La coperta che respirava

 

Sangho aveva sentito parlare di Gesù perché un missionario gli aveva annunciato il messaggio dell’Evangelo. E avvertì subito il peso di parlare agli altri di Gesù. Sangho ebbe il desiderio di recarsi sui monti Taebaek della Corea del Sud e predicare il Vangelo nei paesi che punteggiavano quella zona. La maggior parte delle persone che vivevano in quella zona erano Buddiste. I Buddisti adorano un uomo di nome Budda come loro dio. Essi non credono che Gesù è il Figlio di Dio, e neppure che Egli può togliere i nostri peccati.

Un mese dopo, Sangho era pronto a lasciare la zona. Molte persone avevano udito il messaggio del Vangelo e avevano accettato Gesù. Ma Sangho non sapeva come uscire dalle montagne e tornare a Limok, il suo paese natale. Chiese aiuto ad alcuni uomini. A quegli uomini Buddisti non piaceva Sangho perché lui parlava alle persone di Gesù. Per ingannarlo, essi gli dissero di prendere una strada sbagliata.

Sangho seguì le loro indicazioni e prese un sentiero nelle montagne. Egli pensava che stava prendendo una scorciatoia per Limok. Camminò per ore, salendo sempre più in alto. Ma non vide nessuna casa o persona.

Sangho non voleva rimanere da solo nelle montagne quando sarebbe sopraggiunta la notte. C’erano dei cinghiali e delle tigri mangiatrici di uomini che vagavano liberamente tra le rocce e gli alberi, e non aveva nessun’arma per proteggersi.

Presto cominciò a piovere. Mentre sopraggiungeva la notte, la foresta diventava scura. Ma Sangho continuò a camminare. Allora capì che si era perso. Come avrebbe potuto mai trovare la strada per ritornare a casa? Tutto quello a cui riusciva a pensare erano le tigri mangiatrici di uomini che percorrevano le montagne. Avrebbe potuto stare al sicuro fino alla mattina?

A mezzanotte egli era immerso nella foresta. Non poteva vedere niente in quella oscurità nera come la pece e non aveva nessuna fonte di luce – nessuna lanterna, nessuna torcia, e nessuna possibilità di accendere una torcia.

Sangho non poté camminare oltre. Si era irrimediabilmente perso sui monti Taebaek della Corea del Sud. I venti di Ottobre erano gelidi, e il suo corpo bagnato stava tremando.

Alla fine cadde sulle sue ginocchia. ‘Signore, mi sono perso’ pregò. ‘Sono inzuppato d’acqua e gelo dal freddo. Sono stanco e ho sonno, e non posso fare un altro passo. Ti prego aiutami e proteggimi dalle bestie feroci. Non farmi morire qui’. Con quelle parole si coricò. E un attimo prima che si addormentasse mormorò: ‘Gesù, ti amo’.

Durante la notte Sangho fu svegliato da una strana sensazione. C’era qualcosa che solleticava il suo collo. Era un topo serpeggiante? O un serpente che strisciava?

Sangho afferrò velocemente la misteriosa creatura. Non era né un topo e neppure un serpente – ma la coda pelosa di una grossa bestia. Nel buio egli sentì l’animale e concluse che una tigre adulta Asiatica giaceva proprio al suo fianco tenendolo caldo!

Questo tipo di tigre è conosciuta per essere una bestia che mangia gli uomini. Ma Sangho non ebbe paura. Egli era convinto che quella tigre era la risposta di Dio alla sua preghiera.

‘Signore, ti ringrazio’ disse, ‘per avere mandato questa tigre amica a proteggermi e mantenermi al caldo durante la notte’. Poi, ancora stanco ed ora caldo abbrustolito, si riaddormentò.

La mattina dopo, Sangho si svegliò per continuare il suo viaggio verso casa. Egli si ricordò della tigre e velocemente si guardò attorno. Effettivamente la tigre giaceva ancora al suo fianco. Sembrava che la tigre sapeva che il suo lavoro era terminato. Si alzò, leccò la faccia di Sangho e se ne andò dentro la foresta. Sangho si alzò velocemente per ammirare il suo nuovo amico, ma l’animale era scomparso!

Sangho trovò la via di casa. Negli anni che seguirono egli pasturò diverse chiese nella Corea del Sud. Egli si fece spesso delle domande su quella creatura che lo aiutò nella foresta in quella notte. Non venne mai a sapere da dove essa era venuta o dove se n’era andata. Ma una cosa è certa – egli non avrebbe mai dimenticato come Dio gli salvò la vita mandandogli una coperta che respirava!

 

Testimonianza tratta da: http://4kids.ag.org/

 

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