Le guarigioni, i miracoli, e i segni e prodigi

 

Nel ministerio di Gesù Cristo

 

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nei giorni della sua carne cacciò tanti demoni (o spiriti maligni) dai corpi degli indemoniati liberandoli, e compì guarigioni, miracoli, segni e prodigi in gran numero; così tante furono le sue opere potenti che Giovanni, il discepolo che Gesù amava, alla fine del Vangelo da lui scritto dice: "Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero" (Giov. 21:25). Ciò sta a significare dunque che le cose fatte da Gesù scritte nella Bibbia sono solo una minima parte delle cose che egli fece.

Gesù Cristo sgridava con autorità i demoni ed essi uscivano dai corpi di coloro che li avevano; egli li sgridava per l’aiuto dello Spirito di Dio che era sopra di lui, come ebbe a dire un giorno a coloro che lo accusarono di cacciare i demoni per l’aiuto del Principe dei demoni, cioè Satana (cfr. Matt. 12:22-32). Quando i demoni lo vedevano si gettavano a terra e cominciavano a gridare: "Che v’è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se’ tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!" (Luca 4:34), e quando lui li sgridava uscivano gridando e dicendo: "Tu sei il Figliuolo di Dio!" (Luca 4:41), ma Gesù li sgridava e non permetteva loro di parlare perché essi sapevano che lui era il Cristo di Dio. Gesù liberò indemoniati ciechi e muti, e anche indemoniati sordi, la cui cecità, sordità e il cui mutismo erano cagionati da spiriti maligni (cfr. Mat. 12:22; Marc. 9:25); come anche liberò indemoniati che vedevano, sentivano e parlavano. I demoni erano costretti ad uscire dinnanzi alla potenza di Dio che era con Gesù Cristo.

Gesù Cristo, oltre che liberare gli indemoniati dal dominio dei demoni, guarì tanti e tanti ammalati colpiti da varie infermità. Un passo del Vangelo scritto da Matteo dice: "E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l’evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo. E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da varî dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì" (Matt. 4:23-24). Alcune delle tantissime guarigioni da lui compiute furono queste: la guarigione di un lebbroso (cfr. Matt. 8:1-4), e quella di dieci lebbrosi in una sola volta (cfr. Luca 17:11-19); la guarigione del servitore del centurione romano il quale era paralitico (cfr. Matt. 8:5-13); la guarigione della suocera di Pietro affetta da una grande febbre (cfr. Matt. 8:14-15; Luca 4:38-39); la guarigione di una donna che aveva un flusso di sangue da dodici anni (cfr. Mar. 5:25-34); la guarigione di un cieco nato (cfr. Giov. 9:1-38) e di altri due ciechi (cfr. Matt. 9:27-31); la guarigione di un uomo che aveva la mano secca (cfr. Matt. 12:9-14); la guarigione di una donna tutta curva (cfr. Luca 13:10-17); la guarigione di un idropico (cfr. Luca 14:1-6); la guarigione di un uomo paralitico da trentotto anni (cfr. Giov. 5:1-9) e la guarigione di un altro paralitico che fu portato a lui su un lettuccio da quattro persone le quali a motivo della calca che c’era attorno a Gesù scoperchiarono il tetto della casa e lo calarono davanti a lui (cfr. Mar. 2:1-12); la guarigione di un sordo muto della Decapoli (cfr. Mar. 7:32-37). Tutte le guarigioni Gesù le compì perchè "la potenza del Signore era con lui per compiere delle guarigioni" (Luca 5:17).

Gesù Cristo compì tanti miracoli, come quando sfamò con cinque pani e due pesci una moltitudine di circa cinquemila persone senza contare le donne e i bambini (cfr. Matt. 14:15-21); o come quando sfamò con sette pani e pochi pescetti una moltitudine di quattromila persone senza contare le donne e i bambini (cfr. Matt. 15:32-39). O come quando risuscitò dei morti, come nel caso della figlia di Iairo (cfr. Mar. 5:35-43); nel caso di Lazzaro che era morto da quattro giorni (cfr. Giov. 11:1-46), e nel caso del figlio della vedova di Nain che fu resuscitato mentre veniva portato a seppellire (cfr. Luca 7:11-17).

Gesù Cristo compì anche il prodigio di camminare sulle acque del mare di Galilea (cfr. Matt. 14:24-33), il prodigio di calmare con la parola una tempesta (cfr. Matt. 8:23-27); e il prodigio di seccare un fico maledicendolo (cfr. Mat. 21:18-22).

In verità Gesù Cristo compì grandi cose, come disse Pietro, Dio accreditò il suo servitore Gesù fra i Giudei mediante opere potenti, segni e prodigi che Dio fece per mezzo di lui (cfr. Atti 2:22).

