Cornelio Closa, il ragazzo invisibile

 

La storia del ragazzo invisibile è vera. E’ una storia a cui io fui intimamente legato. E’ la storia di un giovane ragazzo Filippino che fu tormentato da una entità aliena per più di un anno.

Lo spirito lo faceva scomparire dall’aula scolastica o da casa sua. Il padre di Cornelio chiudeva le porte e le finestre con i chiodi, ma Cornelio non aveva bisogno di aperture naturali per entrare e uscire di casa.

Per il fatto che scompariva dall’aula scolastica la maestra ebbe un esaurimento nervoso e non si riprese mai sufficientemente per mettersi di nuovo a insegnare. Parlai personalmente sia a lei che ai genitori di Cornelio. Andai anche a casa di Cornelio. Assunsi delle persone per verificare la validità di questa storia, compresi dei poliziotti che fecero delle dichiarazioni firmate a tale proposito. Facemmo delle indagini molto attente su tutta la faccenda. Noi non volevamo che in essa ci fosse la minima possibilità di falsità o di esposizione erronea, perché su questa storia abbiamo girato un film. E’ sicuramente uno dei casi più documentati che abbiamo nei nostri archivi.

E’ interessante notare che un leader religioso, il Reverendo H. A. Baker, partì dagli Stati Uniti e andò nelle Filippine per verificare i fatti di questo caso. Essi erano incredibili per lui. Ma dopo avere parlato a tutti coloro che erano coinvolti nella storia e dopo avere constatato i fatti, egli mi scrisse dicendomi: ‘A tua insaputa ho visitato le Filippine. Ho contattato Cornelio, la maestra di scuola, i genitori e i loro vicini. Ho scoperto che quello che tu dici a proposito di questo miracolo è assolutamente vero’. Egli proseguì dicendo: ‘Non c’è dubbio che questo è il più grande miracolo dopo quelli registrati nella Bibbia, ed è grande quanto qualsiasi miracolo che è scritto nella Bibbia’.

Il signor Closa, il padre di Cornelio, che è un uomo della Marina Statunitense in pensione, mi disse: ‘La prima volta che notai che c’era qualcosa che non andava con Cornelio fu quando lui rimase fuori da scuola fino a tarda ora. Quando tornò a casa egli sembrava turbato e silenzioso. Quando gli chiesi dove era stato e con chi era stato, egli non rispose. Quando insistetti, egli brontolò contro di me. Lo afferrai, ma lui lottò contro la mia presa e io dovetti lasciarlo andare. Allora capii che mio figlio non era lui. Egli per la prima volta stava lottando contro di me.

Ciò mi fece male perché Cornelio non era stato un bambino particolarmente affettuoso. Non solo lui si oppose a me, ma ricordo che egli mi ringhiò contro come un animale. Non sapevo assolutamente cosa fare. Non sapevo cosa stesse accadendo a Cornelio’.

Tutto questo accadde quando Cornelio aveva circa 13 anni. La madre di Cornelio ricorda: ‘Col passare dei giorni Cornelio diventò meno trattabile. Tentai di tutto. Fui gentile verso di lui. Cercai di essere dura con lui. Tutto quello che sapevo era che io avevo perso il controllo di mio figlio. Pensai che probabilmente il suo comportamento fosse dovuto alle cattive compagnie che stava frequentando, così decisi praticamente di rinchiuderlo in casa. Cornelio si rifiutò di studiare le sue lezioni. Egli si sedeva in un angolo della sua stanza, da solo, a rimuginare. Lui stava semplicemente seduto lì fissando il suo piatto e rifiutava di mangiare.

Una sera Cornelio sembrava particolarmente agitato e malato. Con le porte e le finestre chiuse Cornelio si dileguò, proprio davanti ai miei occhi! Rimasi sconvolta!

 

Come ebbe inizio la cosa

 

Cornelio e un suo amico stavano andando a casa un pomeriggio attraversando uno grosso spazio aperto. Improvvisamente Cornelio si fermò. I suoi occhi sporgevano fuori dalle loro orbite. Egli stava guardando davanti. Disse: ‘La vedi quella ragazza che indossa un vestito bianco lungo? Ella è bella. Ella mi sta chiamando’. Cornelio lasciò il suo amico e andò avanti. Improvvisamente il suo amico vide Cornelio scomparire davanti ai suoi occhi. Il ragazzo terrorizzato corse a casa.

‘Cornelio cominciò a creare dei disordini a scuola’, mi disse la sua maestra. ‘La cosa strana di queste lotte era che Cornelio, piccolo come era, sfidava tre o quattro ragazzi più grossi di lui, i quali assieme non potevano immobilizzarlo. Aveva una forza sovrumana.

