Capitolo 6

La venuta del Signore, Armaghedon, il millennio e la prova finale, la sorte dei malvagi alla resurrezione, i nuovi cieli e la nuova terra

 

LA VENUTA DEL SIGNORE

La dottrina dei Testimoni di Geova

Secondo i Testimoni di Geova Gesù Cristo è tornato in maniera invisibile nel 1914, ed è entrato nel santuario celeste quattro anni dopo, nel 1918. Da quell’anno cioè dal 1914 sono iniziati gli ultimi giorni che culmineranno nella battaglia di Armaghedon e la fine di questo sistema di cose, dopodiché inizierà il millennio. Ma come fanno essi ad affermare che Cristo è tornato in maniera invisibile proprio nel 1914? E che da quell’anno, nello spazio di una generazione ci sarà la fine di questo sistema di cose e l’inizio del millennio? Vediamolo brevemente. Essi iniziano col dire che Gesù dopo avere detto: "Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de’ Gentili siano compiuti" (Luca 21:24), disse pure: "E allora vedranno il Figliuol dell’uomo venir sopra le nuvole con potenza e gran gloria" (Luca 21:27); il che significa che la fine dei tempi dei Gentili doveva essere seguita dalla inaspettata rivelazione di Gesù Cristo. A questo punto fanno i seguenti calcoli aritmetici usandosi di alcuni numeri e date per fare capire che i tempi dei Gentili sono terminati nel 1914. Gerusalemme cominciò ad essere calpestata nel 607 perché in quell’anno la città fu distrutta dai Babilonesi ed il suo monarca esiliato. Da quella data dovevano passare sette tempi o sette anni che in giorni ammontano a 2.520 (diventano 2520 perché ad essi la Torre di Guardia applica le parole che Dio disse ad Ezechiele "un giorno per ogni anno" [Ez. 4:6]), prima che Cristo, il discendente di Davide erede al trono, ricevesse ‘l’autorità regale sul mondo del genere umano’, ma ‘non come re su un trono terrestre nella città di Gerusalemme, ma come re celeste’ (La Torre di Guardia, 15 maggio 1975, pag. 293) perché Gerusalemme rappresenta la sovranità di Dio. Ma da dove prendono questi sette tempi? Dal sogno che ebbe Nebucadnetsar mentre regnava su Babilonia, nel quale Dio gli mostrò che gli avrebbe tolto il regno per sette tempi finché egli non avrebbe riconosciuto che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole. Dopo avere ciò detto ecco la conclusione a cui giungono i Testimoni di Geova: ‘Dall’ottobre del 607 a. E.V, all’ottobre dell’anno 1 a. E.V vi sono 606 anni interi; dall’ottobre dell’anno 1 a. E.V all’ottobre dell’anno 1 E.V c’è un anno; e dall’ottobre dell’anno 1. E.V all’ottobre del 1914 E.V ci sono 1913 anni. Sommando queste cifre (606 + 1 + 1913), abbiamo 2520 anni. I ‘sette tempi’ finirono dunque nell’ottobre del 1914 E.V, e fu allora che, benché invisibile agli occhi umani, Gesù Cristo ricevette il dominio sul mondo del genere umano’ (op. cit., pag. 293) [1]. Per sostenere poi che Gesù doveva ritornare in maniera invisibile la Torre di Guardia afferma che lo stesso Gesù dichiarò che quando sarebbe tornato nessuno l’avrebbe visto perché egli disse: "Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più..." (Giov. 14:19). D’altronde - essi dicono - Gesù non risuscitò forse come spirito? Per questo nessuno lo poteva vedere. Ma la Torre di Guardia spiega pure come si fa a riconoscere che la ‘presenza’ di Cristo ebbe inizio nel 1914, e lo fa in questi termini: ‘In un’occasione in cui Gesù era solo con quattro suoi seguaci, questi gli chiesero: Quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose? Gesù non diede loro una data. Descrisse invece una serie di avvenimenti e tendenze mondiali che avrebbero permesso ai suoi seguaci di sapere che la sua ‘presenza’ spirituale era cominciata. La sua profezia dice: Sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro’. Poi aggiunse: Tutte queste cose sono il principio dei dolori d’afflizione (...) La sua profezia è stata senz’altro adempiuta dalle guerre mondiali che sono scoppiate a partire dal 1914...’ (La Torre di Guardia, 1 ottobre 1984, pag. 5). La ragione per cui tutti questi avvenimenti funesti hanno cominciato a verificarsi dal 1914 in poi è perché in quell’anno in cielo ci fu una battaglia ancora più grande nella quale Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone, e il dragone e i suoi angeli furono sconfitti; e dato che il dragone fu scagliato sulla terra (citano a tale proposito Apocalisse 12:7-9), infuriato, sapendo di non avere che breve tempo, allora egli cominciò a turbare il genere umano con tutte quelle sciagure. Ma tutta questa era di confusione e di violenza, iniziata nel 1914 a motivo della discesa di Satana sulla terra, ha da durare poco per la Torre di Guardia; esattamente una generazione, perché Gesù ha detto: "Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute" (Matt. 24:34). Dopo di che inizierà il Millennio preceduto dalla battaglia di Armaghedon. A riguardo di questa generazione non ci viene detto però esattamente di quanti anni sia la durata; comunque sia, il Millennio è alle porte, imminente per la