Guarito da una deformazione al piede

 

Questa mia testimonianza, messa per iscritto, ha un unico e doveroso scopo, quello d’innalzare e glorificare il nome del Signore per aver operato un grande miracolo, nei primi giorni di febbraio del 1956, su Luigi, il mio secondo figlio. Fin d’allora… mi prefissi di testimoniare di questo miracolo, ovunque mi fossi trovata e dovunque me ne fosse stata data l’opportunità: dentro o fuori di una chiesa, tra amici, parenti e persone estranee… alla gloria di Dio!

Quel che Dio ha operato, su mio figlio, non l’ha fatto in un cantuccio… di nascosto o all’insaputa di tutti; ma ne sono testimoni: l’ostetrica Piccirillo… l’ortopedico dott. Carmine Scapati di Taranto, i miei genitori e tutta la chiesa di Taranto del tempo.

Quando mi nacque questo bambino, aveva il piedino destro deformato. A soli tre giorni di vita fu ingessato fin sotto il ginocchio e, secondo il giudizio dell’ortopedico, doveva essere tenuto così per 20 giorni. Questi interventi d’ingessature… dovevano continuare fino a quando, il bambino, fosse arrivato all’età di dover camminare e, poi, forse con qualche operazione e una scarpa ortopedica avrebbe camminato alquanto bene.

In questa circostanza, com’è naturale, io e mio marito siamo stati tremendamente afflitti! Piangevamo e non potevamo consolarci (…), ma subito dopo essermi ristabilita fisicamente (era passato circa un mese dalla nascita del bambino), ci mettemmo in cuore di pregare seriamente: volevamo che il Signore intervenisse in nostro favore!… Insieme ad altri fratelli della chiesa, molto legati a noi, il Fr. Antonio Dentico, con la sua famiglia, i fratelli Francesco e Giacomo Caldarolo, con le rispettive famiglie, decidemmo di pregare intensamente per la guarigione del bambino; e, ciò… per la durata di tre giorni.

Sin dal primo giorno di preghiera gustammo la benedizione di Dio e sentimmo la certezza dell’avvenuta guarigione, ma, per non incorrere in qualche responsabilità…, non ci azzardammo a togliere il gesso. Dopo alcuni giorni (eravamo nel periodo della seconda ingessatura) come al solito il medico venne per togliere il gesso e fare la terza applicazione. Noi, genitori, eravamo lì presenti davanti a lui, ed aspettavamo con ansia di vedere il piedino normalizzato e quindi guarito completamente!…

Ma, purtroppo, non fu così!… Naturalmente, non rivelammo nulla al medico del nostro segreto intimo: della preghiera e della nostra certezza intorno alla guarigione; ma ci sentimmo molto delusi e scoraggiati, a quella vista! Comunque… dicemmo al medico di non fare la terza ingessatura seduta stante, ma di attendere, gentilmente, una nostra eventuale comunicazione. Quando il medico uscì… ci guardammo per darci coraggio, l’un l’altro, ma cogli occhi pieni di lagrime non potemmo resistere dal piangere!…

In quei giorni che seguirono… di fronte alla realtà, visibile, della mancata guarigione, eravamo imbarazzati e perplessi: non sapevamo proprio come comportarci in merito… Noi ci aspettavamo il miracolo e basta!… E non avendolo ricevuto cademmo come in un pozzo senza via d’uscita! Il medico aspettava la nostra decisione sul da farsi… lui, certo, non capiva la nostra perplessità! Ma noi, per quel poco di fede che ci rimaneva… volevamo vedere, aspettare… riflettere ulteriormente, magari continuare a pregare… e credere nelle promesse di Dio!…

Passò la prima settimana e, non vedendo la guarigione e nessun miglioramento, sentendoci responsabili, naturalmente, di fronte all’opinione di quelli che ci conoscevano sapendo della deformazione, e sentendoci, anche, al quanto colpevoli di noncuranza verso nostro figlio… decidemmo di andare a chiamare il medico, ma non lo trovammo… Usare il telefono ci sembrava poco ufficiale e, così, fissammo l’appuntamento con la signora Scapati per il terzo intervento… Aspettammo tutta la serata, ma il medico non venne.

Tornammo la seconda volta, con più fretta, a chiamare il medico, bisognava fare presto, non c’era tempo da perdere… ma, anche questa volta un ostacolo: il medico era a letto ammalato; bisognava aspettare ancora alcuni giorni… per la guarigione del medico e quindi, poi, procedere all’ingessatura. Ma proprio in quel frattempo (…) avvenne una cosa che, quasi o affatto, non ci aspettavamo più!… naturalmente, per la nostra miseria e mancanza di fede!…

Una di quelle mattine, nel periodo di attesa della guarigione del medico… come al solito mi preparai per fare il bagnetto al bambino. Nello sfasciarlo… e questo lo facevo ogni giorno osservando attentamente e a lungo i piedini del bambino, accompagnandomi con parole di speranza e di preghiera, quella mattina… mi accorsi che c’era qualcosa che non riuscivo a capire: ma… è una mia illusione o non ci vedo bene?… Non credevo ai miei occhi… allora presi i piedini tra le mani, li appoggiai uno vicino all’altro e, con mia sorpresa, vidi che erano perfettamente uguali. Mi stropicciai di nuovo gli occhi per meglio fissare lo sguardo… per me, la malformazione non c’era più!… chiamai mio marito per assicurarmi se, anche lui, vedesse quello che io vedevo. Anche lui prese tra le mani i piedini del bambino, poi ci guardammo meravigliati, quasi increduli, come se ciò che era avvenuto non fosse vero.