Pochi giorni dopo, lo chiamai davanti alla classe per dare la lezione. Andò alla lavagna, stette là alcuni momenti e poi semplicemente sparì’.

La sua maestra proseguì: ‘Fui terribilmente colpita emotivamente da questi accadimenti nella mia classe. Decisi, prima che perdessi completamente la testa, di dimettermi. Ricordo come la catena degli eventi faceva ridere e ridere Cornelio. Era un orrendo tipo di risata. Essa non era la risata di un ragazzo. In effetti non era la risata di un essere umano’.

Cornelio ha detto: ‘Mi era quasi impossibile dormire. Non ero mai lasciato da solo. Sudavo abbondantemente. Era come se i miei vestiti stessero bruciando. Poi se aprivo i miei occhi c’era la faccia della mia amica che mi guardava, facendomi cenno di seguirla. Ogni volta che le sue mani mi toccavano io mi sentivo come se stessi fluttuando nell’aria. Poi sparivo da casa per giorni. Non potevo spiegare alla mia famiglia quello che esattamente non andava. Quella ragazza mi fece promettere che non avrei raccontato la cosa a nessuno. Sentivo un eccezionale caldo nel mio corpo.

Ogniqualvolta qualcuno, compresi i miei genitori, mi parlava, io rispondevo sgarbatamente o gridavo. Io non volevo ringhiare, ma non potevo farne a meno. Se mio padre mi puniva, io reagivo. Sapevo di procurargli un dispiacere, ma non m’importava. Quando nessuno mi disturbava in casa, io mi mettevo a sedere e aspettavo. Non sapevo la ragione, ma io aspettavo semplicemente quella ragazza. Molte volte andavamo al cinema e sapevo che nessuno poteva vederci. Altre volte mangiavamo nei ristoranti e quando era ora di pagare il conto noi sparivamo.

Quando ero sicuro che nessuno mi vedeva, io nascondevo gli occhiali di mio padre. Senza i suoi occhiali, mio padre non poteva vedere la sua mano davanti ai suoi occhi. Quando i miei genitori cercavano abbastanza insistentemente essi trovavano le loro cose nei posti più strani. Quando mio padre trovò i suoi occhiali sull’architrave egli trovò anche le sue ciabatte che io avevo nascosto più di una settimana prima. Con tutti i viaggi che facevo, ci veniva molta fame. La mattina la mia famiglia trovava il frigorifero assolutamente vuoto. Questo non faceva bene alla pressione di mio padre. I miei genitori erano sicuri che il loro ragazzo invisibile era stato là perché la tavola era stata preparata per due.

Una volta i miei genitori mi perdonarono, ma io poi cominciai a rubargli del denaro. Cominciai a rubare soldi ai vicini, persino agli stranieri. Se venivo preso io reagivo.

Stavo diventando malaticcio e pallido. Avevo fame ma non potevo più mangiare. Mettevo il cibo nella mia bocca ma lo sputavo fuori. Cominciai a rompere piatti e bicchieri. Volevo rompere e frantumare ogni cosa che toccavo. Sapevo che mio padre non sapeva più cosa fare. Egli tentò di parlarmi ancora una volta, ma io rifiutai di rispondergli. Facevo finta di sentirmi male. Poi improvvisamente saltavo in una maniera selvaggia e incontrollata. Mio padre pensò che fossi pazzo, così mi portò all’ospedale psichiatrico per un controllo. Noi sconcertammo le persone all’ospedale. I medici furono gentili, ma mentre mi dicevano di fare il bravo ragazzo, non penso che li stessi ascoltando.

Poi mio padre mi portò al carcere dei minorenni. Là cominciai subito a creare problemi. Lottavo contro chiunque, persino gli ufficiali. A causa del mio carattere violento fui spesso legato al mio letto. Alla fine fui rimandato a casa. I miei genitori sembravano essersi rassegnati a vivere con un mostro’.

Ciò andò avanti per un anno intero, con la situazione che andava sempre più peggiorando. I genitori mi dissero che tutta la famiglia stava nella sala anteriore della loro casa e i loro figli erano giù sul pavimento a giocare. Improvvisamente, mentre tutti guardavano, Cornelio semplicemente spariva. Gli altri figli cominciavano a tossire e a vomitare a causa della puzza che lui lasciava dietro di lui. Quando egli spariva, poteva sparire per due o più giorni. Poi egli poteva semplicemente apparire di nuovo nel letto addormentato. Egli entrava in casa senza usare le finestre o le porte. Egli veniva semplicemente a trovarsi all’improvviso in casa.