Torre di Guardia. A questo punto per rendere completa l’esposizione della dottrina sulla seconda presenza di Cristo adempiutasi nel 1914, occorre spiegare che cosa i Testimoni di Geova intendono per Regno di Dio perché il ‘ritorno invisibile’ di Cristo è strettamente collegato alla loro dottrina sul regno di Dio. Vediamo dunque che cosa essi insegnano sul regno di Dio, cioè in che cosa esso consiste e quando fu instaurato da Cristo. Nel loro libro Make sure of all things (Accertatevi di ogni cosa) si legge: ‘Il Regno di Dio è un supremo governo teocratico dotato di pieni poteri (Sovereign - empowered theocratic government) sotto un amministrazione di Re divinamente designati. Jehovah stesso è il grande Re Eterno (...) Egli si è associato come co-reggente il suo Figlio Cristo Gesù. Dio ha proposto il Regno come la capitale o la parte governante della sua organizzazione universale. Esso è composto dal Re Cristo Gesù e 144.000 associati re presi di mezzo agli uomini. Esso è interamente celeste, non avendo nessuna parte terrena. Tutti i suoi membri devono essere risuscitati e ricevere corpi di spirito’ (Make Sure of All Things, 1953 (edizione riveduta nel 1957), pag. 226). Come potete vedere il Regno di Dio per i Testimoni di Geova è un Regno tramite il quale Dio con Cristo e i 144.000 governa l’organizzazione della Torre di Guardia. Solo 144.000 persone quindi formano questo regno; e prima di entrarne a fare parte devono morire, ed essere ‘risuscitati’. In altre parole, persino il residuo dei 144.000 non apparterranno al Regno di Dio se non dopo essere morti e ‘risuscitati’. Questo Regno, secondo i Testimoni di Geova, fu predetto da Dio al serpente quando gli disse: "Questa progenie ti schiaccerà il capo" (Gen. 3:15)! E questo regno promesso nel giardino d’Eden sotto l’Antico Testamento, fu prefigurato per mezzo del Regno d’Israele. Quando apparve Cristo, il Regno, secondo loro, non fu stabilito, perché Gesù dicendo: "Il regno di Dio è vicino" (Mar. 1:15) volle dire solo che il re di questo regno era presente in mezzo ad essi. Ma allora quando fu stabilito questo regno? Forse quando Gesù ascese al cielo? Neppure, perché la sua ascensione fu solo l’inizio di un periodo di attesa in vista dello stabilimento del Regno di Dio: ‘Geova il Re dell’eternità ci fa sapere che per un tempo, dopo che il suo Re o Giudice consacrato, Cristo Gesù, fu asceso in cielo, sarebbe rimasto inattivo in rapporto allo stabilimento del Regno; ma quando il momento determinato da Geova sarebbe giunto, gli avrebbe commesso l’ordine di avanzare e signoreggiare’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 282). E questo momento giunse - secondo loro - nel 1914 infatti essi affermano che ‘Cristo Gesù fu insediato sul trono quale Re di Geova nell’autunno del 1914’ (op. cit., pag. 283). Quindi, per i Testimoni di Geova, Cristo avrebbe cominciato a regnare solo nel 1914. Ma che avvenne in quell’anno? I Testimoni di Geova dicono che Cristo è tornato ma in effetti è anche improprio parlare di ritorno di Cristo perché in effetti più che di un ritorno si è trattato di una specie di elevazione che avrebbe ricevuto Cristo da Dio essendo stato posto a governare la sua organizzazione universale. E’ poi è necessario dire che per la Torre di Guardia il regno di Cristo un giorno avrà termine . Quando? Alla fine del millennio: ‘Anche l’apostolo Paolo descrive il dominio di Cristo durante la sua presenza. Dopo aver risuscitato i suoi seguaci, Cristo si accinge a ridurre ‘a nulla ogni governo e ogni autorità e potenza (logicamente ogni governo, autorità e potenza che si oppone alla sovrana volontà di Dio). Quindi, alla fine del Regno millenario, consegna ‘il regno al suo Dio e Padre’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. II, pag. 735). Come abbiamo detto prima, assieme a Cristo hanno cominciato a regnare sull’organizzazione universale anche i 144.000, o meglio quelli dei 144.000 che erano morti. Ma questi hanno cominciato a regnare in cielo solo alcuni anni dopo il 1914, precisamente nel 1918, poco tempo dopo che Cristo ebbe purificato il suo tempio spirituale nella primavera di quell’anno, tempio che viene detto essere l’organizzazione terrena dei Testimoni di Geova: ‘Nella primavera del 1918, egli venne nel tempio come Messaggero di Geova e diede principio al giudizio, prima della ‘casa di Dio’ e poi delle nazioni di questo mondo’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 283) [2]. Ma come poterono cominciare a regnare con Cristo in cielo? Risuscitando con una risurrezione simile a quella di Cristo (tenete presente che per i Testimoni di Geova Cristo non risuscitò con il suo corpo ma con un corpo spirituale e invisibile) ed andando in cielo. A partire da quell’anno ogni qual volta è morto uno di questi 144.000 esso è risuscitato in maniera invisibile ed è andato in cielo a raggiungere i precedenti. Naturalmente questa ‘risurrezione’ la sperimenteranno anche i prossimi membri dei 144.000 quando moriranno.