Riguardando bene, e a fondo, ci convincemmo che era vero! Anzi… verissimo! …Dio aveva compiuto il miracolo della guarigione completa e perfetta! Piangemmo a lungo, abbracciati l’un l’altro, di gioia indicibile… Poi prendemmo il bambino tra le braccia, lo vezzeggiammo e ci rallegrammo lodando Iddio per il suo grandissimo aiuto e la misericordia verso di noi!

Ricolmi di felicità e gioia incontenibile chiamammo il Dott. Scapati: "Cosa è successo?" disse il medico a mio marito "Dottore, venite a vedere!" gli rispose. Il medico venne… e controllò meticolosamente i piedi del bambino, e di tanto in tanto ci guardava… non sapeva cosa dire… noi lo vedemmo tutto imbarazzato e perplesso e, infine, ci disse: "Se non mi dite voi… qual è il piedino che stiamo curando… io non riesco a individuarlo! E’ il destro o il sinistro?…". Sorridemmo… per meraviglia, ma era la realtà… Solo noi potevamo ricordare quale fosse il piedino, perché per ben due mesi e mezzo circa l’avevamo visto deformato, e più volte al giorno; ed ora era perfettamente guarito! Come lo si poteva dimenticare? E non conoscerlo?

Il medico ci disse che mai aveva visto, nel corso della sua professione, una cosa del genere, e aggiunse: "voi avete ricevuto un autentico miracolo!…". Fu allora che noi gli dicemmo della nostra preghiera innalzata a Dio… Per lui non fu una novità, in quanto gli avevamo già parlato del Signore, quando la prima volta venne in casa nostra per fare la prima ingessatura al bambino: anzi, lui stesso, vedendo i quadri con i versi della Parola di Dio, s’informò a fondo della nostra professione di fede evangelica! Questa fu solo una riconferma, per lui, che noi crediamo in un Dio Vivente!

Passarono circa 9 mesi da quel giorno indimenticabile!… e il bambino iniziò a camminare regolarmente: questa era una riconferma, per noi, che Dio aveva compiuto un miracolo perfetto! Non solo dal punto di vista estetico, come lo vedemmo allora, noi e il medico, ma ancor più nella pratica: le ossa, il movimento della caviglia e la sveltezza nel camminare… tutto era più che normale, perfetto!

Passarono gli anni e tutto procedè normalmente nella vita di Luigi, non vi erano ne’ segni particolari al piede né difetto alcuno in tutto il suo corpo. Al diciottesimo anno d’età, Luigi partì per il servizio militare; noi non dubitavamo più di nulla: era guarito e basta! Non ci servivano più prove, né controprove, anche se il medico ci disse che avrebbe voluto vederlo una volta che avesse iniziato a camminare; ma noi non lo abbiamo mai più portato da nessun medico per un controllo. Il controllo ci fu, appunto, quando iniziò a camminare e, poi, nel periodo dei venti mesi di militare.

Nel presentarsi al distretto militare fu arruolato nel battaglione S. Marco e lo appoggiarono a Brindisi per il C.A.R. Naturalmente, nelle esercitazioni, se vi fosse stato qualche difetto lo avrebbero scorto e lui scartato: anzi, Luigi avrebbe voluto non far parte di quel corpo speciale, truppe d’assalto, come sommozzatore, per motivi di coscienza; ma i superiori respinsero ogni richiesta e domande, giudicando che avesse un perfetto fisico di atleta, capacissimo anche di salti mortali, gettandosi da un elicottero in corsa e poi risalendovi.

A prescindere da questa ulteriore prova della sua sana costituzione fisica (avendo, anche, un brevetto della marina militare italiana), io ho sempre lodato il Signore fin d’allora… (febbraio 1956), da quel giorno… della guarigione di mio figlio! E continuerò a farlo finchè vivrò!… Racconterò del mio Signore che è fedele e verace nelle sue promesse! Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo! (Matt. 11:28)

Oggi Luigi è sposato ed ha tre bambini: si trova in America del Nord, a Chicago, ed è pastore di una chiesa in quella città, quindi… non posso vederlo spesso, ma ogni volta che rivedo la sua fotografia o penso a lui do gloria al mio Signore! Mi sono chiesta molte volte:… perché il Signore non ce lo fece vedere guarito quella sera, quando aspettavamo con ansia, nel preciso momento che gli fu tolto il gesso?… Dopo qualche tempo… perché desideravo dal Signore anche questa chiarificazione, Egli mi parlò nell’animo, e mi fece capire che Lui… ha voluto compiere il miracolo… lontano e fuori da ogni intervento umano: affinchè non ci fossero sospetti, da parte mia e di altri, che in qualche maniera… quelle ingessature avessero contribuito a risolvere questo caso così difficile di deformazione.

A Dio solo sia, dunque, ogni lode e gloria!

Vostra in Cristo Gesù!

Maria Ciavalella Zucchi

 

Tratto da: Zucchi Sergio, Espansione Pentecostale, Taranto 1994, pag. 384-387

 

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