 

Nel ministerio degli apostoli e di altri servitori di Dio

 

Gesù Cristo, nei giorni della sua carne, dopo avere scelto dodici discepoli li mandò a predicare il regno di Dio dandogli la potestà di cacciare i demoni e di guarire le malattie secondo che è scritto: "Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demonî e di guarir le malattie. E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi" (Luca 9:1), ed anche che egli disse loro: "Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonî …" (Matt. 10:8), cose che gli apostoli fecero infatti è scritto: "E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; cacciavano molti demonî, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano" (Mar. 6:12-13).

Dopo che Gesù Cristo morì e risuscitò apparve agli undici ai quali disse: "Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demonî; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno. Il Signor Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu assunto nel cielo, e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l’accompagnavano" (Mar. 16:14-20). Come si può vedere gli apostoli anche dopo che Gesù fu assunto in cielo continuarono a cacciare i demoni e a guarire gli ammalati nel nome di Gesù Cristo. Questo è confermato da quello che dice Luca negli Atti degli apostoli: "E molti segni e prodigî eran fatti fra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di pari consentimento si ritrovavano sotto il portico di Salomone. Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava. E di più in più si aggiungevano al Signore dei credenti, uomini e donne, in gran numero; tanto che portavano perfino gli infermi per le piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, l’ombra sua almeno ne adombrasse qualcuno. E anche la moltitudine accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati" (Atti 5:12-16). Di Pietro e Giovanni è registrata la guarigione dello zoppo alla porta del tempio detta ‘Bella’: "Or Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona. E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta ‘Bella’, per chieder l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, veduto Pietro e Giovanni che stavan per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. E Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su lui, disse: Guarda noi! Ed egli li guardava intentamente, aspettando di ricever qualcosa da loro. Ma Pietro disse: Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina! E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante e le caviglie de’ piedi gli si raffermarono. E d’un salto si rizzò in piè e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio. E tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Iddio; e lo riconoscevano per quello che sedeva a chieder l’elemosina alla porta ‘Bella’ del tempio; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per quel che gli era avvenuto" (Atti 3:1-10). Di Pietro è registrata un'altra guarigione, quella di Enea che era paralitico e la resurrezione di una discepola morta di nome Tabita: "Or avvenne che Pietro, andando qua e là da tutti, venne anche ai santi che abitavano in Lidda. E quivi trovò un uomo, chiamato Enea, che già da otto anni giaceva in un lettuccio, essendo paralitico. E Pietro gli disse: Enea, Gesù Cristo ti sana; levati e rifatti il letto. Ed egli subito si levò. E tutti gli abitanti di Lidda e del pian di Saron lo videro e si convertirono al Signore. Or in Ioppe v’era una certa discepola, chiamata Tabita, il che, interpretato, vuol dire Gazzella. Costei abbondava in buone opere e faceva molte elemosine. E avvenne in que’ giorni ch’ella infermò e morì. E dopo averla lavata, la posero in una sala di sopra. E perché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, gli mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro. Pietro allora, levatosi, se ne venne con loro. E come fu giunto, lo menarono nella sala di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, e mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentr’era con loro. Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita, levati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere. Ed egli le diè la mano, e la sollevò; e chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita. E ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore" (Atti 9:32-43).

Questo per ciò che concerne gli apostoli che erano stati con Gesù, ma ci furono anche gli altri apostoli scelti da Cristo che operarono guarigioni, segni e prodigi nel nome di Cristo. Di Paolo e Barnaba viene detto che dimorarono molto tempo in Iconio "predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigî" (Atti 14:3), di Paolo viene detto questo fatto avvenuto a Listra: "Or in Listra c’era un certo uomo, impotente nei piedi, che stava sempre a sedere, essendo zoppo dalla nascita, e non aveva mai camminato. Egli udì parlare Paolo il quale, fissati in lui gli occhi, e vedendo che avea fede da esser sanato, disse ad alta voce: Levati ritto in piè. Ed egli saltò su, e si mise a camminare" (Atti 14:8-10), e quest’altro fatto avvenuto sull’isola di Malta: "Or ne’ dintorni di quel luogo v’erano dei poderi dell’uomo principale dell’isola, chiamato Publio, il quale ci accolse, e ci albergò tre giorni amichevolmente. E accadde che il padre di Publio giacea malato di febbre e di dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e dopo aver pregato, gl’impose le mani e lo guarì. Avvenuto questo, anche gli altri che aveano delle infermità nell’isola, vennero, e furon guariti" (Atti 28:7-9).