Confutazione

Il Signore Gesù deve ancora tornare ed il suo ritorno sarà visibile

Innanzi tutto va detto che la data della distruzione di Gerusalemme non è il 607 a. C ma il 586 a. C; poi è del tutto errato dare ai sette tempi presenti nel sogno che ebbe Nebucadnetsar l’interpretazione che abbiamo sopra visto, vale a dire che i sette tempi indicano la durata del tempo che sarebbe passato dalla distruzione di Gerusalemme al ristabilimento del regno celeste per opera di Dio, e questo perché quei sette tempi si riferivano esclusivamente al re Nebucadnetsar. Difatti, dopo che Dio gli tolse il regno passarono sette tempi ossia sette anni prima che egli fosse ristabilito nel suo regno; questo lo dice lo stesso Nebucadnetsar in questi termini: "Alla fine di quei giorni, io, Nebucadnetsar, alzai gli occhi al cielo, la ragione mi tornò... la gloria del mio regno, la mia maestà, il mio splendore mi furono restituiti" (Dan. 4:34,36). Si adempì così quello che gli aveva detto Daniele quando aveva dato l’interpretazione del sogno: "E’ un decreto dell’Altissimo, che sarà eseguito sul re mio signore" (Dan. 4:24).

E poi è anche errato affermare che quei sette tempi indicano 2520 anni in base alle parole di Ezechiele perché se si legge attentamente quello che disse Dio ad Ezechiele si vedrà che Egli gli impose, prima di sdraiarsi sul suo lato sinistro per trecentonovanta giorni per portare così l’iniquità della casa d’Israele e poi gli impose di sdraiarsi sul suo lato destro per quaranta giorni per portare l’iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni, e ciò perché Dio aveva deciso di imporgli un giorno per ogni anno di iniquità sia della casa d’Israele che della casa di Giuda secondo che gli aveva detto: "Io ti conterò gli anni della loro iniquità in un numero pari a quello di que’ giorni..." (Ez. 4:5). E poi, proseguiamo, in base a che cosa la Torre di Guardia dice che l’albero rappresenta la sovranità di Dio a livello mondiale che è a sua volta rappresentata da Gerusalemme? Ma non è forse abbastanza chiara l’interpretazione che ne diede Daniele a Nebucadnetsar: "L’albero che il re ha visto, ch’era divenuto grande e forte, la cui vetta giungeva al cielo e che si vedeva da tutti i punti della terra, l’albero dal fogliame bello, dal frutto abbondante e in cui era nutrimento per tutti, sotto il quale si riparavano le bestie dei campi e fra i cui rami dimoravano gli uccelli del cielo, sei tu, o re; tu, che sei divenuto grande e forte, la cui grandezza s’è accresciuta e giunge fino al cielo, e il cui dominio s’estende fino alle estremità della terra" (Dan. 4:20-22)? Ma che vanno dunque cianciando costoro?

Veniamo ora alla venuta di Cristo, o meglio, come la chiama la Torre di Guardia ‘la sua presenza’ che secondo loro si è adempiuta nel 1914. Quello che essi dicono a riguardo della venuta di Cristo è falso, perché Cristo fino ad oggi ha regnato alla destra del Padre assiso sul suo trono, e non é ancora tornato. Noi aspettiamo ancora la sua gloriosa apparizione. Le seguenti Scritture affermano in che maniera Gesù tornerà dal cielo.

Ÿ Nella stessa maniera in cui egli se n’è andato in cielo. E’ scritto nel libro degli Atti degli apostoli: "E dette queste cose, mentr’essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo tolse d’innanzi agli occhi loro. E come essi aveano gli occhi fissi in cielo, mentr’egli se ne andava, ecco che due uomini in vesti bianche si presentarono loro e dissero: Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo" (Atti 1:9-11). Quindi come Gesù fu visto andare in cielo da coloro che furono presenti alla sua ascensione, così, al suo ritorno, sarà visto tornare dal cielo, ma questa volta non sarà visto solo da un piccolo numero di persone come alla sua ascensione ma da tutti, secondo che è scritto: "Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà: lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen" (Ap. 1:7) [3].

Ÿ Con gloria e con potenza. In Matteo a riguardo del ritorno di Cristo é scritto: "E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro de’ cieli" (Matt. 24:30-31).

