La realtà della conversione

 

L’Evangelista Torrey doveva tenere una serie di riunioni destinate agli studenti dell’Università di Cambridge. Un giornale del libero pensiero delegò il suo più brillante cronista per assistere a quelle conferenze e per donarne un resoconto tendente a ridicolizzare l’evangelista. Il titolo dell’articolo era stato già scelto: ‘L’assurdità della conversione’.

Ma ecco che accadde la cosa più inaspettata. Il giornalista rimase impressionato dalla serietà dell’oratore nell’esporre, Bibbia alla mano, la condizione naturale dell’uomo; un esteriore rispettabile forse ma sempre trasportato verso il male come una nave senza timone. Ora, Dio giudica e condanna una tale condizione. Il giovane uomo si sentì a disagio. Egli si riconobbe in quel tragico ritratto: Quel peccatore incurabile era lui; egli adesso apprese che davanti a Dio egli era colpevole. Ma lui ne voleva sapere di più. Non era possibile che il piano di Dio si fermasse là. Ed ecco che infatti Torrey, con il fervore di coloro che conoscono Dio, annunciò la salvezza per mezzo di Gesù. Una croce era stata rizzata. Un Salvatore, il Figlio di Dio, vi era stato inchiodato. Questo Salvatore è risuscitato ed è vivente, e dona la vita eterna a chiunque crede. Il messaggio era per lui. Egli lo ricevette per fede.

Si recò subito alla redazione del giornale per spiegare al suo capo che egli era incapace di scrivere sull’assurdità della conversione, ma che egli avrebbe potuto per contro parlare per esperienza della REALTÀ DELLA CONVERSIONE.

 

Tratto da: Web Pasteur

 

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