I bisogni suppliti

 

Dio ha cura di noi

 

La Scrittura insegna che il nostro Dio è un Dio che ha cura di tutti coloro che lo temono e provvede ai loro bisogni.

Gesù Cristo, il Figlio di Dio venuto nel mondo, spiegò in svariate maniere come Dio ha cura di noi suoi figliuoli. Ecco quello che disse: "Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno" (Matt. 6:24-34).

Se dunque Dio ciba gli uccelli del cielo e riveste l’erba dei campi, tutte cose che paragonate a noi suoi figliuoli sono nettamente inferiori quanto a importanza, non possiamo immaginare e neppure credere che Lui si disinteressi di noi quando noi ci troviamo nel bisogno di mangiare perché non abbiamo nulla, o nel bisogno di un vestito o di un paio di scarpe quando ne abbiamo bisogno. Siamo molto più degli uccelli del cielo e dell’erba dei campi per Dio!

Ma la cura di Dio verso di noi non si limita al mangiare e al vestire, ma a qualsiasi altro bisogno materiale in cui possiamo venirci a trovare, tanto è vero che sia Pietro che Paolo, apostoli di Cristo Gesù, esortano a confidare appieno in Dio in OGNI nostro bisogno. Ecco le loro parole: Pietro dice: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché Egli v’innalzi a suo tempo, gettando su lui ogni vostra sollecitudine, perch’Egli ha cura di voi" (1 Piet. 5:6-7); e Paolo dice: "Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù" (Fil. 4:5-7).

Ma Dio supplirà veramente ai nostri bisogni che noi gli rendiamo noti? Può essere mai che un Dio così grande possa rispondere alle richieste più svariate di noi infimi esseri umani? Sì Dio supplirà ai nostri bisogni, non importa di che entità essi siano, cioè non importa se possono sembrare piccoli o grandi, e questo perché la sua Parola dice: "E l’Iddio mio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze e con gloria, in Cristo Gesù" (Fil. 4:19). Noi crediamo in questa promessa di cui abbiamo visto l’adempimento tante volte.

Non ci dobbiamo dunque preoccupare o disperare quando ci troviamo in qualche bisogno materiale ma pregare il nostro Dio a riguardo, pregarlo con fede e sincerità, e Lui di certo ci risponderà. Non ha forse detto Gesù: "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia. E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce gli dia un serpente? Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne’ cieli darà Egli cose buone a coloro che gliele domandano!" (Matt. 7:7-11)? Non ha forse sempre Gesù detto: "E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete" (Matt. 21:22) ed anche: "Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto" (Giov. 15:7), ed ancora: "In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio" (Giov. 16:23)? Perché dunque dubitare? Anzi vi dirò che talvolta Dio supplisce ai nostri bisogni ancora prima che noi glieli notifichiamo o mentre stiamo ancora pregando secondo che è scritto: "E avverrà che, prima che m’invochino, io risponderò; parleranno ancora, che già li avrò esauditi" (Is. 65:24).

 

Esempi biblici di come Dio ha supplito a dei bisogni

 

Dio provvide al popolo d’Israele nel deserto, sia la carne, che il pane, che l’acqua, secondo che è scritto: "Egli comandò alle nuvole di sopra, e aprì le porte del cielo, e fece piover su loro manna da mangiare, e dette loro del frumento del cielo. L’uomo mangiò del pane dei potenti; egli mandò loro del cibo a sazietà. Fece levare in cielo il vento orientale, e con la sua potenza addusse il vento di mezzodì; fece piover su loro della carne come polvere, degli uccelli alati, numerosi come la rena del mare; e li fece cadere in mezzo al loro campo, d’intorno alle loro tende. Così essi mangiarono e furon ben satollati, e Dio mandò loro quel che aveano bramato" (Sal. 78:23-29) ed anche: "Schiantò rupi nel deserto, e li abbeverò copiosamente, come da gorghi. Fece scaturire ruscelli dalla roccia e ne fece scender dell’acque a guisa di fiumi" (Sal. 78:15-16).

