La chiave e il pesce

 

Prefazione. Cari lettori, il voto più grande e più sincero che io formulo per voi, è che la conoscenza di queste righe, lette non dall’estremità delle labbra ma con il cuore, vi faccia riflettere sull’incredibile potenza di Dio manifestata in Gesù Cristo.

Insegnante Marie-Michèle EMOULOUNDOU

 

Io dedico questa testimonianza a:

• Il mio caro sposo, il Dottore Jean Marc EMOULOUNDOU (Medico – Chirurgo) la cui passione per Gesù oggi mi rallegra allo zenit.

• I nostri benamati figli: Victorine, Hugues, Rodrigue, Vèronique e Marietta EMOULOUNDOU

• La mia cara collega, Insegnante Christine THOUNGUI, la cui amicizia mi ha riconfortata e ha avuto un impatto decisivo nella mia vita.

• Al pari, tutti i miei benamati di Gioventù per Cristo al CAMERUN; in riconoscenza profonda per il loro costante amore e incoraggiamento.

 

Cosa incredibile però vera!

 

Nata in una famiglia relativamente religiosa, i miei genitori sin dalla mia infanzia mi portarono alla chiesa cattolica, in cui fui battezzata ma senza che conoscessi veramente Gesù Cristo. Per me, il battesimo non era altro che una semplice formalità. Il fatto di andare alla messa tutte le domeniche, faceva parte dell’insieme dei miei doveri domenicali. Tuttavia, nella mia vita quotidiana non si vedeva nessuna differenza tra la mia vita cristiana e quella del mondo. Il mio cuore era dato a dei pensieri cattivi e a delle azioni contrarie al buon senso.

Christine, la mia collega di servizio che era già membro di un gruppo cristiano, m’invitava costantemente alle riunioni di preghiera e agli studi biblici. Ma io non avevo mai avuto l’intenzione di assistervi. E dato che lei non aveva smesso di farmi visita e di parlarmi del Signore Gesù Cristo, un certo giorno ella mi invitò dunque con molta insistenza a una campagna di evangelizzazione tenuta da Gioventù per Cristo nella nostra circoscrizione amministrativa. Per farle piacere io decisi dunque di andarci.

Con mio grande stupore, l’ambiente vissuto quel giorno nel luogo della crociata evangelistica fu formidabile. Caro lettore, fu straordinario scoprire un meraviglioso gruppo di giovani cristiani, tutti raggianti di gioia cantare con uno stile armonioso delle gradevoli lodi che esprimevano l’Amore, la misericordia e la bontà di Dio verso l’Uomo. Quell’atmosfera ilare mi affascinò subito. Certamente, non fu tutto! Dio mi parlò specialmente durante la predicazione. Tutto quello che fu predicato in quella sera cadde su di me.

Improvvisamente, io sentii un grande fardello pesare su di me, e sentii nascere spontaneamente dentro il mio cuore una avidità sfrenata di diventare una figlia di Dio. Il mio passato cominciò a sfilare davanti a me. Io mi resi immediatamente conto che durante tutto quel tempo, io non ero stata che una pseudo-cristiana. La mia vita non rifletteva la volontà di Dio.

 

Io presto realizzai che ero perduta e che per me era il grande momento di diventare una cristiana nel vero senso della parola

 

Quando il predicatore lanciò l’appello per coloro che volevano ricevere Gesù come Signore e Salvatore personale, con tutta velocità io invitai il Signore ad entrare dentro il mio cuore al fine di trasformarmi completamente e fare di me una figliuola di Dio. Dopo, mentre l’oratore pregava per me, io sentii istantaneamente una gioia ed una pace ineffabili adacquare per esteso il mio cuore. Evidentemente, nella mia vita stava succedendo qualcosa di favoloso. Da allora il mio impegno per Cristo è diventato più che mai implacabile.