Oltre gli apostoli compirono segni e prodigi anche Stefano e Filippo che non erano apostoli; del primo viene detto: "Or Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva gran prodigî e segni fra il popolo" (Atti 6:8) e del secondo: "E Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo. E le folle di pari consentimento prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli ch’egli faceva. Poiché gli spiriti immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti paralitici e molti zoppi erano guariti. E vi fu grande allegrezza in quella città" (Atti 8:5-8).

 

I segni e i prodigi

 

Nella Bibbia sono trascritte delle manifestazioni della potenza di Dio che sono chiamate segni e prodigi o miracoli e che non comprendono guarigioni. Si tratta di svariati portenti operati da Dio tramite dei suoi servitori. Ecco alcuni di questi portenti.

Mosè, dopo che Dio gli diede l'ordine di scendere in Egitto per liberare il suo popolo e l'autorità di operare dei prodigi, operò questi portenti in Egitto. I primi portenti furono quelli del serpente e della mano lebbrosa che lui operò dinnanzi agli anziani di Israele (in realtà fu Aaronne poi a compierli). Mosè potè operare questi portenti in virtù del fatto che era stato Dio a dirgli di operarli quando gli era apparso; ecco la circostanza. "Mosè rispose e disse: ‘Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno: L’Eterno non t’è apparso’. E l’Eterno gli disse: ‘Che è quello che hai in mano?’ Egli rispose: ‘Un bastone’. E l’Eterno disse: ‘Gettalo in terra’. Egli lo gettò in terra, ed esso diventò un serpente; e Mosè fuggì d’innanzi a quello. Allora l’Eterno disse a Mosè: ‘Stendi la tua mano, e prendilo per la coda’. Egli stese la mano, e lo prese, ed esso ritornò un bastone nella sua mano. ‘Questo farai, disse l’Eterno, affinché credano che l’Eterno, l’Iddio dei loro padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe t’è apparso’. L’Eterno gli disse ancora: ‘Mettiti la mano in seno’. Ed egli si mise la mano in seno; poi, cavatala fuori, ecco che la mano era lebbrosa, bianca come neve. E l’Eterno gli disse: ‘Rimettiti la mano in seno’. Egli si rimise la mano in seno; poi, cavatasela di seno, ecco ch’era ritornata come l’altra sua carne. ‘Or avverrà, disse l’Eterno, che, se non ti crederanno e non daranno ascolto alla voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo segno; e se avverrà che non credano neppure a questi due segni e non ubbidiscano alla tua voce, tu prenderai dell’acqua del fiume, e la verserai sull’asciutto; e l’acqua che avrai presa dal fiume, diventerà sangue sull’asciutto’ (Es. 4:1-9).

I portenti successivi furono quello del bastone mutato in serpente che lui e Aaronne operarono dinnanzi a Faraone secondo che è scritto: "L’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: ‘Quando Faraone vi parlerà e vi dirà: Fate un prodigio! tu dirai ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, gettalo davanti a Faraone, e diventerà un serpente’. Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e quello diventò un serpente. Faraone a sua volta chiamò i savi e gl’incantatori; e i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte. Ognun d’essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti; ma il bastone d’Aaronne inghiottì i bastoni di quelli" (Es. 7:8-12). E poi tutte le piaghe che Dio mandò contro gli Egiziani secondo che è scritto nei Salmi: "Egli mandò Mosè, suo servitore, e Aaronne, che aveva eletto. Essi compiron fra loro i miracoli da lui ordinati, fecero dei prodigi nella terra di Cham. Mandò le tenebre e fece oscurar l’aria, eppure non osservarono le sue parole. Cangiò le acque loro in sangue, e fece morire i loro pesci. La loro terra brulicò di rane, fin nelle camere dei loro re. Egli parlò, e vennero mosche velenose e zanzare in tutto il loro territorio. Dette loro grandine invece di pioggia, fiamme di fuoco sul loro paese. Percosse le loro vigne e i loro fichi e fracassò gli alberi del loro territorio. Egli parlò e vennero le locuste e i bruchi senza numero, che divorarono tutta l’erba nel loro paese e mangiarono il frutto della loro terra. Poi percosse tutti i primogeniti nel loro paese, le primizie d’ogni loro forza" (Sal. 105:26-36). Ed a questi seguirono tutti quei segni e quei prodigi operati da Dio tramite Mosè nel deserto; la divisione del Mar Rosso, la roccia che fece scaturire l'acqua, ecc. In virtù di tutte queste opere potenti compiute da Mosè viene detto: "Non è mai più sorto in Israele un profeta simile a Mosè, col quale l’Eterno abbia trattato faccia a faccia. Niuno è stato simile a lui in tutti quei segni e miracoli che Dio lo mandò a fare nel paese d’Egitto contro Faraone, contro tutti i suoi servi e contro tutto il suo paese; né simile a lui in quegli atti potenti e in tutte quelle gran cose tremende, che Mosè fece dinanzi agli occhi di tutto Israele" (Deut. 34:11-12).

