Dio mi nutrì in maniera soprannaturale

 

Conducevo delle riunioni nell’Ohio, quando fui invitato in un altro luogo. Quando dunque terminai quelle riunioni, andai nel bosco per essere sicuro di quell’invito. Io penetrai strisciando dentro un tronco d’albero vuoto. Faceva veramente fresco, era autunno. Il Signore mi parlò, e mi chiese di rispondere a quell’invito. Io predicai tre sere, poi mi fu detto che non mi sarebbe stato più possibile di predicare nella scuola dove si tenevano le riunioni. Sapendo che Dio mi aveva domandato di venire, andai di nuovo nel bosco, e lì trovai un altro tronco d’albero vuoto, steso a terra. Ci restai cinque giorni. Poi accadde un fatto molto curioso. Cominciai ad avere fame, il che significa in generale che Dio mi domanda di fermare il mio digiuno. Ma sapevo che ancora non avevo ottenuto la vittoria per la quale pregavo. Decisi dunque di restare al mio posto fino a che il Signore non mi avrebbe risposto. Ero pronto a morire nel mio tronco d’albero. Ma la mia fame cresceva, e io mi sentivo debole. Questi due segni mi provano in generale che io devo terminare di digiunare, o che sono stato esaudito. Io vi menziono questo per mostrarvi il pericolo di affondare in una routine. Dio agisce senza mai piegarsi a delle routine.

Il mio tronco d’albero era abbastanza piccolo. Stavo quindi relativamente stretto. Di tanto in tanto io mi distendevo il meglio che potevo, stendendo le mie braccia di fuori. Io avevo detto al Signore che avevo fame, ed anche che io non ero ancora soddisfatto. Ventiquattro ore dopo avere cominciato a sentire la fame, mentre distendevo il mio braccio, la mia mano entrò in contatto con qualche cosa di bizzarro. Tastando, riconobbi che si trattava di ghiande di quercia, e mi venne l’idea di mangiarle. Io non ero mai stato molto ghiotto di ghiande, ma là esse erano deliziose!

Io mi dissi: ‘Com’è che queste ghiande sono venute qua?’ Esse sembravano molto fresche. Da quanto tempo si trovavano là? Com’è che io non le avevo mai sentite in precedenza, poiché mi distendevo già da qualche tempo? Occorreva che io avessi la risposta a queste domande! Io mangiai dunque sei ghiande e mi sentii rinnovato. Erano le sei del pomeriggio. Io accesi un fiammifero per vedere l’ora.

Io dimorai là tutta la notte. L’indomani, nello stendermi, scoprii altre sei ghiande. Andando tentoni tutto attorno, io vidi che non ce n’erano che sei. Per quattro giorni, tre volte al giorno, io ebbi così il diritto ad altre sei ghiande, che mi venivano lasciate dentro il mio tronco d’albero.

Finalmente, quando ebbi la risposta alla mia preghiera, ero rimasto dieci giorni dentro quel tronco d’albero. Ma ero molto curioso di sapere come mi erano pervenute quelle ghiande. L’ultimo giorno, io quindi strisciai fuori dal tronco. Lasciai le mie scarpe davanti al tronco per fare credere che io mi trovavo dentro, e mi nascosi dentro un altro albero vuoto. A mezzogiorno meno un quarto, io vidi avvicinarsi sei grossi scoiattoli grigi. Uno dopo l’altro, saltarono sul tronco dell’albero dove io mi trovavo in precedenza e depositarono una ghianda dentro un buco. Io dissi: ‘Meraviglioso, meraviglioso, mio Dio, sei Tu che mi hai nutrito tramite questi sei scoiattoli!’ Io mi misi a piangere di gioia al pensiero che Lui si preoccupava talmente dei miei bisogni che Egli aveva donato i Suoi ordini a quei sei semplici animali. Io dissi: ‘Elia non è stato il solo ad essere nutrito da degli animali!’

