25 anni dopo, su un binario di una stazione

 

Ogni operaio in fabbrica disponeva di un piccolo armadio personale in cui un giovane impiegato a volte inseriva dei volantini evangelici. Ma uno degli operai prendeva la cosa molto male e faceva al giovane cristiano le osservazioni più offensive.

Venne la guerra del 1939 che disperse tutto il personale della fabbrica.

1965. Sul binario di una stazione, dei bambini radunati per una partenza per le vacanze cantano un cantico aspettando il treno. Un uomo che osserva la scena dopo un momento viene avanti e si rivolge al monitore: ‘…. Non mi riconosci? Sono quello che ti ha fatto tante meschinerie perché tu mettevi nel mio armadietto guardaroba degli opuscoli evangelici … Ti racconterò la mia storia’.

Egli era stato deportato nella Prussia orientale. Messo come taglialegna in un commando di foreste, egli aveva incontrato delle condizioni assai dure. La sera veniva rinchiuso nel porcile e per tre anni egli non ricevette notizie dai suoi genitori. Una sera, egli assembrò tutti i suoi effetti personali, deciso a mettere fine ai suoi giorni. Un pezzo di carta sudicio e spiegazzato attirò la sua attenzione. Vi lesse: ‘Credi nel Signore Gesù e sarai salvato". Era quello che restava di uno dei volantini trovati nel suo armadio: ‘Dio!’ gridò lui, ‘se tu esisti, donami delle notizie della mia famiglia’. Due giorni dopo, una sentinella lo portò al commando per consegnargli un pacchetto di lettere e un pacco della Croce Rossa.

Rimpatriato qualche mese più tardi, egli non era più lo stesso uomo, egli aveva trovato la sorgente della felicità, egli conosceva Gesù come Salvatore.

 

Tratto da: Web Pasteur

 

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