Al tempo del re Geroboamo, un uomo di Dio venuto da Giuda a Bethel operò un prodigio dinnanzi al re che è il seguente: "Ed ecco che un uomo di Dio giunse da Giuda a Bethel per ordine dell’Eterno, mentre Geroboamo stava presso l’altare per ardere il profumo; e per ordine dell’Eterno si mise a gridare contro l’altare e a dire: ‘Altare, altare! così dice l’Eterno: - Ecco, nascerà alla casa di Davide un figliuolo, per nome Giosia, il quale immolerà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che su di te ardono profumi e s’arderanno su di te ossa umane’. E quello stesso giorno diede un segno miracoloso dicendo: ‘Questo è il segno che l’Eterno ha parlato: ecco, l’altare si spaccherà, e la cenere che v’è sopra si spanderà’. Quando il re Geroboamo ebbe udita la parola che l’uomo di Dio avea gridata contro l’altare di Bethel, stese la mano dall’alto dell’altare, e disse: ‘Pigliatelo!’ Ma la mano che Geroboamo avea stesa contro di lui si seccò, e non poté più ritirarla a sé. E l’altare si spaccò; e la cenere che v’era sopra si disperse, secondo il segno che l’uomo di Dio avea dato per ordine dell’Eterno. Allora il re si rivolse all’uomo di Dio, e gli disse: ‘Deh, implora la grazia dell’Eterno, del tuo Dio, e prega per me affinché mi sia resa la mano’. E l’uomo di Dio implorò la grazia dell’Eterno, e il re riebbe la sua mano, che tornò com’era prima" (1 Re 13:1-6).

Quando nel Nuovo Testamento si legge di qualcuno che Dio operò dei segni e dei prodigi tramite di lui, tra queste opere potenti da lui compiute possono esserci state tranquillamente anche delle opere che non ebbero niente a che fare con la guarigione di una persona. D'altronde ne abbiamo riprova nel fatto che di Gesù di cui viene detto che Dio operò tramite di lui segni e prodigi in mezzo ai Giudei (cfr. Atti 2:22), sappiamo che Egli resuscitò dei morti, comandò ad un fico di seccarsi, moltiplicò i pani e i pesci, e camminò sull'acqua; opere queste che non sono delle guarigioni.

Quando dunque la Scrittura parla del dono di potenza di operare miracoli si riferisce al dono di operare segni e prodigi simili a quelli che Dio fece operare a questi suoi servitori nel passato o comunque delle opere potenti che sono differenti dalle guarigioni.

 

Le guarigioni e i miracoli nella Chiesa dell’Iddio vivente oggi

 

Come abbiamo visto, nel passato, sia mentre Gesù Cristo era sulla terra che dopo la sua assunzione in cielo, Dio operò delle opere potenti tramite il suo Figliuolo, i suoi apostoli e altri suoi servitori. A questo punto qualcuno si domanderà: ‘Ma oggi, dopo così tanto tempo, queste guarigioni, queste liberazioni, queste resurrezioni, questi segni e prodigi, sono cose che possono succedere? Sono cose che dobbiamo aspettarci o desiderare di vedere in mezzo a noi? Sono cose necessarie e utili come lo furono in quei tempi?’ La mia risposta a tutte queste domande è: ‘Sì, senza dubbio’.

Queste cose possono succedere perché l’Iddio che le compì tramite Gesù Cristo e poi tramite gli apostoli e poi tramite Stefano e Filippo, non è morto e non è cambiato; Egli è vivente e non muta. La sua potenza è sempre la stessa, immensa, per cui ancora oggi può fare le cose che fece nel passato. Se è vero che le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio (cfr. Luca 18:27), ciò significa che Dio ancora oggi fa l’impossibile che l’uomo non può fare. O vogliamo dire che le cose impossibili agli uomini erano possibili a Dio solo ai giorni di Gesù e degli apostoli? Chi ardirà dire una simile cosa?

