Ero un ultrà

Illuminato Butindaro racconta come il Signore lo ha fatto rinascere a nuova vita

 

Poiché io non mi vergogno dell’Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)

 

Mi chiamo Illuminato Butindaro, ho 34 anni e abito a Roma, precisamente ad Acilia dove arrivai nel 1990. Sono nato a Noyon (il paese dove nacque il Riformatore Calvino), in Francia. I miei genitori erano emigrati là per ragioni di lavoro, sono nato da genitori pentecostali e quindi sono stato ammaestrato sin da fanciullo a temere Dio. Là in Francia stetti poco tempo perché in seguito ci spostammo in Italia e precisamente a Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese, un paese collocato al confine con la Svizzera Italiana. Là ho vissuto la maggior parte della mia vita, frequentavo le riunioni della Chiesa Evangelica, la scuola domenicale, ma ero perduto. Credevo nell’esistenza di Dio e non mi sono mai permesso di bestemmiare il Suo Nome. Mi piaceva la Chiesa Evangelica mentre della Chiesa Cattolica Romana avevo ripugnanza, detestavo l’ambiente in cui i cattolici si riunivano, pieno di statue ed immagini dei loro idoli, candele accese, il puzzo dell’incenso, e poi in sottofondo quelle preghiere recitate automaticamente, ‘oh! l’immonda atmosfera di quei luoghi’; mentre nelle riunioni Evangeliche era diverso, la semplicità, il fervore nella preghiera e nei canti, la predicazione del Vangelo che arrivava dritta al mio cuore, e poi le testimonianze che toccavano il cuore, chi era stato guarito, chi soccorso, chi liberato dai demoni, chi battezzato con lo Spirito Santo; sentivo che il Signore mi chiamava a ravvedimento ma rimandavo, io dicevo dentro me: ‘C’è tempo, non ora’.

Ero perduto, perduto in questo mondo buio e freddo, mi sentivo avvolto dalle tenebre, avevo paura di morire, sapevo che l’inferno è una realtà, fossi morto la mia anima sarebbe scesa, scendere scendere e poi il pianto, il rimorso, senza più un’opportunità per essere salvato perché avevo rifiutato l’Evangelo eterno. Oh! non volevo andare in quel luogo terribile, non volevo eppure continuavo a fare ciò che dispiace a Dio, sia in famiglia che sul posto di lavoro, sia con gli amici.

Ero molto attaccato al gioco del calcio, molto, frequentavo lo stadio ed ero un ultrà, ero così fanatico che feci fare pure uno striscione lungo 7 metri da appendere in curva, su di esso c’era una scritta parecchio grande che diceva ‘Inferno Biancorosso’. Allo stadio mi sgolavo per sostenere la squadra del mio cuore ma anche per insultare la tifoseria e la squadra avversaria, si stava in un clima di tensione sugli spalti dove da un momento all’altro qualcosa di spiacevole poteva accadere: accoltellamenti, tafferugli, ecc. Una volta fuori dallo stadio fummo caricati dagli ultrà dell’opposta fazione, li vidi in lontananza che correvano verso di noi con bastoni in mano o mazze da baseball, non potemmo fare altro che scappare. Collezionavo fotografie dei gruppi ultrà di tutta Italia (serie A,B,C), mi tenevo in contatto epistolare con loro, io mandavo loro le foto (che scattavo personalmente) del gruppo di cui facevo parte e loro mi mandavano le loro. Quando la squadra giocava in casa ero presente, ma ero impedito di seguirla in trasferta perché la domenica mattina lavoravo. Ero proprio pazzo per il calcio, quando l’Italia vinse la partita con il Brasile ai mondiali in Spagna nel 1982 scesi per le strade del mio paese bandiera in mano e ballando la samba. Giocavo sempre al totocalcio, compravo riviste sportive, e poi le partite in TV, e poi le radiocronache, ho speso tanti soldi nella vanità, lavoravo e spendevo.

Mio fratello Giacinto si convertì al Signore mentre si trovava in Inghilterra, vidi il cambiamento quando tornò, trasformato dalla potenza di Dio, in seguito mi convertii pure io, ciò avveniva nel 1984, riconobbi dinanzi a Dio di essere un peccatore e credetti con tutto il mio cuore che Gesù morì sulla croce per i nostri peccati e risuscitò il terzo giorno. Il 16 Settembre del 1984 sia io che mio fratello fummo battezzati in acqua, nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo. Ricordo ancora quel giorno, esso è scritto indelebile nella mia mente, mi battezzarono il pastore Calvarese di Locarno e mio zio Restivo ora pastore della Chiesa di Lavena Ponte Tresa.

Ringrazio Dio che mi ha salvato, Lo ringrazio poiché mi ha accolto a sé nel Suo Regno, Lo ringrazio per avermi dato pace, sì una grande pace e gioia, vera pace e vera gioia che il mondo non dà, Dio mi ha fatto rinascere, Lui mi dice: T’ho riscattato, tu sei mio. Amen.

 

Illuminato Butindaro

 

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