Nondimeno, rientrata allegramente a casa mia, e come avevo preso l’abitudine, io mi misi immediatamente a parlare della mia nuova esperienza a mio marito e ai miei figli. Quest’ultimi presero piacere ad ascoltarmi. Quanto a mio marito lui restò tranquillo, senza dire la più piccola parola. Stupefatta da quella sua attitudine, io compresi che lui si era offeso per le mie parole (il che però non influenzò per niente la mia determinazione).

Caro lettore, a questo stadio, e per la prima volta nella storia del nostro matrimonio (19 anni di matrimonio), le nostre relazioni cominciarono presto a intorpidirsi. Fu un danno ma fu necessario (voi lo comprenderete più in basso). In capo a qualche istante solamente, mio marito, traducendo il suo stato d’animo, si mise a rimproverarmi aspramente. Io constatai allora che lui era profondamente afflitto. In seno a quella bordata di ingiurie, di assurdità e di esagerazioni che lui non aveva cessato di proferire contro di me al fine di farmi cambiare opinione, io gli dissi subito che mi era impossibile ritornare sui miei propri passi non importa quello che sarebbe accaduto. Esacerbato da questa risposta, lui si è messo curiosamente a percuotermi. Cosa strana! Soprattutto disonorevole per un medico della sua statura morale.

Mentre ero completamente abbattuta, tutto di un colpo, mio marito prese la macchina e uscì; dopo un po’ di tempo, egli ritornò ancora sempre furioso.

 

Certamente la mia parola gli rimaneva ancora sullo stomaco

 

Innanzi tutto, egli mi chiese di consegnargli la chiave della mia camera (vale a dire una delle due chiavi della nostra camera di cui io disponevo). Disgraziatamente per me, ad un tratto la mia chiave era sparita senza che io comprendessi come. Allorchè gli ho detto che non avevo trovato la chiave è esploso: ‘Senza questa chiave tu non resterai più in questa casa. Io ti ordino di andartene via da me! Tu non potrai ritornare in questa casa se non quando avrai ritrovato la mia chiave. Vattene, io non ti voglio più qui!’. Parole odiose di un marito! Eppure noi eravamo stati sempre così vicini, così innamorati che precedentemente niente aveva perturbato il nostro matrimonio. Io per lui ero stata sempre la migliore moglie, ma certamente non lo ero stata quella sera là!

Ma esattamente, che cosa era successo? Quale fu la ragione autentica del suo radicale cambiamento di atteggiamento? Io presto compresi che il problema della chiave non era che un semplice sotterfugio, il vero problema era quello del mio impegno per Cristo. Dove dovevo allora ritrovare la chiave per riguadagnare la mia casa? Dinnanzi a quella situazione enigmatica e indolenzita in cui mi trovai, io mi recai improvvisamente da Christine la mia collega per passarvi la notte. Sorpresa da questo arrivo tardivo nella notte, ella mi ricevette molto fraternamente. Io mi misi dunque a raccontarle tutta la mia disgrazia.

Commossa da quello che ella stava sentendo, lei mi esortò a tenere fermo e a mantenere tutta la mia fiducia nell’Eterno a cui tutte le cose erano possibili. Insieme, noi pregammo e in seguito ci addormentammo. L’indomani mattina, Christine mi ha portato a vedere dei fratelli di Gioventù per Cristo che a loro volta mi hanno incoraggiata con dei passaggi biblici che ricorderò per sempre

 

Isaia 30:15 "Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza"

 

e Romani 8:28 "Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento".

 

Si sono messi ad intercedere per me, per mio marito e i miei figli, e implorando la grazia di Dio affinché la mia chiave fosse ritrovata.

 

Caro lettore, come fu spettacolare quella sessione di preghiera! Una volta che la preghiera fu terminata, Christine ed io rientrammo subito presso casa sua che in conclusione avevo eletto domicilio (eravamo di sabato). Sei ore più tardi, mentre stavo aiutando la mia collega a preparare il pranzo, arrivò un giovane uomo che portava sulle sue spalle un carpione di quasi 25 Kg. Avendolo riconosciuto, Christine mi ha detto: ‘E' Landry, un fratello in Cristo. Egli è un pescatore.’