Queste cose sono cose che dobbiamo aspettarci e desiderare che avvengano perché Dio vuole operarle ancora oggi nel mezzo della sua Chiesa per mezzo dei suoi figliuoli. Noi non ci aspettiamo che Dio mandi il suo Figliuolo a morire e resuscitare perché queste cose non rientrano più nella sua volontà avendole compiute una volta per sempre, ma per ciò che concerne le opere potenti Egli le vuole compiere ancora perché ancora oggi vuole dimostrare o confermare che il Vangelo è la sua Parola ed esso è verità. Gesù Cristo un giorno parlando delle opere potenti che faceva disse: "Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato" (Giov. 5:36). Quindi se le opere potenti compiute da Gesù Cristo stesso confermavano che il Padre lo aveva mandato, per forza di cose le opere potenti compiute nel nome di Gesù Cristo (che poi sono fatte da Cristo tramite i suoi servitori) non fanno altro che confermare che Egli è Colui che Dio ha mandato nel mondo a salvare il mondo. Vuole Dio confermare questo? Certo, perché è parte integrante, direi fondamentale del Vangelo della grazia di Dio. Dobbiamo desiderare che queste cose avvengano perché Dio ci ordina nella sua Parola di desiderare ardentemente i doni spirituali (cfr. 1 Cor. 12:31) tra cui ci sono i doni di potenza di operare miracoli, i doni di guarigioni e il dono della fede. E’ dunque del tutto normale desiderare di fare opere potenti o vederle fare a qualche santo servitore di Dio. Tanto normale che i discepoli antichi pregarono affinché Dio confermasse la sua Parola con guarigioni, segni e prodigi: ascoltate quello che dice Luca negli atti degli apostoli a proposito della preghiera che i discepoli innalzarono a Dio dopo che Pietro e Giovanni furono liberati e rimandati dai loro: "Or essi, essendo stati rimandati, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi sacerdoti e gli anziani aveano loro dette. Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Colui che mediante lo Spirito Santo, per bocca del padre nostro e tuo servitore Davide, ha detto: Perché hanno fremuto le genti, e hanno i popoli divisate cose vane? I re della terra si son fatti avanti, e i principi si son raunati assieme contro al Signore, e contro al suo Unto. E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero. E adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servitori di annunziar la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire, e perché si faccian segni e prodigî mediante il nome del tuo santo Servitore Gesù" (Atti 4:23-30). Hai mai pregato in questo senso? Se non lo hai mai fatto, comincialo a fare.

Queste cose sono utili perché sono compiute da Dio e qualsiasi cosa che fa Dio è utile. Sono utili perché stanno a dimostrare che il Vangelo che viene predicato per ordine di Dio non è una filosofia, non è una favola, non è un’invenzione umana, ma il messaggio dell’Iddio vivente per l’intera umanità e che quindi è degno di essere accettato pienamente. Il Signore operava con gli apostoli confermando con i segni la Parola che essi predicavano (cfr. Mar. 16:20). Quando gli apostoli Paolo e Barnaba furono a Iconio la Scrittura dice che "essi dunque dimoraron quivi molto tempo, predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigî" (Atti 14:3). Dunque, se si vuole che Dio confermi la sua Parola che viene predicata come faceva anticamente allora si deve desiderare che Egli l’accompagni con segni e prodigi. I segni e i prodigi appunto perché sono compiuti da Dio per questa ragione, sono compiuti in vista della salvezza delle anime e difatti Paolo diceva: "Io ho dunque di che gloriarmi in Cristo Gesù, per quel che concerne le cose di Dio; perché io non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mio mezzo, in vista dell’ubbidienza de’ Gentili, in parola e in opera, con potenza di segni e di miracoli, con potenza dello Spirito Santo" (Rom. 15:17-19). Si notino le parole ‘in vista dell’ubbidienza dei Gentili’ che rendono molto chiaro il concetto da me espresso. Ma ditemi: ‘Ma non è forse vero che nella Scrittura molti credettero nel Vangelo proprio dopo avere visto o sentito parlare di una guarigione o di un miracolo compiuti nel nome di Gesù?’ Prendiamo il caso della guarigione di Enea il paralitico: non è forse scritto che dopo che Pietro lo guarì nel nome di Gesù "tutti gli abitanti di Lidda e del pian di Saron, lo videro e si convertirono al Signore" (Atti 9:35)? E che dire del caso della resurrezione di Tabita; non è forse scritto che "ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore" (Atti 9:42)? E non è forse vero che in Samaria le folle di pari consentimento "prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli ch’egli faceva" (Atti 8:6)? Ma ancora prima di questi fatti, quando Gesù predicava tra i Giudei, non è forse vero che a Gerusalemme "molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli che egli faceva" (Giov. 2:23)? E non è forse vero che anche i discepoli di Gesù credettero in lui dopo che lo videro operare il suo primo miracolo a Cana di Galilea, dove trasformò l’acqua in vino (cfr. Giov. 2:11)? E che dire poi di quando Gesù resuscitò Lazzaro, che era morto da quattro giorni? Non è forse scritto che "perciò molti de’ Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui" (Giov. 11:45)? E di quando Gesù sfamò le moltitudini con cinque pani e due pesci; non è forse scritto: "La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo" (Giov. 6:14)? Dunque le guarigioni e i miracoli compiuti nel nome di Gesù Cristo, per la potenza dello Spirito Santo, sono utili ad attirare le anime a Cristo. Certo, non tutti nel vedere i segni e i prodigi si convertiranno a Cristo, tanto è vero che già ai giorni di Gesù Cristo molti nel vedere le sue opere potenti non si ravvidero e Gesù per questo li riprese. E’ scritto: "Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua" (Matt. 11:20-24). Ma è altrettanto certo che alcuni si convertiranno a Cristo solo vedendo le opere potenti compiute nel suo nome secondo che disse Gesù: "Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete" (Giov. 4:48).

