Liberato dai teppisti

 

‘Nei territori missionari ho udito narrare molti episodi di esperienze fatte con gli angeli custodi. Ma prima di tutto un episodio accaduto in Germania. Ero giovane vicario ad Hornberg, nella Foresta Nera. Fu la chiesa del mio primo amore. Ma l’intera regione della Foresta Nera esercitò su di me il suo fascino. Posso dire che fu in questo periodo che io diventai un entusiasta della natura. Le 146 fattorie della Foresta Nera, affidate alle mie cure pastorali, non costituivano per me un pesante dovere, ma piuttosto offrivano un ristoro al mio spirito. Tuttora io provo riconoscenza per il vescovo Kuhlewein, che mi assegnò questo posto meraviglioso, onde aiutassi suo figlio che ne era il pastore. Percorrendo un lungo sentiero fra i boschi, in questa parrocchia molto estesa, passavo spesso vicino alle rocce Huber. Queste rocce hanno la loro storia. Una sera alcuni giovinastri armati di bastoni, volevano tendere un agguato al predicatore Blum, pastore di una comunità evangelica libera. Essi avevano scelto le rocce Huber per il loro assalto. Il pastore Blum passò davanti ai giovinastri e li salutò. Nessuno rispose. Non si mossero neppure. Al ritorno, dopo la riunione serale, i giovani teppisti stavano sempre là con i loro bastoni. La stessa scena di prima. Il pastore Blum disse: ‘Per voi è ora di ritornare a casa’.

Tre mesi dopo il pastore Blum fu chiamato a recarsi nel Prechtal al capezzale di un giovane. Il moribondo gli confessò che egli, insieme ai suoi compagni, aveva intenzione di bastonarlo presso le rocce Huber. Essi però avevano visto una bianca figura che camminava a fianco del predicatore, e s’erano sentiti completamente paralizzati. Così avevano rimandato l’agguato al momento in cui lui sarebbe ritornato dalla sala di culto. Ma anche questa volta la stessa scena. Una bianca figura gli teneva la mano sul capo, ed essi s’erano sentiti di nuovo immobilizzati’.

 

Tratto da: Kurth E. Koch, Dio tra gli Zulù, Azzate (Varese) 1991, pag. 191

 

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