Come abbiamo visto prima, i Testimoni di Geova per sostenere questa dottrina secondo la quale quando Gesù sarebbe tornato non lo avrebbero visto i mortali (difatti essi dicono che nessuno ha visto Gesù quando è tornato nel 1914!) si appoggiano sull’altra loro dottrina citata prima, che Gesù non è risuscitato come uomo ma come essere spirituale e di conseguenza alla sua venuta nessuno lo ha veduto, e poi sulle seguenti parole di Gesù: "Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più" (Giov. 14:19). Abbiamo già confutato quello che essi dicono a riguardo della risurrezione di Gesù, vediamo quindi adesso di spiegare le suddette parole di Gesù al fine di dimostrare per l’ennesima volta come i Testimoni di Geova intendono e interpretano malamente le Scritture. Ora, per intendere correttamente cosa Gesù ha voluto dire ai suoi discepoli bisogna ricordarsi la circostanza in cui egli disse loro queste parole ed anche le parole che vengono subito dopo che sono: "Ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete" (Giov. 14:19). Gesù stava per essere arrestato e portato via per essere flagellato e poi crocifisso; egli sapeva che dopo morto il mondo non lo avrebbe più visto perché egli non si sarebbe presentato vivente agli increduli ma ai credenti e difatti leggendo le apparizioni di Gesù nel tempo che intercorse tra la sua risurrezione e la sua ascensione ci si accorge che egli apparve ai suoi discepoli che aveva scelto e alle donne che avevano creduto in lui, e non alla gente del mondo. Per questo egli disse che di lì a poco il mondo non lo avrebbe più visto. Vorrei che notaste che Gesù disse anche ai suoi discepoli che essi non lo avrebbero più visto di lì a poco infatti più avanti egli disse loro: "Fra poco non mi vedrete più" (Giov. 16:16); e questo perché sapeva che anche i suoi discepoli non lo avrebbero più visto vivente quando sarebbe morto. Ma mentre Egli disse che il mondo non lo avrebbe più visto, disse pure che i suoi discepoli lo avrebbero visto di lì a poco infatti prima disse loro: "Ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete" (Giov. 14:19), e poi anche: "E fra un altro poco, mi vedrete, perché me ne vo al Padre" (Giov. 16:16). I discepoli di Gesù quando sentirono dire al Maestro: "Fra poco non mi vedrete più; e fra un altro poco, mi vedrete, perché me ne vo al Padre" (Giov. 16:16), non compresero cosa egli volesse dire e Gesù glielo spiegò. Troviamo tutto ciò nelle seguenti parole di Giovanni: "Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: Che cos’é questo che ci dice: ‘Fra poco non mi vedrete più’; e ‘Fra un altro poco mi vedrete’; e: ‘Perché me ne vo al Padre?’ Dicevano dunque: Che cos’é questo ‘fra poco’ che egli dice? Noi non sappiamo quello ch’egli voglia dire. Gesù conobbe che lo volevano interrogare, e disse loro: Vi domandate voi l’un altro che significhi quel mio dire ‘Fra poco non mi vedrete più’, e ‘fra un altro poco mi vedrete?’ In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete contristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in letizia. La donna, quando partorisce, è in dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per l’allegrezza che sia nata al mondo una creatura umana. E così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi torrà la vostra allegrezza" (Giov. 16:17-22). E difatti questo è quello che avvenne, i discepoli quando Gesù fu messo a morte fecero cordoglio ma quando Gesù apparve loro il primo giorno della settimana "si rallegrarono" (Giov. 20:20).

Fratelli, vi esorto a guardarvi da questa diabolica dottrina dei cosiddetti Testimoni di Geova ricordandovi le seguenti parole di Gesù Cristo: "Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v’andate; eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete; perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell’uomo" (Matt. 24:25-27). E vi esorto anche a guardarvi da tutti coloro che, facendo dei calcoli matematici con alcuni numeri scritti nella Parola di Dio, pretendono di sapere il giorno, il mese o l’anno, o il decennio nel quale Gesù tornerà dal cielo. Gesù ha detto che "quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo" (Matt. 24:36); quindi non vi lasciate travolgere la mente e neppure turbare dai discorsi pomposi di questi cianciatori. Vi rivolgo le parole che Gesù ha rivolto ai suoi discepoli prima di morire: "Guardate che nessuno vi seduca" (Matt. 24:4).

Proseguendo in questa confutazione, occorre dire che è errato anche affermare che nel 1914 il diavolo è stato scaraventato giù dal cielo, ed è per questo che da quell’anno si sono avute quelle guerre mondiali, i terremoti e le pestilenze e carestie; innanzi tutto perché ancora prima del 1914 ci sono state sulla terra tante guerre fra le nazioni ed anche di grande portata che hanno fatto centinaia di migliaia di vittime; e con le guerre tante carestie e terremoti che hanno mietuto molte vittime; quindi le cose che stanno a succedere dal 1914 non sono particolari da questo punto di vista. E poi Gesù non ha detto ai suoi discepoli che essi avrebbero riconosciuto che la sua presenza si era adempiuta in maniera invisibile dai segni che gli enumerò, ma gli disse che avrebbero riconosciuto che il tempo della sua venuta era vicino quando avrebbero visto tutte quelle cose succedere infatti egli disse loro: "Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte" (Matt. 24:33); e non ‘sappiate che egli è venuto’ o ‘sappiate che egli è già presente’. Tanto è vero che per spiegare tutto ciò raccontò ai suoi discepoli questa parabola: "Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina" (Luca 21:29-30). Non è forse vero che quando il fico e gli alberi cominciano a germogliare noi, guardandoli, riconosciamo che l’estate è ormai alle porte o vicina? Certo, difatti osservando i loro germogli noi diciamo che l’estate sta per arrivare. Ma, non che essa è già arrivata. Quindi il discorso che fa la Torre di Guardia a riguardo di questo segno della sua venuta (loro hanno tradotto presenza per fare credere che Gesù è già tornato in maniera invisibile; su questo ci torneremo più avanti) è arbitrario, di una formidabile astuzia, ma purtroppo molti hanno creduto a questa menzogna e credono che dal 1914 sia iniziato il conto alla rovescia verso Armaghedon e l’inizio del Millennio, tutte cose che avverranno secondo le loro previsioni nell’arco di una generazione! E poi, fratelli, ricordatevi che la battaglia tra Michele e i suoi angeli e il Dragone e i suoi angeli che Giovanni vide in cielo è un evento che ancora deve verificarsi.

Concludendo: dalla maniera in cui i Testimoni di Geova sono giunti a stabilire il 1914 come data della venuta di Cristo e l’inizio della generazione che precede la fine del mondo, si impara come coloro che prendono piacere a stabilire i tempi e i momenti concernenti eventi futuri ricorrono ad ogni arbitraria interpretazione di eventi biblici e a calcoli numerici errati.