Le opere potenti di Dio sono utili perché confermano nella fede i credenti, nel senso che esse rafforzano la fede in Cristo, incoraggiano a perseverare nella fede. Chi di noi dopo avere ottenuto da Dio l’esaudimento di una preghiera per un bisogno particolare (qui escludo il bisogno di una guarigione o di un miracolo) non si è sentito rafforzato nella fede perché ha potuto constatare che Dio ascolta veramente le nostre preghiere e le esaudisce come dice la sua Parola? Se dunque una preghiera a Dio in cui non gli si chiede né una guarigione e neppure la resurrezione di un morto, porta il credente ad essere più forte spiritualmente, perché mai un intervento di Dio sul corpo di un ammalato o di un morto non dovrebbe avere lo stesso effetto? Quando Paolo disse ai santi di Roma: "Poiché desidero vivamente di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale affinché siate fortificati" (Rom. 1:11), siccome tra i doni spirituali c'erano anche quello delle guarigioni, quello di potenza d'operare miracoli e quello della fede, fece chiaramente capire che anche queste manifestazioni dello Spirito di Dio (guarigioni, segni e prodigi) contribuiscono a fortificare spiritualmente i santi.

Le opere potenti di Dio portano i credenti a glorificare il nome di Dio cosa in cui Dio prende piacere. Non è forse scritto che quando Paolo a Gerusalemme si mise a raccontare ad una ad una le cose che Dio aveva fatte fra i Gentili per mezzo del suo ministerio, gli anziani della Chiesa, uditele, glorificavano Iddio (cfr. Atti 21:19-20)? E così anche oggi le guarigioni e i miracoli compiuti nel nome di Gesù fanno glorificare Iddio.

Le opere potenti di Dio suppliscono a dei bisogni. Per esempio dei bambini e degli adulti malati di malattie incurabili, vicini alla morte, ricevono da Dio la guarigione e il prolungamento della loro vita. Mettetevi nei panni di un ragazzo che ha un cancro e a cui è stato detto che ha pochi mesi o pochi giorni di vita: pensate voi che voglia morire? Pensate voi che non sarebbe contento se qualcuno lo potesse guarire nel nome di Gesù Cristo? Pensate voi che un padre e una madre che hanno il proprio bambino che è vicino alla tomba, non sarebbero contenti se il Signore Gesù gli guarisse il loro bambino? Quello che meraviglia è che le persone del mondo si danno tanto da fare con i mezzi che hanno per prolungare la vita ai malati, e invece tanti credenti non fanno niente per poter prolungare la vita a queste persone, nel senso che non solo non vogliono ricevere i doni di guarigioni o di potenza di operare miracoli, ma non pregano neppure per queste anime. Come se il nostro Dio fosse un Dio incapace di guarire ancora oggi gli ammalati, in risposta ad una preghiera o mediante la manifestazione di un dono particolare dato ad un suo servo. Ah! Mi si spezza il cuore nel vedere questi credenti INCREDULI nella potenza di Dio. Li conosco, li conosco i loro ragionamenti: 'Dio qui e Dio là' ecc.., ma alla base di questi ragionamenti c’è una profonda incredulità nell’Iddio che loro dicono di conoscere.

Dunque, che si incoraggino gli ammalati, sia credenti che increduli, ad avere fede in Cristo per ottenere la guarigione, e si preghi per loro per la loro guarigione. Non importa se sei un semplice credente, o un anziano di una chiesa, tu devi incoraggiare il malato ad avere fede in Cristo, e pregare per lui, se lui desidera essere guarito. Nel caso tu sia un pastore o un anziano di chiesa, hai il dovere, quando l’ammalato ti chiama, a pregare con fede su di lui ungendolo d'olio nel nome del Signore perché così dice Giacomo: "C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi" (Giac. 5:14-15).

E non solo, si desiderino anche i doni di guarigione e di potenza di operare miracoli, perché tramite di essi avvengono guarigioni e miracoli per lo Spirito Santo. Non importa se si è semplici credenti senza nessun ufficio nella chiesa, o diaconi, anziani o pastori, si desiderino anche questi doni dello Spirito Santo.

