Una guarigione determinante

 

Convertito a Parigi nel 1925

 

Ove Falg è nato a Copenaghen il 24 novembre 1900 [n.d.t. il 24 novembre 2000 questo fratello era ancora vivo], ed è stato allevato nella Chiesa Luterana in Danimarca. Senza essere un ateo, era abbastanza indifferente quanto alle questioni religiose. La sua posizione confessionale era quella di un protestante tradizionalista, niente di più.

… nel 1925 egli incontrò nel focolare franco-scandinavo a Parigi, un gruppo di giovani Cristiani inglesi, dei candidati destinati a un’opera missionaria in Francia e appartenenti ad un ramo del Movimento Pentecostale, e tra di loro, il futuro evangelista gallese M. Thomas Roberts. L’incontro ebbe come risultato un profondo sconvolgimento nell’anima di questo giovane danese che sperimentò una conversione reale.

 

Studente sotto la direzione di G. Jeffreys a Londra

 

Quella conversione doveva anche dare un’orientamento interamente nuovo alla sua vita. Dopo avere ricevuto da un pastore danese il battesimo scritturale (immersione dopo la conversione) nella Chiesa chiamata ‘Il Tabernacolo’ a Parigi, egli sentì in lui una potente chiamata di Dio a lavorare in Francia.

Questa chiamata si doveva realizzare dopo un anno di studio biblico passato all’Elim Bible College a Londra, sotto la direzione di Georges Jeffreys.

 

Chiamato all’opera missionaria in Francia

 

Durante una riunione missionaria al college, una missionaria inglese, venuta direttamente dalla Francia, parlò ai giovani studenti dell’urgente bisogno di giovani operai per la mietitura di anime in Francia; ella si fece interprete dei coniugi Scott che avevano appena cominciato una magnifica opera d’evangelizzazione nella città di Havre; nell’anno 1930, data dell’inizio del risveglio Pentecostale in Francia.

La sorella inglese in questione si rivolse al suo uditorio di gente giovane, un patetico appello di aiuto: i coniugi Scott domandavano a dei giovani fratelli, battezzati con lo Spirito Santo e zelanti per la salvezza delle anime di unirsi a loro al più presto per aiutarli in questa missione in Francia.

Pallido dall’emozione e afferrato da una profonda convinzione, egli disse a se stesso: ‘Questo appello ti riguarda’.

Qualche settimana più tardi, egli fu ricevuto a braccia aperte dalla signorina Biolley e gli amici Scott nel celebre ‘Ruban Bleu’ [Nastro Blu], piazza dell’Arsenal ad Havre.

 

Un miracolo determinante

 

Dopo la sua conversione a Parigi e prima del suo ministero ad Havre, con i coniugi Scott, egli aveva passato qualche anno in Scandinavia. In una fattoria dello Jutland, egli ricevette il battesimo con lo Spirito Santo e parlò diverse lingue sconosciute. Ancora abbastanza scettico quanto alla possibilità di vedere dei miracoli di guarigione ai nostri giorni (ah! la tenace tradizione protestante), Dio nella sua Immensa grazia gli permise di conoscere uno dei più straordinari miracoli che lui ha voluto proprio riferirci.

Io credo che questa esperienza mi fu accordata affinché io non potessi mai più dubitare della potenza divina capace di operare i miracoli più sbalorditivi. Il caso vale la pena di essere raccontato per permetterci di affermare questa verità e di attaccarci ad essa con una fede ferma e incrollabile. Io lo riassumo brevemente:

Nel 1926 io mi trovavo nella città di K.. in Danimarca. In quell’epoca era in corso una opera di evangelizzazione e un fratello, abbastanza rozzo e con un linguaggio che non era quello che di più accademico ci fosse, fu lo strumento di cui Dio si servì in quell’opera particolare, e questo fatto ci porta direttamente verso il testo nella prima epistola di Paolo ai Corinzi, capitolo 1, i versi che vanno da 26 a 29. Noi eravamo in estate e le riunioni all’aria aperta erano al culmine. Un giorno, il nostro fratello fu chiamato a visitare un focolare in cui la moglie di un povero calzolaio stava morendo di un cancro generalizzato. Ella era stata operata e il chirurgo aveva tolto degli organi, cosa che rendeva il seno materno sterile per sempre.