Il Regno di Dio fu stabilito da Cristo quando Egli fu sulla terra

Noi credenti rigettiamo la dottrina sul regno di Dio della Torre di Guardia perché innanzi tutto la Scrittura ci insegna che quando Cristo apparve sulla terra stabilì il Regno di Dio sulla terra, e questo Regno ha continuato a sussistere da quel giorno. Gesù disse un giorno a dei Farisei che gli domandavano quando sarebbe venuto il regno di Dio: "Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà: Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è fra voi" (Luca 17:20-21), quindi non solo il Re ma anche il Regno di Dio era in mezzo al popolo d’Israele. E questo è confermato anche dalle parole che Gesù ordinò di dire ai suoi discepoli a coloro che li avrebbero rigettati: "Sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s’è avvicinato a voi" (Luca 10:11). E da chi era formato questo regno che Cristo stabilì sulla terra? Da tutti coloro che credevano in lui. Oggi ancora questo regno è formato da tutti coloro che hanno creduto in Cristo Gesù perché Giovanni dice che Cristo "ci ha fatti essere un regno..." (Ap. 1:6). Ma allora cosa dire del ragionamento fatto dai Testimoni di Geova secondo cui il regno di Dio non è parte di questo mondo perché Gesù disse che il suo regno non era di questo mondo, per cui non può essere sulla terra? Diremo che questo ragionamento è vero ma non senza però fare alcune precisazioni sul significato che ha il termine Regno di Dio al fine di evitare di far pensare che sulla terra non ci sia il regno di Dio e che i Testimoni di Geova hanno ragione in tutto quello che essi dicono a riguardo del Regno di Dio. Ora, è chiaro che per regno di Dio si intende un regno celeste infatti Pietro dice: "...così vi sarà largamente provveduta l’entrata nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo" (2 Piet. 1:11), e Paolo alla fine della sua corsa diceva: "Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste" (2 Tim. 4:18). Quindi quando Gesù disse che il suo regno non era di questo mondo si riferiva al suo regno celeste. Ma occorre anche tener presente che noi credenti siamo già nel regno di Cristo infatti Paolo dice ai Colossesi che Dio "ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliuolo..." (Col. 1:13). E questo regno nel quale noi siamo stati trasportati è da intendere come l’insieme degli eletti, dei chiamati, dei riscattati che sono sulla terra. Qualcuno dirà: ‘Ma non c’è una contraddizione in tutto ciò?’ No, perché gli eletti, i chiamati, i riscattati "non sono del mondo" (Giov. 17:14), come Gesù, mentre era sulla terra, non era del mondo. Se dunque il Re poteva dire di non essere del mondo, quantunque fosse nel mondo, non ci si deve meravigliare nel sentire dire che il suo regno non è di questo mondo pur essendo i suoi membri sulla terra. Ma oltre a tutto ciò occorre tenere presente che per Regno di Dio si intende anche il regno che Cristo instaurerà sulla faccia di tutta la terra quando tornerà. Quando Gesù disse: "Così anche voi quando vedrete avvenir queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino" (Luca 21:31), e nel libro dell’Apocalisse si legge che "il settimo angelo sonò, e si fecero gran voci nel cielo, che dicevano: Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo," (Ap. 11:15) il regno di Dio che in questo caso viene menzionato è quello terreno che Cristo instaurerà al suo ritorno e in cui Egli regnerà con tutti coloro che parteciperanno alla prima risurrezione. A questo regno si fa riferimento nella preghiera che Gesù ci ha insegnato quando diciamo al Padre nostro che è nei cieli: "Venga il tuo regno" (Matt. 6:9).

Avrà fine il regno di Cristo al termine dei mille anni? Affatto perché il suo regno è eterno. Le seguenti Scritture lo attestano: "Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol d’uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui. E gli furon dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno, un regno che non sarà distrutto" (Dan. 7:13-14); "Questi sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell’Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine" (Luca 1:32-33); "... così vi sarà largamente provveduta l’entrata nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo" (2 Piet. 1:11). Nessuno vi inganni fratelli, dicendovi che il regno di Cristo avrà fine perché Paolo dice ai Corinzi: "... poi verrà la fine, quand’egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre..." (1 Cor. 15:24); perché queste parole dell’apostolo non hanno affatto il significato che gli danno i Testimoni di Geova, altrimenti le Scritture prima citate sarebbero annullate. Il Figliuolo e il Padre sono uno, e tutte le cose del Figliuolo sono del Padre e viceversa secondo che disse Gesù a Dio: "Tutte le cose mie son tue, e le cose tue son mie" (Giov. 17:10), e infatti l’apostolo Paolo agli Efesini ha fatto comprendere chiaramente che il regno di Cristo è di Dio (Ef. 5:5). Stando così le cose è inevitabile che il regno di Cristo sia eterno. Quindi, anche quando Cristo rimetterà il regno nelle mani del Padre, il regno continuerà ad essere suo perché tutte le cose del Padre sono sue in eterno, e perciò il suo regno continuerà a sussistere in eterno. Gloria a Dio e al suo Figliuolo nei secoli dei secoli. Amen.

