Trovarono la Via

 

La popolazione sull’isola del Madagascar nei primi anni del 1800 affrontò la schiavitù, la povertà e una mancanza di scuole ed educazione. Quando il giovane Radama I diventò re, egli volle fare tutto quello che poteva per aiutare le persone a vivere una vita migliore. Una delle prime cose che fece fu di chiedere agli Inglesi di mandare delle persone ad aiutarlo a raggiungere i suoi obbiettivi.

I missionari Inglesi che dietro sua richiesta arrivarono sull’isola del Madagascar trovarono molto da fare. Essi misero per iscritto la lingua del popolo, diedero inizio alle prime scuole sull’isola, e cominciarono a tradurre la Bibbia.

Entro il 1828 le cose in Madagascar avevano cominciato a cambiare. Alcuni erano diventati Cristiani. Avevano delle Bibbie nella loro lingua, e i rapporti tra i padroni e gli schiavi erano migliori. Prima che potesse compiere altre cose, il trentaseienne Re Radama morì. Ravalona, una delle sue mogli, prese il controllo del trono.

La regina Ravalona e i suoi consiglieri non amavano i cambiamenti che stavano avendo luogo. Essi volevano mantenere la vecchia religione del culto degli antenati. Volevano continuare a praticare la magia e la stregoneria per fortificare la loro posizione di governanti. La regina Ravalona voleva sbarazzarsi anche del Cristianesimo, dato che esso era estraneo ai loro vecchi modi di fare. Ella dichiarò che chiunque insegnava contro la stregoneria era un traditore.

Il 2 Marzo 1835 la regina Ravalona radunò la popolazione. Ottanta mila di loro si radunarono per udire il decreto reale, che affermava: ‘La religione Cristiana è proibita in ogni luogo dell’isola. I Cristiani avranno un mese di tempo per pentirsi della loro religione dei bianchi’.

Per assicurarsi che il decreto fosse osservato, Ravalona mandò spie ovunque. Ella organizzò anche un esercito reale e incoraggiò le persone a denunciare chiunque sospettassero di essere un Cristiano. Dato che la regina aveva costretto i missionari inglesi a lasciare il suo regno, i Cristiani erano da soli. Ma essi avevano Dio e la loro Bibbia. Essi non si impaurirono, ma furono prudenti. Cominciarono a radunarsi in segreto, alcune volte nelle foreste, altre volte nelle grotte, ma mai nello stesso luogo per due volte. Essi dovevano pure leggere le loro Bibbie in segreto, perché la regina bruciava qualsiasi Bibbia che veniva trovata.

Due anni dopo che fu emanato il decreto della regina Ravalona, la Chiesa Cristiana stava ancora prosperando. Allora qualcuno denunciò una giovane donna Cristiana di nome Rasalama, ed ella fu condannata a morte. Mentre veniva condotta sulla sommità della collina dove doveva essere uccisa ella cantò il cantico:

 

Ho trovato la via, e sto camminando in essa.

Ho ricevuto la salvezza, e la sto conservando.

O Spirito Santo, aiutami.

 

Sul luogo dell’esecuzione Rasalama chiese il permesso di pregare. Mentre stava pregando, i soldati della regina la uccisero con i loro giavellotti. Una delle persone che la videro morire disse: ‘Se potessi morire così pacificamente e così bene come morì lei, io darei volentieri la mia vita per il Salvatore’.

Rasalama fu la prima Cristiana a morire per la sua fede in Madagascar. In seguito alcuni furono lapidati, alcuni furono bruciati, alcuni furono costretti a bere veleno. Altri, quando rifiutarono di rinunciare al Signore, furono avvolti in tappetini di paglia e gettati giù dalla sommità della collina vicino al palazzo della regina sulle rocce sottostanti.

La Chiesa però non scomparve. La morte di ogni Cristiano portò altri a credere in Cristo. Persino il figlio unigenito della regina diventò un Cristiano. Durante i 30 anni durante i quali la regina Ravalona perseguitò la Chiesa, ella uccise alcune migliaia di Cristiani. Ma molte altre migliaia di persone diventarono dei credenti.

 

Testimonianza tratta da: Marian Hostetler, They loved their enemies [Amarono I loro nemici], 1988, Herald Press, Scottdale, Pa, USA, pag. 30-32

 

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