Ora, la malattia guadagnava gli altri organi e la povera donna adesso era dichiarata incurabile. Il medico di famiglia che era un protestante praticante aveva prevenuto la malata con precauzione che ella non aveva più molto tempo da vivere; e fu allora che ella sentì dalla finestra aperta, una bella giornata d’estate, la voce penetrante del nostro evangelista. Quel giorno, egli doveva sottolineare con più forza la verità concernente la guarigione delle nostre malattie che Dio può compiere se noi vogliamo credere: ‘La fede viene dall’udire, e l’udire viene dalla Parola di Cristo" (Rom. 10,17).

E questo è quello che si produsse quel giorno. Malgrado la reticenza e le obbiezioni di suo marito, anche lui protestante luterano e molto ostile al Movimento Pentecostale, egli cedette alle insistenze di sua moglie che gli domandò di far venire l’evangelista in questione affinché pregasse per lei. Egli venne e dopo la preghiera ardente fatta con una fede assicurata, egli lasciò la famiglia con una gentile parola di incoraggiamento. Apparentemente dopo quella preghiera non si manifestò nulla, ma la sera, verso mezzanotte, la moglie che dormiva sola nella sua camera ebbe una visione del Signore Gesù che stava in piedi vicino al suo letto. Tutta la stanza era illuminata da una dolce e meravigliosa luce, la persona di Gesù era di una bellezza ineffabile e radiosa, senza essere accecante, le sue due mani che avevano i segni dei chiodi della Croce erano stese verso di lei. Con una voce tenera e allo stesso tempo con grande autorità, egli le disse: ‘Figlia mia, io sono venuto per esaudire la preghiera del mio servitore! Tu sei guarita’. In quello stesso istante un dolce calore attraversò tutto il suo corpo malato e una sensazione strana, come di uno sconvolgimento nelle sue viscere, seguita da una piacevole calma e un perfetto benessere, si manifestò in lei. Dopo di ciò Gesù scomparve ed ella si addormentò profondamente. L’indomani mattina, ella si svegliò all’ora abituale, come quando ella aveva ancora la sua salute. Ella si alzò per preparare la colazione per suo marito e i suoi quattro bambini. Il primo momento di sorpresa passò, una gioia immensa riempì il cuore di tutti nel modesto focolare del calzolaio, quando fu compresa la realtà di questo grande miracolo. Fu chiamato il medico curante, egli credeva che lo avevano chiamato per scrivere il certificato di morte ma egli aveva le lacrime agli occhi quando anche lui constatò che si era appena verificato uno straordinario miracolo. Il chirurgo che aveva fatto l’operazione rimase stupefatto. Egli non era propriamente un ateo, ma si contentava di avere una concezione deista dell’universo. Tuttavia, dopo avere esaminato molto minuziosamente la donna che lui stesso aveva operato, egli disse con una voce tremante e lo sguardo lungamente fissato sulla felice coppia e i loro bambini: ‘Dio mi obbliga a credere ai miracoli’.

Per completare questo racconto, permettetemi di aggiungere che l’anno dopo nel focolare venne al mondo un quarto figlio maschio, e l’anno successivo una bambina, portando il numero dei bambini di quel focolare a sei, e donando così la prova assoluta dell’autenticità di quel miracolo.

Per ciò che mi riguarda, io non posso lodare abbastanza Dio per essere stato il testimone oculare di un tale fatto glorioso in una delle nostre assemblee cristiane Pentecostali. Questa esperienza all’inizio della mia vita cristiana mi ha per sempre messo al riparo da qualsiasi dubbio sul miracoloso nel vangelo e mi ha donato un potente argomento contro coloro che nella loro ignoranza e la loro inesperienza contestano la verità scritturale della guarigione divina. Gloria al Santo Nome di Gesù Cristo!

Là dove Dio manifesta la sua potenza in maniera così meravigliosa si può con ragione attendersi che un grande numero di anime si convertano a Gesù Cristo, e quella piccola città jutlandese in effetti conobbe in seguito un risveglio spirituale che toccò tutti gli ambienti religiosi della città.

A me sembra, per ciò che concerne il Movimento Pentecostale in Francia che l’appello del maestro si deve fare sentire nei nostri cuori rotti e umiliati: ‘Ritorna, popolo mio, a quello che era al principio! Ritrovate il vostro primo amore e fate di nuovo le opere dell’inizio!’

 

Vie & Lumière Ottobre-Novembre-Dicembre 1966 -– n° 29

 

Tratto da: Eglise Evangelique de Dieppe

 

Indice