Per quanto riguarda la data in cui Cristo cominciò a regnare non è assolutamente vero che Cristo avrebbe cominciato a regnare in cielo solo nel 1914, perché Paolo diceva ai Corinzi, durante il primo secolo dopo Cristo: "Poiché bisogna ch’egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi" (1 Cor. 15:25); quindi Cristo regnava già dal momento della sua ascensione alla destra del Padre, e non era in cielo ad aspettare il 1914!

Per quel che concerne poi la ‘risurrezione spirituale’ di quella parte dei 144.000 avvenuta nel 1918 noi affermiamo in base a ciò che insegna la Scrittura che essa è un impostura. Prescindendo dal fatto che i 144.000 sono Giudei di nascita, e che secondo quello che dice Giovanni "sono stati riscattati dalla terra" (Ap. 14:3), ma quando mai nella Scrittura si parla di questa risurrezione spirituale? La Scrittura parla di risurrezione corporale tanto è vero che anche Cristo che è la primizia di quelli che dormono risuscitò con un corpo che poteva ancora essere palpato (pur tuttavia essendo anche incorruttibile, potente, glorioso e immortale).

Come potete vedere le eresie dei Testimoni di Geova ne hanno generate altre e sono tutte collegate assieme.

 

ARMAGHEDON

La dottrina dei Testimoni di Geova

Per i Testimoni di Geova Armaghedon è vicina, molto vicina. Ma che cosa intendono per Armaghedon? Perché la annunziano così spesso? Che cosa succederà ad Armaghedon?

Risponderemo a queste domande citando alcune loro affermazioni. ‘Armaghedon è la guerra di Dio. E’ vero che coinvolge i re o le nazioni del mondo. Ma questi vanno a combattere non l’uno contro l’altro, ma contro Dio e gli eserciti celesti guidati dal suo Re nominato Gesù Cristo...’ (La Torre di Guardia, 1 febbraio 1985, pag. 3), quindi Armaghedon è la guerra del gran giorno di Dio nella quale Dio con i suoi eserciti celesti capeggiati da Cristo combatterà contro i suoi nemici, che poi sono i nemici dei Testimoni di Geova. Ma questi nemici non sono costituiti solo da persone umane ma anche da Satana e i suoi demoni. Secondo i Testimoni di Geova infatti per decenni Satana e le sue orde demoniche hanno condotto una guerra contro il rimanente dell’Israele spirituale, cioè il resto dei 144.000, che è sparso sulla faccia della terra. E questa guerra l’ha condotta servendosi delle Nazioni Unite, ossia di tutti i governi mondiali, e dell’impero mondiale della falsa religione che è denominato ‘Babilonia la grande’, tra cui oltre alla chiesa cattolica romana ci sono anche le Chiese evangeliche. Questo attacco di Satana e dei suoi ministri visibili e invisibili sta per raggiungere il culmine; quel giorno in cui tutte le nazioni capeggiate da Satana apertamente si schiereranno contro la Società della Torre di Guardia è imminente perché secondo loro deve verificarsi prima che finisca la generazione che ha avuto inizio o che era già in vita nel 1914. Ma nella Battaglia di Armaghedon Satana e i suoi demoni saranno sconfitti, e le nazioni della terra con tutte le chiese apostate, saranno distrutte. Sarà una battaglia terribile che farà molte vittime: ‘Armaghedon sarà così devastante che la strage è descritta come fosse la mietitura della ‘messe della terra’ fatta con una falce affilata (...) Sì, per mano delle forze esecutive di Dio scorrerà molto sangue. I 69 milioni di vittime delle due guerre mondiali non sembreranno nulla in confronto a coloro che verranno uccisi nella divina guerra di Armaghedon’ (op. cit., pag. 3-4). Ma non tutti morranno perché ci saranno coloro che sfuggiranno alla vendetta di Dio; e chi sono? I Testimoni di Geova, che si definiscono gli amici di Dio; loro solo saranno salvati (anche se il forse è d’obbligo tra loro per non peccare di presunzione. Si ritengono così umili infatti che non si permetterebbero di dire di essere con certezza messi in salvo) [4]. Gli altri saranno distrutti e non risusciteranno durante il millennio; verranno per sempre annichiliti. Per questa ragione i Testimoni di Geova incitano le persone ad entrare nella loro organizzazione; perché per chi rimane fuori da essa non c’è possibilità di scampare al giudizio divino di Armaghedon e c’è l’annichilimento eterno! In altre parole per chi perirà nella battaglia di Armaghedon non ci sarà più la possibilità di esistere mediante la ‘risurrezione’ durante il millennio. Ma dove sarà combattuta questa battaglia decisiva? La Torre di Guardia è precisa a tale riguardo: ‘Har-Maghedon, o Armaghedon, deve essere una località simbolica (...) Har-Maghedon non è quindi una piccola località del Medio Oriente. E’ piuttosto una situazione mondiale. Il mondo intero sarà unito all’opporsi a Geova Dio e ai suoi testimoni (...) E’ il malvagio attacco di Satana contro i veri cristiani e non un conflitto tra le nazioni in una zona del Medio Oriente, a spingere Dio a combattere in difesa del Suo popolo’ (La Torre di Guardia, 15 gennaio 1985, pag. 6-7). Ma perché è così importante questa battaglia? ‘La battaglia di Armaghedon si deve combattere per sbloccare questa situazione di stallo e risolvere una volta per tutte la controversia relativa a chi ha il diritto di governare la terra (...) Porrà fine alla condotta egoistica e suicida delle nazioni. Eliminerà i sistemi che hanno reso infelice l’umanità e farà posto a un nuovo sistema di cose veramente giusto nel quale saranno eliminati per sempre tutti i dolori, le sofferenze e la morte provocata dall’uomo..’ (La Torre di Guardia, 1 febbraio 1985, pag. 6-7). Quindi la battaglia di Armaghedon è indispensabile affinché scompaiano dalla terra i malvagi e la malvagità e cominci il millennio, cioè il regno di pace, durante il quale Cristo regnerà dal cielo con i 144.000 sui suoi sudditi sulla terra che sono ‘la grande folla’. Abbiamo detto che in questa Battaglia, per i Testimoni di Geova, Cristo capeggerà dal cielo le armate celesti contro le nazioni della terra e questa sarà la rivelazione del Signore Gesù dal cielo descritta nella seconda epistola dei Tessalonicesi; di essa i Testimoni di Geova parlano come di un ritorno di Cristo distinto da quello che secondo loro si è compiuto nel 1914. E’ bene però precisare che anche questo cosiddetto ritorno di Cristo ad Armaghedon sarà invisibile, infatti né lui e neppure i suoi eserciti saranno visti! Abbiamo voluto così parlare di Armaghedon come ne parlano i Testimoni di Geova per farvi capire fratelli innanzi tutto cosa è Armaghedon per i Testimoni di Geova e poi per quale motivo gli aderenti di questa setta mettono una tale enfasi su Armaghedon.