Io strisciai di nuovo nel mio tronco d’albero. Io mi sentivo così umile! Io ho spesso desiderato di poter vivere con quel sentimento di umiltà che provai in quel momento là! Passai quattro ore supplementari nel tronco. Poi vidi tredici uomini e donne in ginocchio, che stavano pregando fuori dalla scuola da dove ero stato cacciato via dieci giorni prima. Loro non sapevano che io ero sempre nel vicinato. Io quindi uscii. Cominciai a scendere dalla collina, quando vidi avvicinarsi l’uomo che mi aveva espulso da casa sua e dalla scuola. Camminava a capo scoperto, e assomigliava ad uno degli Indiani che avevo visto nel Dakota, selvaggio e agitato. Io non sapevo che pensare del suo comportamento. Ma io sapevo che ero in regola. Egli mi vide e si mise a gridare: ‘Oh Fratello! Pregate per noi! Io sono così contento di vederti! Pregate per noi! Io sono stato all’inferno tutti questi dieci giorni!

Noi ci inginocchiammo quindi vicino ad un ceppo. Voi sicuramente non avete mai visto un uomo pregare come lui! Era veramente serio! Noi restammo lì per due ore a perorare il suo caso. Egli ebbe la certezza d’essere esaudito, e disse: ‘Ora, torna da noi, e noi riapriremo la scuola a partire da stasera!’ Noi in seguito avemmo tre settimane benedette. Numerose persone cercarono e trovarono Dio, semplicemente perché io ero rimasto in quel tronco d’albero, anche dopo aver provato la fame. Oh, le persone desistono così presto! Fanno tutto quello che Satana gli domanda. Satana mi aveva cacciato dalla casa di quell’uomo e da quella scuola. Se io avessi fatto quello che tanti altri fanno, cioè abbandonare e partire, che sarebbero diventate quelle anime?

Qualcuno riuscì a sapere che io avevo soggiornato in quel tronco, e che io avevo raccontato che mi avevano nutrito degli scoiattoli. Allorché rientrai alla casa che mi albergava, mi fu detto: ‘Signor Bevington ho sentito dire che lei è rimasto su una collina dentro un tronco d’albero vuoto, e che voi avete preteso che degli scoiattoli vi hanno portato delle ghiande da mangiare!’ Io risposi: ‘Ma chi vi ha detto quindi questa cosa?’ – ‘Non ha importanza, ma io volevo sapere se ciò corrisponde al vero’ – ‘Ma io amerei sapere chi ve lo ha detto!’ – ‘Non cercate di saperlo, ma rispondete alla mia domanda per favore!’ – ‘Ebbene, signore, è vero, io affermo che sei scoiattoli mi hanno nutrito tre volte per giorno, e io l’affermo ancora!’ Egli mi fermò in piena strada, e mi disse: ‘Signor Bevington, lo sapete che siete un ladro? – ‘No, signore! – ‘Ma sì, signore, lei è un ladro e io glielo posso provare! Quegli scoiattoli facevano le loro provviste per l’inverno, e voi gliele avete mangiate!’

Io posso dirvi che quella cosa mi stordì. Io dissi: ‘Può essere vera la cosa?’ La cosa sembrava potere essere vera, e io tornai a casa discretamente turbato. Il giorno dopo, io volli vederci chiaro. Mi levai alle quattro di mattina, e andai a inserirmi nel tronco d’albero. Io non potei trovarci nessuna ghianda. Ci ritornai per tre giorni, ma nessuna traccia di ghiande! Il problema era dunque risolto, e ciò mi confermò che era stato proprio il Signore che si era servito di quegli scoiattoli in quell’occasione molto speciale! Io avevo l’impressione di essere completamente piccolo ai piedi di Gesù e di avergli dato un’occasione per agire, credendo che avrebbe sistemato tutte le cose secondo la sua perfetta volontà!

 

Tratto da: Guy C. Bevington, Miracles extraordinaires obtenus aujourd’hui par la prière et la foi [Miracoli straordinari ottenuti oggigiorno tramite la preghiera e la fede], Codognan (Francia) 1997, pag. 61-63

 

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