Canberra

 

Questa testimonianza ci è stata raccontata dai diretti interessati, cioè da Virgil e Marcel Tintisan che adesso vivono in Australia, che abbiamo conosciuto personalmente nel 1990 qui a Roma e con cui abbiamo passato tantissimo tempo assieme in comunione fraterna.

Dopo avere sbrigato le varie pratiche all’ambasciata australiana in vista del loro espatrio in Australia, e avere ricevuto risposta affermativa da parte dello Stato Australiano, Virgil e Marcel Tintisan si misero a pregare Dio (accompagnando talune volte la preghiera con il digiuno) affinché rivelasse loro dove Lui voleva che essi andavano in Australia. Una volta che avrebbero saputo dove andare avrebbero fatto il biglietto. Ricordo quei giorni molto bene, perché quando ci incontravamo li incoraggiavamo ad avere fede in Dio e a pazientare perché di certo il Signore avrebbe dato loro una risposta. I giorni passavano e si avvicinava la data oltre la quale non avrebbero più potuto partire.

Poco tempo prima che giungesse quel giorno, erano in preghiera nella loro cameretta, quando Virgil (il maggiore dei due) ebbe la seguente visione. Egli vide davanti a lui, al suo fianco nella visione c’era suo fratello, un uomo vestito di bianco con un rotolo di pergamena in uno dei suoi bracci. Su questo rotolo c’era scritto con caratteri chiari: ‘Mergez in Canberra’ (Andate a Canberra). La loro gioia fu grande, come anche la nostra. Ancora una volta Dio aveva mandato ad effetto la sua preziosa promessa: "Invocami, e io ti risponderò, e t’annunzierò cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci" (Geremia 33:3).

 

Giacinto Butindaro

 

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