 

Un raggio di speranza

 

‘Comparve un raggio di speranza’, dice Cornelio, ‘quando un pastore Metodista venne a trovare mio padre per lavoro e si trattenne per pranzo. Fu l’occasione per mio padre di domandargli come avrei potuto essere aiutato. Il pastore mi guardò a lungo, e io lo guardai con un espressione minacciosa. Ero sicuro che mio padre era molto dispiaciuto per il modo in cui mi comportavo davanti al suo amico. Potevo sentire una risata maligna venire da fuori della casa. Era l’entità aliena. Era la voce della ragazza che mi diceva che dovevo scappare. Il pastore disse a mio padre che egli conosceva qualcuno che mi avrebbe aiutato, qualcuno che aveva aiutato altri. Egli disse che io avevo tanto bisogno e che io avevo bisogno che qualcuno pregasse per me immediatamente. Egli disse che il diavolo stesso era nel mio corpo.

I miei genitori mi portarono in chiesa per vedere Lester Sumrall. Il pastore ci incontrò là. Io ero in grande disagio e volevo scappare.

La ragazza fece la sua apparizione proprio fuori della porta della chiesa. Ella aveva un aspetto diverso, non era più graziosa, ma orribile. Quando ella mi chiamò con un cenno, io nascosi la mia faccia. Guardai di nuovo ed ella si era trasformata in qualcosa di decisamente orribile e non sembrava né una ragazza e neppure una donna.

Il Reverendo Sumrall parlò al pastore Metodista e domandò: ‘Pastore, che cos’è che non va con questo ragazzo?’

Il pastore disse: ‘Egli scappa e scompare’

‘Bene, quando io ero un ragazzo, anch’io avevo l’abitudine di scappare, ma prendevo una sculacciata a motivo di ciò’

‘Lui è differente’ rispose il pastore, ‘egli può sparire proprio dalle mie mani’

‘Allora è la potenza del diavolo’ disse il reverendo Sumrall. ‘Pregherò per lui’.

‘Signore Gesù, noi invochiamo il tuo santo sangue. Noi comandiamo il diavolo di uscire da questo ragazzo. Noi spezziamo la potenza del diavolo affinché questo demone non lo possa più afferrare. Che egli sia circondato con il sangue di Gesù Cristo. Sii libero nel Nome di Gesù Cristo. Io lo credo. Amen’.

Poi il reverendo Sumrall mi disse: ‘Guarda qua sopra. Sorridi. Che il sangue di Cristo ti circondi. Lo spirito non potrà più farti scomparire per tutto il tempo che vivrai’.

Io mi sentii lavato, purificato, e il mio corpo era di nuovo mio. Io mi unii ai miei genitori. E mentre il cantico in chiesa saliva in gloria, io mi sedetti con le persone.

Il reverendo Sumrall mi ricordò che c’era veramente molto per cui essere riconoscenti. Io ero stato nella casa del diavolo e reso suo schiavo. Attraverso il suo aiuto, Gesù Cristo e tutta la Sua potenza mi avevano guarito e reso di nuovo buono. Per il sangue di Gesù Cristo, per la Sua immensa e infinita potenza Egli mi aveva salvato dalla condanna eterna’.

 

Conclusione

 

Questa fu la testimonianza di Cornelio. Ma la storia non finisce qui. Io seguo sempre le situazioni come queste. Non lascio mai queste persone da sole dopo la loro liberazione. Se tu lo fai, perderai di certo la battaglia.

Il giorno successivo presi il pastore con me e andammo a casa del ragazzo. Guardammo Cornelio. Egli non era ancora sparito. Egli non scomparve mai più. Noi pregammo di nuovo sopra di lui.

Benché egli era solo un giovane di 13 o 14 anni, io cominciai ad ammaestrarlo su Dio. Gli lessi nella Bibbia dove le persone erano state liberate dalla potenza demoniaca per mezzo della potenza di Dio. Gli dissi che quella cosa che lo aveva posseduto non era altro che un demone.

Egli disse: ‘Io adesso lo credo perché ho visto la sua faccia. Altrimenti pensavo che ella fosse un angelo. Ma quando vidi la sua faccia l’ultima volta, essa era così demoniaca, così arrabbiata, così odiosa. Avevo così tanta paura che misi le mie mani davanti alla mia faccia per non vederla più’.

Parlai ai suoi genitori. Li feci inginocchiare. Essi giunsero ad una bella e meravigliosa salvezza. Dopo di ciò essi non lasciarono mai la nostra chiesa ma adorarono continuamente con noi.

Il ragazzo si fece un uomo in quella famiglia Cristiana. Il demone non lo tormentò mai più.

 

Lester Sumrall, Alien Entities. A look behind the door to the spirit realm [Entità Aliene. Uno sguardo dietro la porta al regno degli spiriti], pubblicato negli USA da Whitaker House PA, 1995, pag. 141-148

 

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