Confutazione

Cosa è e dove sarà combattuta la battaglia di Armaghedon secondo la Scrittura

Innanzi tutto noi crediamo che la battaglia di Armaghedon avrà luogo perché la Scrittura ne parla. Nel libro dell’Apocalisse si legge infatti: "Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l’acqua ne fu asciugata affinché fosse preparata la via ai re che vengono dal levante. E vidi uscir dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane; perché sono spiriti di demonî che fan de’ segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente... Ed essi li radunarono nel luogo che si chiama in ebraico Harmaghedon" (Ap. 16:12-14,16). Ma come potete vedere Giovanni dice che gli spiriti dei demoni radunarono quei re in un preciso luogo, che si chiama appunto Armaghedon, ossia il monte di Meghiddo. Questa località si trova nel territorio d’Israele e nell’antichità fu teatro di grandi battaglie, tra cui segnaliamo quella tra l’esercito di Giuda capeggiato dal re Giosia e quello di faraone Neco; in quella battaglia il re Giosia morì (cfr. 2 Cron. 35:20-24). Quindi è errato pensare che Armaghedon è una situazione mondiale, o una località simbolica: è vero che nel libro dell’Apocalisse ci sono molti simbolismi, ma questo di Armaghedon non è affatto un simbolismo. In quel luogo la bestia e i re della terra (che saranno di un medesimo pensiero, e per questo essi daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia) guerreggeranno contro Cristo che cavalcherà un cavallo bianco e contro l’esercito suo (cfr. Ap. 17:13; 19:19), ma Egli "li vincerà, perché egli è il Signor dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e fedeli" (Ap. 17:14). La bestia e il falso profeta verranno presi e gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, e il rimanente sarà ucciso con la spada che esce dalla bocca di colui che cavalcherà il cavallo bianco, cioè Gesù Cristo. Dei loro cadaveri si satolleranno gli uccelli del cielo che verranno chiamati a questo convito da un angelo del Signore con queste parole: "Venite, adunatevi per il gran convito di Dio, per mangiar carni di re e carni di capitani e carni di prodi e carni di cavalli e di cavalieri, e carni d’ogni sorta d’uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi" (Ap. 19:18).