Dio provvide per un certo tempo sia il pane che la carne al profeta Elia mandandoglieli tramite dei corvi secondo che è scritto: "E la parola dell’Eterno gli fu rivolta, in questi termini: ‘Pàrtiti di qua, vòlgiti verso oriente, e nasconditi presso al torrente Kerith, che è dirimpetto al Giordano. Tu berrai al torrente, ed io ho comandato ai corvi che ti dian quivi da mangiare’. Egli dunque partì, e fece secondo la parola dell’Eterno: andò, e si stabilì presso il torrente Kerith, che è dirimpetto al Giordano. E i corvi gli portavano del pane e della carne la mattina, e del pane e della carne la sera; e beveva al torrente" (1 Re 17:2-6). Quando poi il torrente si seccò perché non pioveva, Elia fu mandato da Dio da una povera vedova di Sarepta che aveva solo una manata di farina in un vaso e un po’ d’olio in un orciuolo ma che Dio non fece esaurire fino a che non mandò la pioggia nel paese: "Allora la parola dell’Eterno gli fu rivolta in questi termini: ‘Lèvati, va a Sarepta de’ Sidonî, e fa’ quivi la tua dimora; ecco, io ho ordinato colà ad una vedova che ti dia da mangiare’. Egli dunque si levò, e andò a Sarepta; e, come giunse alla porta della città, ecco quivi una donna vedova, che raccoglieva delle legna. Egli la chiamò, e le disse: ‘Ti prego, vammi a cercare un po’ d’acqua in un vaso, affinché io beva’. E mentr’ella andava a prenderne, egli le gridò dietro: ‘Portami, ti prego, anche un pezzo di pane’. Ella rispose: ‘Com’è vero che vive l’Eterno, il tuo Dio, del pane non ne ho, ma ho solo una manata di farina in un vaso, e un po’ d’olio in un orciuolo; ed ecco, sto raccogliendo due stecchi, per andare a cuocerla per me e per il mio figliuolo; e la mangeremo, e poi morremo’. Elia le disse: ‘Non temere; va’ e fa’ come tu hai detto; ma fanne prima una piccola stiacciata per me, e pòrtamela; poi ne farai per te e per il tuo figliuolo. Poiché così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele: - Il vaso della farina non si esaurirà e l’orciuolo dell’olio non calerà, fino al giorno che l’Eterno manderà la pioggia sulla terra’. Ed ella andò e fece come le avea detto Elia; ed essa, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. Il vaso della farina non si esaurì, e l’orciuolo dell’olio non calò, secondo la parola che l’Eterno avea pronunziata per bocca d’Elia" (1 Re 17:8-16).

Dio operò un miracolo a favore della vedova di un discepolo dei profeti che rischiava di essere privata dei suoi figli a motivo di un debito, moltiplicando quel poco di olio che aveva in casa. Ecco il racconto: "Or una donna di tra le mogli de’ discepoli de’ profeti esclamò e disse ad Eliseo: ‘Il mio marito, tuo servo, è morto; e tu sai che il tuo servo temeva l’Eterno; e il suo creditore è venuto per prendersi i miei due figliuoli e farsene degli schiavi’. Eliseo le disse: ‘Che debbo io fare per te? Dimmi; che hai tu in casa?’ Ella rispose: ‘La tua serva non ha nulla in casa, tranne un vasetto d’olio’. Allora egli disse: ‘Va’ fuori, chiedi in prestito da tutti i tuoi vicini de’ vasi vuoti; e non ne chieder pochi. Poi torna, serra l’uscio dietro a te ed ai tuoi figliuoli, e versa dell’olio in tutti que’ vasi; e, man mano che saran pieni, falli mettere da parte’. Ella dunque si partì da lui, e si chiuse in casa coi suoi figliuoli; questi le portavano i vasi, ed ella vi versava l’olio. E quando i vasi furono pieni, ella disse al suo figliuolo: ‘Portami ancora un vaso’. Quegli le rispose: ‘Non ce n’è più dei vasi’. E l’olio si fermò. Allora ella andò e riferì tutto all’uomo di Dio, che le disse: ‘Va’ a vender l’olio, e paga il tuo debito; e di quel che resta sostentati tu ed i tuoi figliuoli’ (2 Re 4:1-7).

