La conversione del fratello di George Whitefield

 

Il signor Whitefield, fratello del noto predicatore, si era sviato. In una conversazione con la contessa di Huntingdon un giorno, egli disse: ‘Signora mia, io so che quello che lei dice è vero. La misericordia di Dio è infinita; io lo vedo chiaramente. Ma, ah!, signora mia, non c’è misericordia per me – Io sono una persona spregevole, sono interamente perduto’. ‘Sono contenta di sentire questo, Signor Whitefield’, disse la Signora H. Egli la guardò con grande sorpresa. – ‘Che cosa, signora mia, felice? Lei è felice nel suo cuore che io sono un uomo perduto?’ ‘Sì, signor Whitefield, veramente felice; perché Gesù Cristo venne nel mondo per salvare i perduti’. Egli appoggiò la sua tazza di tè sul tavolo. ‘Sia Benedetto Dio per questo!’, disse lui – ‘Gloria a Dio per quella parola!’ esclamò lui. ‘Oh, quale insolita potenza è questa che io sento nel prestare attenzione a quella parola! Gesù Cristo venne per salvare i perduti! Allora io ho un filo di speranza’, -- e così egli andò avanti. Quando egli finì la sua ultima tazza di tè, la sua mano tremò, ed egli accusò un indisposizione. Uscì fuori nel cortile della cappella per prendere aria, ma barcollò fino al muro, esclamando: ‘Sto molto male’. Poco dopo essere stato portato dentro casa, egli spirò.

 

Tratto da: The Testimony of a Hundred Witnesses [La testimonianza di un Centinaio di Testimoni], 1858, compilato da J. F. Weishampel, Sr.

[THW 220-221]

 

Indice