La preghiera del piccolo Henri

 

Bambini, avete forse letto qualcosa o sentito parlare di Napoleone Bonaparte che a suo tempo guerreggiò molto, fece molte battaglie, conquistò molti paesi, causò la morte di milioni di uomini, e percorse quasi tutta l’Europa con i suoi eserciti. Tra tanti posti invasi, i suoi soldati entrarono una volta in una città della Slesia (Polonia), dove decisero di passare la notte nelle case private, per cui ogni famiglia del posto era obbligata a provvedere al vitto e all’alloggio di un certo numero di soldati. Una di queste famiglie era quella di un povero tessitore che non aveva neppure di che dar da mangiare ai suoi propri figli. Come avrebbe potuto dare dei viveri a parecchi stranieri? Nondimeno, questo è quello che doveva fare. Un gruppo di soldati entrò, chiedendo di mangiare pane e carne e di bere della birra. Invano li assicurò egli che non aveva niente per loro. Il suo rifiuto fu considerato una dimostrazione di inimicizia, e i soldati esasperati minacciarono non soltanto di distruggere tutto a casa sua ma anche di maltrattarlo finché avesse soddisfatto le loro richieste. Tutte le rimostranze furono inutili, ed essi avevano già iniziato l’opera di distruzione quando un ragazzetto di nome Henri, dell’età di sei anni, che dallo spavento si era rannicchiato dietro la stufa, uscì improvvisamente dal suo nascondiglio e inginocchiandosi davanti a tutti ai piedi di suo padre terrorizzato, pregò così: "O misericordioso Salvatore! Rendi questi uomini misericordiosi affinché possano ottenere misericordia da parte tua".

Quella breve preghiera fu udita. Il ragazzetto aveva confessato il Signore davanti a tutti, e il Signore ne tenne conto. Uno dei soldati stupiti si voltò verso gli altri ed esclamò: "Commilitoni, andiamocene! Dio dimora nella casa dove si prega." "Tessitore - disse egli al padre del bambino - non abbiamo intenzione di farle del male. Questo è per lei!" E gettando una moneta d’argento, lasciarono tutti la casa.

 

"Io onoro quelli che m’onorano" (1 Samuele 2:30)

 

Testimonianza tratta da: La Bonne Nouvelle (La Buona Novella) 1869 pag. 121-122

 

Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro

 

Indice