Per quanto riguarda i posseduti, non li si mandi dagli psichiatri, ma quando vengono portati al locale di culto per essere liberati, i santi si mettano in preghiera, e chi è preposto alla conduzione della comunità sgridi i demoni nel nome di Gesù Cristo e li cacci via dai corpi dei posseduti. Lo faccia con autorità, senza stare punto in dubbio, e Dio opererà.

Mi rivolgo a te adesso che sei malato, non importa di che malattia sei affetto e da quanto tempo sei malato sappi che Cristo ancora oggi è potente a guarirti se tu lo credi con tutto il cuore, quello che devi fare è credere in Lui come fecero ai giorni di Gesù la donna dal flusso di sangue, il cieco di nome Bartimeo, e tutti gli altri malati che lui guarì, e allora vedrai che "la tua guarigione germoglierà prontamente" (Is. 58:8). Abbi fede, solo abbi fede!

 

Come avviene la guarigione

 

La guarigione di un malato può avvenire o tramite l’imposizione delle mani di un ministro del Vangelo, il quale gli impone le mani nel nome di Gesù dopo avere pregato per lui. Come nel caso di Paolo che dopo avere pregato per il padre di Publio che giaceva malato di febbre e di dissenteria, "gli impose le mani e lo guarì" (Atti 28:8), o come quando il malato chiama gli anziani della Chiesa i quali lo ungono nel nome del Signore e pregano su di lui. O sempre tramite imposizione delle mani nel nome di Gesù ma senza che questa imposizione delle mani sia preceduta o seguita da una particolare preghiera per lui. Chi impone le mani sul malato può semplicemente dirgli: ‘Nel nome di Gesù Cristo sii guarito!’ D’altronde Gesù ha detto: ‘"Nel mio nome … imporranno le mani agli infermi ed essi guariranno" (Mar. 16:18). Per ciò che concerne l’ungere i malati con olio per guarirli, la cosa è biblica infatti gli apostoli "ungevano d’olio molti infermi e li guarivano" (Mar. 6:13).

La guarigione di un malato può avvenire anche senza l’imposizione delle mani e senza l’unzione dell’olio ma solo con il comando di un servo di Dio che ha i doni di guarigioni, come nel caso di Pietro che comandò nel nome di Gesù Cristo allo zoppo di camminare (Atti 3:6), o come nel caso di Paolo che a quell’uomo zoppo dalla nascita che lo stava ascoltando a Listra gli disse: "Levati ritto in piè" (Atti 14:10).

La guarigione però può avvenire anche senza l’imposizione delle mani e senza l’unzione d’olio, e senza la preghiera o il comando di nessun credente, infatti può succedere pure che il malato viene all’improvviso guarito dalla potenza di Dio mentre sta camminando per strada o è seduto su una sedia o è sdraiato su un letto, o pure che al malato appare Gesù Cristo in persona il quale gli impone le mani o gli dice semplicemente: ‘Io ti guarisco’, o qualcosa d'altro, senza imporgli le mani.

Potrebbe pure succedere che la guarigione si ottenga tramite qualche asciugatoio o qualche grembiule che è stato su qualche uomo di Dio con dei doni di guarigioni e di potenza di operare miracoli, esattamente come avvenne a tanti malati in Asia ai giorni di Paolo secondo che è scritto: "E Iddio faceva de’ miracoli straordinari per le mani di Paolo; al punto che si portavano sui malati degli asciugatoi e de’ grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie si partivano da loro, e gli spiriti maligni se ne uscivano" (Atti 19:11-12). Ci tengo a precisare però che Paolo non pregava su quegli asciugatoi e grembiuli, e che non era lui che diceva di mettere i grembiuli e gli asciugatoi sul suo corpo per portarli poi sugli ammalati, dico questo perchè oggi ci sono certi predicatori che fanno tali cose.

E per finire potrebbe pure succedere che qualcuno viene guarito tramite l'ombra di un uomo di Dio che lo adombra, esattamente come avvenne a Gerusalemme ai giorni degli apostoli secondo che è scritto: "E di più in più si aggiungevano al Signore dei credenti, uomini e donne, in gran numero; tanto che portavano perfino gli infermi per le piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, l’ombra sua almeno ne adombrasse qualcuno" (Atti 5:14-15); vorrei però precisare che anche in questo caso non era Pietro che diceva di mettere i malati per le piazze affinché lui li potesse adombrare.

