Giovanni 3:16

 

‘Una notte dopo una riunione che avevo tenuto all’Estremità Occidentale di Londra, mi furono presentati personalmente diversi membri dell’Esercito della Salvezza.

Tra di loro c’era un uomo di forse quarantotto o cinquanta anni, penso che fosse uno dei nostri Ufficiali Locali. Io gli chiesi come era entrato nell’Esercito.

‘Ero in uno stato miserabile’, mi disse lui. ‘Io avevo sprecato una gran parte della mia vita. E poi accadde una cosa molto insolita, anzi eccezionale, che portò alla mia conversione.

Una sera io stavo vagando senza una meta attraverso Hyde Park, quando fui attratto da una folla nel mezzo della quale c’era un uomo che stava gridando qualcosa. Risultò essere una riunione all’aria aperta dell’Esercito della Salvezza. Aspettai un po’ al margine della folla non prestando molta attenzione, e poco dopo mi allontanai. Quando mi allontanai l’oratore gridò: ‘Ora, ricorda quello che ho detto’, citò un passaggio della Scrittura, e poi gridò molto forte e chiaramente: ‘GIOVANNI, TRE E SEDICI’. Quelle parole GIOVANNI, TRE E SEDICI mi elettrizzarono. Andai a casa ma non per riposare. In realtà, io non conobbi nessun riposo fino a che non andai a Dio, e per la sua grazia fui un uomo nuovo.

‘Ma’ io dissi piuttosto perplesso: ‘Che ci fu delle parole GIOVANNI TRE E SEDICI che ebbe questo effetto su di te? Ti rivolgesti al passaggio della Scrittura?’

‘Bene, vedi, Capo’, fu la sua risposta, ‘io mi chiamo Giovanni, mi sono sposato tre volte e ho avuto sedici figli’.

 

 

Bramwell Booth

 

Tratto da: Testimonies of Great Christians

 

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