Landry, prendendo a sua volta la parola mi ha detto: ‘Sorella mia, sii tu benedetta in Gesù Cristo. Ascolta, questa carpa che io porto, io te la dono gratis. Prendi in considerazione che essa è un dono di Dio per te’. Sensazionale! Che generosità straordinaria! Io non credevo veramente alle mie orecchie. Dopo che Landry se ne fu andato, noi ci siamo messi a squamare il pesce. In capo ad alcuni istanti, noi gli aprimmo il ventre per pulirlo maggiormente. Per prima cosa, io scorsi una chiave identica alla chiave della mia camera. Prontamente, io notai che effettivamente era la mia chiave perduta. All’istante io ebbi la pelle d’oca. Meravigliata frattanto per questo prodigioso ritrovamento, io mi misi istantaneamente a esclamare: ‘Guarda! Christine è la mia chiave! La chiave della mia stanza! Sì ne sono persuasa!

 

Incredibile tuttavia vero! La mia chiave nel ventre di un pesce!

 

Quale aberrazione! Come è che la chiave si poteva trovare là? In quel momento lì noi abbandonammo tutto e dietro suggerimento di Christine, noi ci mettemmo a benedire e a glorificare il nome del Signore Gesù Cristo. Poi, noi siamo andati a rincontrare i fratelli di Gioventù per Cristo; impressionati da questa straordinaria notizia, essi si sono messi sul campo a rendere omaggio a Dio per mezzo di lodi e di adorazioni. Alla fine di quel periodo di preghiera, essi mi chiesero di andare a rincontrare mio marito.

Rinvigorita per mezzo di questo mistero e tutta gioiosa, sono finalmente arrivata a casa mia. I miei figli contenti per la mia presenza a casa, giubilavano di gioia. Tutto di un colpo, mio marito essendo uscito dalla stanza molto arrabbiato, mi chiese bruscamente che cosa giustificasse la mia presenza a casa sua. Io gli risposi che finalmente avevo ritrovato la chiave. Sbalordito da questa parola e prendendo la chiave che io gli avevo teso, egli a sua volta constatò la veracità di quella parola. Poi lui mi domandò dove io l’avessi presa. In quel momento, io mi misi a raccontargli la famosa storia della chiave nel ventre del pesce.

 

Con mio grande stupore, egli si mise a piangere delle calde lacrime

 

Qualche minuto più tardi, egli mi ha confessato questa cosa: ‘Io ho lanciato una sfida al tuo Dio. Disgraziatamente per me, Dio si è dimostrato vincitore. Evidentemente sono io che ieri ho gettato la tua chiave nel fiume e Dio oggi si è servito del pesce per mostrarmi la sua sovranità, la sua onnipresenza e la sua onnipotenza. Io ti prego, desidero anche io diventare un figlio di Dio come te’.

In quell’istante, caro lettore, io fui completamente sommersa dall’emozione. Fu formidabile di vedere mio marito completamente abbattuto e determinato a seguire il Signore. Quella sera, mio marito e tutti i miei cinque figli presero pubblicamente la decisione di ricevere Gesù Cristo nelle loro vite. Il mattino dopo (cioè domenica mattina), io e tutta la mia famiglia fummo battezzati nel fiume SANGA [n.d.t.: il più importante fiume del Camerun] dove era stata gettata la chiave.

Oggi, mio marito, i miei figli e io siamo figli di Dio per mezzo dell’Amore manifestato in Gesù Cristo. Caro lettore, Dio è capace di fare delle cose che sorpassano la comprensione e l’intelligenza dell’uomo a guisa di quello che ha compiuto nella mia vita. Possa questa testimonianza apportarvi la perseveranza, l’entusiasmo e la volontà di donarsi completamente al Signore Gesù Cristo: Che Dio vi benedica.

 

Famiglia EMOULOUNDOU, Camerun

 

Tratto da: Bibliorama.com

 

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