Il cielo aperto

 

Nella Sacra Scrittura ci sono dei riferimenti ai cieli aperti che furono visti da alcuni uomini di Dio. Ecco alcuni passi della Scrittura che fanno riferimento a uomini che hanno visto i cieli aperti.

Ezechiele dice: "Or avvenne l’anno trentesimo, il quinto giorno del quarto mese, che, essendo presso al fiume Kebar, fra quelli ch’erano stati menati in cattività, i cieli s’aprirono, e io ebbi delle visioni divine. Il quinto giorno del mese (era il quinto anno della cattività del re Joiakin)" (Ezechiele 1:1-2); Stefano pochissimo tempo prima di essere lapidato disse: "Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio" (Atti 7:56); e Giovanni dice: "Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia" (Apocalisse 19:11).

Ora, voglio raccontarvi come Dio mi ha permesso di vedere il cielo aprirsi. Stavo facendo il servizio militare in una caserma a Orvieto. Quella sera ero andato a letto piuttosto triste. La notte durante il sonno, mentre mi trovavo in un luogo, all’improvviso il cielo che era dinnanzi a me si aprì. Per spiegarvi questo con dei termini di paragone che potete comprendere, vi dirò che fu come se davanti a me fosse scoppiata una bomba che aveva squarciato il cielo permettendomi di vedere al di là di questo cielo. Quando il cielo si aprì, fu come se davanti a me si fosse squarciata una tenda invisibile oltre la quale si poteva vedere un altro cielo.

Che cosa vidi? Innanzi tutto vidi una distesa azzurra immensa, senza fine, e in mezzo a questa distesa vidi qua e là delle nuvole di un bianco candido, meraviglioso. Ma non riuscii a fissare questa distesa per molto, ma solo per pochi attimi, perché lo splendore e la potenza che emanava questo cielo mi costrinsero ad abbassare gli occhi e la testa. Ricordo che nel sogno non riuscii più neppure a parlare correttamente tanto quella vista mi aveva colpito facendomi perdere vigore fisico. Riuscii a sussurrare con le labbra socchiuse: ‘Gloria a Dio!’ Fu un apparizione della gloria di Dio, posso descrivere questa distesa con delle parole bibliche, precisamente queste del profeta Ezechiele: "… c’era come una distesa di cielo, di colore simile a cristallo d’ammirabile splendore, e s’espandeva su in alto, …" (Ezechiele 1:22).

All’improvviso, mi svegliai; ricordo che quando mi svegliai mi si rizzarono tutti i peli del mio corpo dallo spavento. Nello stesso tempo però fui anche molto contento.

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

 

Indice