Due miracoli particolari

 

Dio ci aiutò moltissimo mentre mio marito era in prigione. Ci sono due miracoli particolari di questo periodo che vorrei raccontarvi.

Con soltanto la madre di Yun e me rimaste a dirigere la fattoria, la situazione era davvero disperata! Non avevamo idea di quello che stessimo facendo. Decidemmo di piantare le patate dolci senza sapere come fare. Più tardi scoprii che avremmo dovuto piantare le radici a circa sessanta centimetri l’una dall’altra; io le avevo piantate lasciandone solo dieci!

Per tutta l’estate i vicini, che sentivano storie sulla mia scarsa dimestichezza con l’agricoltura, si presero giuoco di noi e ci schernirono! Le notizie si sparsero rapidamente e io diventai la barzelletta del giorno.

Arrivato l’autunno, tutti i vicini cominciarono a bestemmiare perché trassero scarso raccolto dai loro campi. Le loro patate dolci erano delle dimensioni di una pallina da tennis.

Quando noi tirammo fuori le nostre patate, scoprimmo che quelle erano invece quasi delle dimensioni di un pallone da basket! Fu un grande miracolo e tutti seppero che Dio si era preso cura di noi.

Da quel momento in poi i vicini ci rispettarono di più e non guardarono più a mio marito come a un criminale maledetto, ma come a un uomo ingiustamente incarcerato. I nostri vicini videro: "…. la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve" (Malachia 3:18).

Il secondo miracolo si verificò quando Isacco aveva tre anni. Dovevamo barattare una porzione del raccolto di ogni prodotto perché non possedevamo né animali, né fertilizzante. Per questa ragione un raccolto abbondante era per noi essenziale, altrimenti non avremmo potuto comprare il cibo o le altre cose che ci servivano per vivere.

Stavolta non sapevo come piantare i semi del grano. Li misi tutti così vicini che coprirono il terreno come un tappeto!

Proprio una settimana prima del raccolto una forte tempesta di grandine si abbatté sul raccolto. Dal cielo piovvero pezzi di ghiaccio delle dimensioni di una noce. Appena la grandine cominciò a cadere mi precipitai fuori e vidi che alcuni dei campi di grano dei nostri vicini erano già stati completamente devastati dalla tempesta. La madre di Yun ed io cademmo in ginocchio e gridammo: ‘Signore, abbi pietà di noi!’

Accadde però un gran miracolo. Il nostro campo fu il solo protetto dal Signore. Tutto il nostro grano se ne stava ritto, non colpito dalla grandine. I campi di tutti gli altri dell’intero circondario erano stati devastati.

La gente uscì dalle case dopo che la tempesta si fu placata e vide come il Signore Gesù Cristo ci aveva protette; questa, per loro, fu un’altra testimonianza della potenza di Dio.

Mentre noi quell’anno avevamo grano sano e forte, i nostri vicini non ebbero raccolto e furono costretti ad utilizzare quel poco che ne era rimasto come cibo per i loro animali.

Guardando indietro nel tempo nonostante i momenti duri, posso affermare che il Signore è stato fedele con noi!

 
 

Testimonianza tratta da: La straordinaria storia di fratello Yun, Edizioni Patmos, Perugia, prima edizione italiana, ottobre 2004, pag. 164-165. E-mail: jenks@libero.it

 

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