giacevo in una confortevole stanza; le mura erano coperte con una bella carta bianca con un orlo in cima; sul muro di fronte a me era attaccato un bel testo della Scrittura con le parole: "O Signore, sii tu il mio garante". I miei occhi allora andarono alla finestra, che era una grande finestra, e fuori potei vedere alberi e campi verdi. Nella stanza si stava pregando, e le voci che sentii mi erano familiari; sapevo di essere nelle mani di cari amici che stavano benevolmente prendendosi cura di me. Poi vidi che stavo gradualmente e sicuramente prendendo nuove forze in risposta alle loro fedeli preghiere, e alla fine, quando la visione svanì, vidi me stessa completamente guarita e rinvigorita. Allora mi svegliai!

Se potete, immaginate la mia meraviglia quando mi svegliai, dopo essere passata attraverso una tale scena, così impressionante e reale. Non fu un normale sogno, perché all’improvviso mi sembrò di perdere tutti i sensi, e l’esperienza fu tale che non avevo mai sperimentato una cosa del genere nella mia vita in precedenza; l’accettai subito come qualcosa di soprannaturale. Appena i miei pensieri si calmarono e si raccolsero, si impossessò di me la potente impressione che Dio aveva agito con me in quella maniera, e che era Sua intenzione sollevarmi dal mio letto di sofferenza. Il fatto che la visione fosse tremenda e solenne mi trattenne dall’aprire il mio cuore a chicchessia, ma alla lunga, dopo due mesi la raccontai alla mia cara madre.

 

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Ora avevo l’impressione che si stava preparando per me il posto dove dovevo essere guarita. Un giorno un’amica, la signorina S--------, a cui avevo raccontato la mia visione, mi informò che ella era stata guidata a mettere da parte una somma di denaro per contribuire a pagare una macchina quando sarebbe giunto il tempo giusto per il mio trasferimento. Questo accadde il 18 Ottobre del 1909, e quello stesso giorno ricevetti una lettera da altri amici che mi avevano spesso visitato e che vivevano sulle Colline Chiltern: ‘Ti abbiamo visitato abbastanza spesso, quand’è che vieni tu a visitarci?’ Io allora diedi la lettera alla mia amica affinché la leggesse. A questo punto fatemi dire questo: qualsiasi cosa possa avere indotto i miei amici a scrivere con quella sollecitazione, io mi sentii costretta a prendere in seria considerazione la lettera, e strano a dirsi, dopo avere pregato molto fervidamente per farmi guidare dal Signore, accettai quella lettera come un invito. In qualche modo non potevo separare la visione da quella lettera, e pareva che le circostanze stessero andando verso la mia dipartenza dalla casa in cui avevo trascorso così tanti anni della mia vita. Ma, prima di partire, la mia amica venne a vedermi, essendo molto preoccupata per il fatto che avevo deciso di intraprendere un viaggio così lungo in quella stagione dell’anno, specialmente con quel mio stato di salute debole, e desiderando anche essere sicura che la loro casa era veramente il posto che il Signore aveva preparato.

Fino a quel momento non avevo parlato della mia partenza da casa al mio dottore, che io temevo si sarebbe fortemente opposto ad un tale passo, ma credendo che la strada che io stavo per prendere era quella giusta io pregai Dio affinché facesse sì che il mio medico acconsentisse che io lasciassi casa mia, e la mia preghiera fu esaudita. Giovedì 25 Novembre 1909 furono fatti tutti i preparativi per la mia dipartenza, e in quel giorno un piccolo gruppo di persone si riunirono nella mia stanza per raccomandarmi a Dio e per chiedere a Dio un viaggio sicuro. Lasciai la mia casa a Keysoe Row, vicino Bedford, alle 11 di mattina circa, in compagnia della mia cara madre e dei miei amici. Durante il viaggio uno dei pneumatici della macchina si bucò, e in ciò io vidi la mano di Dio. La vibrazione della macchina mi procurò tanto dolore e disagio, ma mentre veniva riparato il pneumatico io passai un tempo di riposo. Arrivai alle 3 e mezza circa del pomeriggio, non tanto peggio per il viaggio, ma verso la fine io persi di nuovo i sensi. Dopo essermi ripresa dagli effetti di quel lungo viaggio esaminai la mia stanza, la finestra, l’ambiente generale, e con mia sorpresa e gioia tutte le cose corrispondevano alla visione del 16 Febbraio 1909, persino il testo della Scrittura – esso era appeso al muro davanti a me come lo avevo visto in precedenza. Allora ringraziai Dio e presi coraggio.

 

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IL MIRACOLO DELLA GUARIGIONE. Giovedì mattina – del 14 Aprile 1910 – mentre facevo colazione, la mia anima si riempì di una santa gioia e sentii una voce che mi disse: ‘Figliuola, alzati, e va a lavorare nella mia vigna’. Immediatamente dopo ci fu un flusso di vita fisica attraverso tutto il mio debole corpo; sembrò una scossa elettrica. I miei piedi assunsero la loro posizione naturale, le ossa delle mie caviglie furono rinvigorite, e un sangue di vita calda si mise a circolare nelle mie vene e una deliziosa sensazione di salute e di forza si impossessò di me. Mi alzai immediatamente e lasciai il mio letto, camminando a testa alta, e dopo essermi messa la vestaglia, andai in cucina dove mia madre e i miei amici stavano facendo colazione. Bussai e dissi: ‘Posso entrare?’ La porta fu aperta. Non posso descrivere quello che seguì, ma noi piangemmo, lodammo il Signore e ci rallegrammo assieme. Ricordo che la mia cara mamma fu la prima ad alzarsi, e con le braccia alzate esclamò: ‘Oh Annie! Che cosa ha fatto Dio?’ Dopo pochi minuti salii le scale e mi misi i vestiti che avevo preparato da tanto tempo. Più tardi in quel giorno uscii fuori per camminare con le scarpe che mi ero portata. Il giorno dopo camminai per tre miglia. La mia guarigione è così completa che non rimane una sola sofferenza o un solo dolore o una sola debolezza.

 

Testimonianza tratta da: Confidence [Fiducia], Vol. III, No. 11, Novembre 1910, Sunderland, Inghilterra, pag. 259, 261, 262

 

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