‘Sotto le bombe ho scoperto il Dio dei miracoli’

 

Quando soffriamo, riusciamo a comprendere meglio la sofferenza degli altri. Determinate prove le possiamo capire solo se le abbiamo vissute sulla nostra pelle; solo se le abbiamo sperimentate riusciamo ad aiutare gli altri a sopportarle e ad uscirne’.

Il nostro quartiere, uno dei ‘punti caldi’ della guerra, da cinque mesi era il bersaglio di un bombardamento senza precedenti. Sull’edificio in cui abitavamo erano cadute molte granate, che una sera avevano causato grandi incendi. In mezzo a tutto quel fumo che si era propagato era estremamente arduo vedere e respirare!

Per la prima volta fummo costretti a lasciare il nostro appartamento per ripararci nei sotterranei, dove abbiamo vissuto per settimane nelle tenebre, in mezzo all’umidità e ad odori soffocanti, in compagnia di un esercito di topi e di insetti. Fra il giorno e la notte non c’era più differenza.

La cosa più difficile con cui convivere, oltre all’assenza di luce, era la difficoltà di reperire acqua e cibo; tutti ne hanno sofferto. Ma Colui che ha provveduto per il suo popolo la manna dal cielo era presente in mezzo a noi e, nonostante le difficili condizioni, non ci è mai mancato nulla: il cibo e l’acqua ci venivano forniti quotidianamente.

Una sera, siamo stati colti all’improvviso da una pioggia di bombe molto potenti; eravamo una ventina, tutti piangevano e gridavano ‘Aiuto!’. In quel momento, mi è tornato in mente un versetto del libro del profeta Isaia, che mi ha rassicurata e incoraggiata: "Non temere perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio" (Isaia 43:1-3).

Dopo alcuni istanti – che mi sono sembrati ore – alcuni hanno iniziato a gridare ‘Gesù, aiutaci!’, ‘Signore, intervieni!’

Tutt’a un tratto, il bombardamento è cessato ed è iniziato a piovere. Sul posto è subito arrivata una pattuglia con delle cisterne d’acqua e, nel giro di un quarto d’ora, ha spento il fuoco, ripetendo continuamente: ‘Avete avuto fortuna! Guardate gli altri edifici: sono completamente in fiamme ed è impossibile spegnere quegli incendi altrettanto velocemente’.

Non dimenticherò mai le emozioni e la meraviglia che ho provato in quei momenti. Quella sera ho capito quanto la fede sia un privilegio! Era sufficiente gettare un rapido sguardo alle macerie intorno a noi per renderci conto di quanto la mano protettrice del Signore fosse potente. Mentre lasciavamo il nostro appartamento avevo detto: ‘Signore, ti affido tutto ciò che possiedo, anima, corpo e beni. Non porto nulla con me ….’. Nel quartiere, nessuna strada, nessun edificio era stato risparmiato. Non avrei mai immaginato di trovare il nostro appartamento intatto.

Mentre aprivo la porta, le mie mani tremavano, ma un’eco risuonava in me: ‘Dov’è la tua fede?’ Nulla era stato danneggiato, nulla era fuori posto; neppure una scheggia aveva toccato qualche oggetto!

Fino a quel momento conoscevo Dio come l’Iddio della grazia; ma ora avevo scoperto il Dio dei miracoli! Che il Suo nome sia glorificato!

 

[Ghada, Beyrout]

 

Tratto da: Diffondere la Bibbia, Anno IX, numero 2, Novembre 2000, pag. 4

 

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