Una cosa comunque va detta, in qualsiasi modo avvenga la guarigione, essa avviene per mezzo della fede del malato, è la sua fede in Cristo infatti che lo guarisce. Che disse Pietro alla folla di Giudei che si era radunata dopo che lui aveva comandato allo zoppo di camminare nel nome di Gesù? Egli disse: "E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti" (Atti 3:16). Ancora oggi quindi al malato guarito si deve dire: ‘La tua fede ti ha guarito!’ Non diceva forse la stessa cosa Gesù agli ammalati che lui guariva? Va di conseguenza, quindi, che in mancanza della fede da parte del malato, la guarigione non può avvenire. Come in mancanza della fede non può esserci salvezza, così in mancanza della fede non può esserci guarigione.

Un'altra cosa infine che vorrei dire è questa, la guarigione va chiesta, va desiderata, e cercata; tuttavia il Signore non ha promesso che essa sarà assicurata in ogni caso al credente, perché ci sono alcuni casi in cui il Signore decide di non guarire per ragioni che solo lui sa. Una di queste può essere perché ha deciso di portare con sé in cielo un credente. In questo caso quindi la malattia porterà il credente alla tomba come nel caso del profeta Eliseo di cui si dice che "cadde malato di quella malattia che lo doveva condurre alla morte" (2 Re 13:14). Non ci si preoccupi comunque di questi casi, si chieda sempre la guarigione e la si cerchi e ci si fermi di chiederla a Dio solo se Dio rivela che ha deciso la morte del credente o quando lo fa morire perchè è giunto il suo tempo.

 

Alcuni avvertimenti

 

Come avviene nel campo delle visioni, dei sogni e delle rivelazioni, che il diavolo, che è bugiardo e padre della menzogna, compie delle mistificazioni per ingannare sia gli increduli che soprattutto i credenti, così avviene nel campo delle guarigioni, dei miracoli e dei segni e dei prodigi. Il diavolo infatti sa perfettamente che le guarigioni, i miracoli, i segni e i prodigi possono essergli utili per portare dei credenti a credere a delle eresie. Ed ecco che allora suscita dei suoi ministri a cui fa compiere queste cose, ma ovviamente queste cose sono bugiarde perchè sono prodotte da lui. La Scrittura parla di questi segni e prodigi e ci mette severamente in guardia da tutti coloro che li compiono, non importa a quale religione appartengono. Ecco cosa disse Gesù: "Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigî da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti" (Matt. 24:24). Come potete vedere ci sono ministri di Satana che compiono dei grandi segni e prodigi con lo scopo di sedurre i credenti. Di questi ce ne sono sempre stati da che Gesù proferì quelle parole. Guardatevi da costoro come vi guardereste da dei serpenti velenosi, sono persone senza scrupoli, che insegnano cose perverse e diaboliche. Sono persone che agiscono assistite dagli spiriti malvagi, sono date infatti allo spiritismo, all'occultismo.

Ma c'è un altra categoria di persone da cui dovete guardarvi, e sono tutti coloro che predicano il Vangelo (non un altro Vangelo, ma il Vangelo della grazia di Dio), e con potenza e con lo Spirito Santo, e compiono miracoli e guarigioni nel nome di Gesù e cacciano pure i demoni nel nome di Gesù, ma hanno una condotta empia che porta disonore al Vangelo e al nome di Dio. La loro vita è piena di disordine e di ogni mala azione, nonostante le loro riunioni sono attese da migliaia di persone, tanti vengono salvati e tanti malati vengono anche veramente guariti mediante la loro fede in Gesù Cristo. Costoro sono quelli a cui un giorno Gesù dirà: "Dipartitevi da me, voi tutti operatori d'iniquità" (Matt. 7:23) e questo perchè hanno rifiutato di santificarsi nel timore di Dio e di camminare umilmente, piamente e santamente come si conviene ai santi. Badate a voi stessi e non lasciatevi ingannare dalle folle, e dalle persone che accettano Cristo nelle loro riunioni o che vengono realmente guarite tramite loro; da essi vi dovete guardare e ritirare perchè è scritto: "Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici" (Rom. 16:17-18). Tu allora dirai: 'Ma allora le guarigioni e i miracoli che un credente compie nel nome di Gesù per lo Spirito Santo, non sono una evidente e incontrovertibile dimostrazione che egli è un santo uomo di Dio?'. No, non è affatto detto che un uomo potente in parole e in opere sia per forza di cose anche santo, giusto e pio. In alcuni casi, ci si trova davanti a degli individui che nella loro vita privata si comportano come bruti senza ragione; vivendo in peccati contro natura, in gozzoviglie, in ebbrezze, nella lussuria e nella lascivia, nella frode e in ogni sorta di ingiustizia. Attenzione dunque, semplici come colombe ma prudenti come i serpenti.

 

Giacinto Butindaro

 

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