Dio diede un figlio ad Anna che era sterile in risposta alla sua preghiera: "V’era un uomo di Ramathaim-Tsofim, della contrada montuosa di Efraim, che si chiamava Elkana, figliuolo di Jeroham, figliuolo d’Elihu, figliuolo di Tohu, figliuolo di Tsuf, Efraimita. Aveva due mogli: una per nome Anna, e l’altra per nome Peninna. Peninna avea de’ figliuoli, ma Anna non ne aveva. E quest’uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorar l’Eterno degli eserciti e ad offrirgli dei sacrifizi a Sciloh; e quivi erano i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, sacerdoti dell’Eterno. Quando venne il giorno, Elkana offerse il sacrifizio, e diede a Peninna, sua moglie, e a tutti i figliuoli e a tutte le figliuole di lei le loro parti; ma ad Anna diede una parte doppia, perché amava Anna, benché l’Eterno l’avesse fatta sterile. E la rivale mortificava continuamente Anna affin d’inasprirla perché l’Eterno l’avea fatta sterile. Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa dell’Eterno, Peninna la mortificava a quel modo; ond’ella piangeva e non mangiava più. Elkana, suo marito, le diceva: ‘Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il cuor tuo? Non ti valgo io più di dieci figliuoli?’ E, dopo ch’ebbero mangiato e bevuto a Sciloh, Anna si levò (il sacerdote Eli stava in quell’ora seduto sulla sua sedia all’entrata del tempio dell’Eterno); ella avea l’anima piena di amarezza, e pregò l’Eterno piangendo dirottamente. E fece un voto, dicendo: ‘O Eterno degli eserciti! se hai riguardo all’afflizione della tua serva, e ti ricordi di me, e non dimentichi la tua serva, e dai alla tua serva un figliuolo maschio, io lo consacrerò all’Eterno per tutti i giorni della sua vita, e il rasoio non passerà sulla sua testa’. E, com’ella prolungava la sua preghiera dinanzi all’Eterno, Eli stava osservando la bocca di lei. Anna parlava in cuor suo; e si movevano soltanto le sue labbra ma non si sentiva la sua voce; onde Eli credette ch’ella fosse ubriaca; e le disse: ‘Quanto durerà cotesta tua ebbrezza? Va’ a smaltire il tuo vino!’ Ma Anna, rispondendo, disse: ‘No, signor mio, io sono una donna tribolata nello spirito, e non ho bevuto né vino né bevanda alcoolica, ma stavo spandendo l’anima mia dinanzi all’Eterno. Non prender la tua serva per una donna da nulla; perché l’eccesso del mio dolore e della tristezza mia m’ha fatto parlare fino adesso’. Ed Eli replicò: ‘Va’ in pace, e l’Iddio d’Israele esaudisca la preghiera che gli hai rivolta!’ Ella rispose: ‘Possa la tua serva trovar grazia agli occhi tuoi!’ Così la donna se ne andò per la sua via, mangiò, e il suo sembiante non fu più quello di prima. L’indomani, ella e suo marito, alzatisi di buon’ora, si prostrarono dinanzi all’Eterno; poi partirono e ritornarono a casa loro a Rama. Elkana conobbe Anna, sua moglie, e l’Eterno si ricordò di lei. Nel corso dell’anno, Anna concepì e partorì un figliuolo, al quale pose nome Samuele, ‘perché’, disse, ‘l’ho chiesto all’Eterno’. E quell’uomo, Elkana, salì con tutta la sua famiglia per andare a offrire all’Eterno il sacrifizio annuo e a sciogliere il suo voto. Ma Anna non salì, e disse a suo marito: ‘Io non salirò finché il bambino non sia divezzato; allora lo condurrò, perché sia presentato dinanzi all’Eterno e quivi rimanga per sempre’. Elkana, suo marito, le rispose: ‘Fa’ come ti par bene; rimani finché tu l’abbia divezzato, purché l’Eterno adempia la sua parola!’ Così la donna rimase a casa, e allattò il suo figliuolo fino al momento di divezzarlo. E quando l’ebbe divezzato, lo menò seco, e prese tre giovenchi, un efa di farina e un otre di vino; e lo menò nella casa dell’Eterno a Sciloh. Il fanciullo era ancora piccolino. Elkana ed Anna immolarono il giovenco, e menarono il fanciullo ad Eli. E Anna gli disse: ‘Signor mio! Com’è vero che vive l’anima tua, o mio signore, io son quella donna che stava qui vicina a te, a pregare l’Eterno. Pregai per aver questo fanciullo; e l’Eterno mi ha concesso quel che io gli avevo domandato. E, dal canto mio, lo dono all’Eterno; e finché gli durerà la vita, egli sarà donato all’Eterno’. E si prostraron quivi dinanzi all’Eterno" (1 Sam. cap. 1).

Dio mandò la pioggia in Israele, dopo tre anni e sei mesi di siccità, in risposta alla preghiera di Elia: "Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto" (Giac. 5:18).

 

Un avvertimento

 

E’ bene fare presente che talvolta Dio compie qualche cosa di soprannaturale per provvedere ai nostri bisogni materiali, nel senso che può moltiplicare i soldi, il pane, l’acqua, può pure non fare consumare né le scarpe e neppure logorare i vestiti che portiamo per un tempo, mandarci da mangiar anche tramite dei corvi, o qualche altro animale, o tramite degli angeli, ecc..

Ma nella maggior parte dei casi Egli si usa dei credenti (talvolta possono essere anche degli increduli che non credono in Dio). A proposito di questa seconda maniera di agire di Dio voglio citare alcuni esempi biblici che la confermano.

Dio provvide ai bisogni dell'apostolo Paolo mettendo in cuore a dei credenti di aiutarlo. L'apostolo infatti dice ai santi di Filippi: "Anche voi sapete, o Filippesi, che quando cominciai a predicar l’Evangelo, dopo aver lasciata la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l’avere, se non voi soli; poiché anche a Tessalonica m’avete mandato una prima e poi una seconda volta di che sovvenire al mio bisogno. Non già ch’io ricerchi i doni; ricerco piuttosto il frutto che abbondi a conto vostro. Or io ho ricevuto ogni cosa, e abbondo. Sono pienamente provvisto, avendo ricevuto da Epafròdito quel che m’avete mandato, e che è un profumo d’odor soave, un sacrificio accettevole, gradito a Dio" (Fil. 4:15-18), e a quelli di Corinto: "Quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d’aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio" (2 Cor. 11:9). Del suo collaboratore Epafròdito egli dice ai santi di Filippi: "Accoglietelo dunque nel Signore con ogni allegrezza, e abbiate stima di uomini cosiffatti; perché, per l’opera di Cristo egli è stato vicino alla morte, avendo arrischiata la propria vita per supplire ai servizî che non potevate rendermi voi stessi" (Fil. 2:29-30).

A proposito della sovvenzione per i poveri fra i santi che Paolo e i suoi compagni avevano raccolto presso varie chiese, l'apostolo dice: "Poiché la prestazione di questo servigio sacro non solo supplisce ai bisogni dei santi ma più ancora produce abbondanza di ringraziamenti a Dio" (2 Cor. 9:12).

Se dunque vediamo un fratello o una sorella che ha bisogno di mangiare o di bere o di un vestito o di qualcosa d’altro che noi abbiamo e che gli possiamo dare, noi non possiamo dirgli: ‘Và, chiedi a Dio quello di cui hai bisogno e Lui te lo darà!’ perché la Scrittura ci ordina di aprire la nostra mano per supplire ai suoi bisogni e di metterci al suo servizio. "Provvedete alle necessità dei santi" (Rom. 12:13), dice la Parola di Dio. Guai a noi se respingeremo il fratello o la sorella che si trova nel bisogno quando abbiamo di che aiutarlo!! Dio ci punirà, ce ne chiederà certamente conto e quando saremo noi ad avere bisogno Lui non risponderà al nostro grido. Dice infatti la Scrittura: "Chi chiude l’orecchio al grido del povero, griderà anch’egli, e non gli sarà risposto" (Prov. 21:13) e si adempiranno le parole che dicono: "Come hai fatto, così ti sarà fatto" (Abdia 15) perché Dio è giusto. Chi ha pietà del povero invece "presta all’Eterno, che gli contraccambierà l’opera buona" (Prov. 19:17), e questo sempre perché Dio è giusto.

 

Una parola di incoraggiamento

 

Fratello nel Signore, non perderti d’animo quando ti trovi in un qualche bisogno. L’Iddio nostro provvide da mangiare e da bere ad un popolo per quaranta anni nel deserto; l’Iddio che provvide da mangiare al suo servo Elia mandandogli la mattina e la sera dei corvi a portargli del pane e della carne; e che provvide un figlio ad Anna che glielo aveva chiesto piangendo, dico, questo stesso Dio provvederà pure ai tuoi bisogni. Tu però non ti tirare indietro dal supplire ai bisogni dei santi, perchè come ho detto prima la Scrittura dice che chi chiude l'orecchio al grido del povero, griderà anch'egli e non gli sarà risposto.

Il nostro Dio ha le sue orecchie tese alla supplicazione dei giusti, Egli è attento ai tuoi bisogni, tanto è vero che Gesù ha detto che il Padre nostro sa le cose di cui noi abbiamo bisogno prima che gliele chiediamo (cfr. Matt. 6:8). Quindi, quando sei nel bisogno non ti rifugiare negli uomini, ma rifugiati in Dio, spandi l'anima tua davanti a Lui, parla con Lui, pregalo con fede e vedrai Dio intervenire nella tua vita per provvedere ai tuoi svariati bisogni. Ricordati che Dio ha detto: "Offri a Dio il sacrifizio della lode, e paga all’Altissimo i tuoi voti; e invocami nel giorno della distretta: io te ne trarrò fuori, e tu mi glorificherai" (Sal. 50:4-5).

 

Giacinto Butindaro

 

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