Chi sono coloro di cui Cristo si vendicherà quando apparirà dal cielo

I Testimoni di Geova affermano che Dio per mezzo dei suoi eserciti capeggiati da Cristo combatterà contro i loro nemici che sono in sostanza tutti coloro che non si saranno schierati dalla loro parte, e non faranno parte della loro organizzazione. Ma come possono affermare tali cose quando loro stessi sono nella lista di coloro che sono ancora nemici di Dio nelle loro opere e nei loro pensieri? Ma con quale coraggio affermano che Cristo e i suoi eserciti celesti combatteranno contro i loro nemici quando loro stessi sono tra i numerosi nemici di Cristo e del suo Vangelo? Le parole di Paolo ai Tessalonicesi: "Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi..." (2 Tess. 1:7-10), si riferiscono alla vendetta di Cristo; sì è così. Ma è bene leggere attentamente chi sono coloro di cui egli farà vendetta; essi sono coloro che non conoscono Iddio e non ubbidiscono al Vangelo. Tra costoro quindi ci sono anche quelli che si sono proclamati Testimoni di Geova. Come, anche i testimoni di Dio? qualcuno dirà. No, non i veri testimoni di Dio, ma i falsi; quelli cioè che vestiti da pecore vanno in giro a parlare contro la divinità di Cristo, a dire che Cristo non è risuscitato corporalmente, che la salvezza non è per fede ma si ottiene per opere, che quelli che vanno in cielo alla loro morte sono solo i membri residui dei 144.000 perché solo loro nascono di nuovo e vengono giustificati di quella giustificazione di cui parla Paolo ai Romani, a dire che l’inferno non esiste, che lo Spirito Santo è una forza e non Dio, e tante e tante altre menzogne. Coloro che hanno contorto le Scritture a loro piacimento per potere proclamare con più facilità le loro eresie di perdizione, e che le interpretano in maniera assurda sempre per questo motivo. Non conoscono Dio, non ubbidiscono al Vangelo; e poi ci vengono a dire che Cristo quando ‘tornerà’ farà vendetta dei loro nemici? E’ meglio dire che Cristo farà vendetta dei suoi nemici, tra cui i cosiddetti Testimoni di Geova. Sono loro i nemici della croce di Cristo, non solo perché hanno fatto diventare la croce di Cristo un palo, ma soprattutto perché hanno annullato la parola della croce di Cristo con i loro vani ragionamenti. Questa è la ragione per cui noi che abbiamo conosciuto Iddio dobbiamo esortare gli aderenti di questa setta a ravvedersi e a credere a Cristo, perché sono sulla via della perdizione. Una via che però agli occhi loro sembra menarli alla vita eterna su una terra paradisiaca, quando li sta menando a loro insaputa nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Ed a capo di questi milioni di persone c’è il Corpo Direttivo di Brooklyn; un comitato di ‘scribi e farisei’ che hanno falsato in svariate maniere il senso delle Scritture a danno loro e di così tante persone che nella loro ignoranza si fidano di quello che loro dicono e proclamano quasi fosse la bocca di Dio che parla. Serrano il Regno dei cieli dinanzi a loro stessi e a quelli che cercano di entrarvi; loro stessi infatti non vi entrano e impediscono a quelli che cercano di entrarvi. ‘Chiudono’ l’accesso al regno dei cieli a quelli che secondo loro non sono parte dei 144.000; non è una cosa da poco questa. Ma come si sono permessi di fare questo? Qualcuno dirà: Ma non a tutti è negato l’accesso al regno dei cieli? A parole solo, perché nei fatti anche questi cosiddetti ‘unti’ che rimangono di questi 144.000 sono sulla via della perdizione. Anche per loro quando moriranno si spalancherà la bocca del soggiorno dei morti; altro che risurrezione spirituale; saranno inabissati nelle tenebre e nel fuoco dell’Ades dove rimarranno in attesa del giudizio. Strappiamoli dal fuoco questi uomini e queste donne cadute nella schiavitù di questa società anticristiana, che nella loro ignoranza ci disprezzano e ci contrastano. In questo tentativo non lusinghiamoli; ma parliamogli con franchezza annunciandogli Cristo e la sua gratuita e piena giustificazione ottenibile soltanto mediante la fede nel suo nome, ma altresì avvertendoli della terribile fine a cui andranno incontro se rifiuteranno di ravvedersi e credere in Gesù. Scapperanno? Si spaventeranno? Non importa; la verità è questa e la devono sentire. Una cosa è certa, Dio continuerà a salvare dalle fauci di questa società pseudocristiana altre anime oltre a quelle che ha salvato fino adesso; quelli che lui ha predestinato ad essere adottati come suoi figliuoli. E’ la sua opera e nessuno glielo può impedire. Questo ci incoraggia perché sappiamo che non importa da quanto tempo e che posizione occupino costoro in questa società: Dio li riscatterà come ha riscattato noi. Preghiamo comunque per i Testimoni di Geova a cui parliamo affinché siano salvati; Dio ci ordina di farlo.

 

IL MILLENNIO E LA PROVA FINALE

La dottrina dei Testimoni di Geova

I Testimoni di Geova credono nel Millennio, cioè che ci sarà un regno di pace della durata di mille anni sulla terra. Prima però di iniziare a parlare dettagliatamente di questo loro millennio occorre ricordare che i primi tre presidenti della Torre di Guardia, vale a dire prima Russell, poi Rutherford ed infine Knorr durante la loro vita fecero tutti e tre delle predizioni sul quando il millennio sarebbe iniziato. Russell disse che la fine del mondo sarebbe arrivata nel 1914 ed in quell’anno sarebbe iniziato il millennio [5], ma questo non avvenne [6]. Dopo di lui, Rutherford disse che il Millennio sarebbe iniziato nel 1925 e che in quell’anno sarebbero risuscitati i patriarchi dell’Antico Testamento. Ecco come si espresse nel suo libro Milioni ora viventi non morranno mai: ‘Perciò possiamo aspettare con fiducia che il 1925 segnerà il ritorno di Abraamo, Isacco, Giacobbe e dei fedeli profeti dell’antichità, particolarmente quelli nominati dall’Apostolo in Ebrei cap. 11, alla condizione di umana perfezione (...) possiamo attendere il 1925 per testimoniare il ritorno di questi fedeli uomini d’Israele dalla condizione di morte alla condizione di (...) visibili, legali rappresentanti del nuovo ordine di cose sulla terra. (...) Quindi, basandosi sull’argomento prima esposto che il vecchio ordine di cose, il vecchio mondo, sta finendo ed è prossimo, perciò, a passare, e che il nuovo ordine sta sopravvenendo, e che il 1925 designerà la risurrezione dei fedeli notabili dell’antichità ed il principio della restaurazione, è ragionevole concludere che milioni di persone ora sulla terra si troveranno ancora sulla terra nel 1925. Quindi, fondati sulle promesse espresse nella Parola di Dio, dobbiamo giungere alla positiva ed indiscutibile conclusione che milioni ora viventi non morranno mai’ (J. F. Rutherford, Milioni ora Viventi non Morranno Mai, 1920, edizione inglese, pag. 88 e segg.) [7]. William Schnell, che lavorava per la società della Torre di Guardia al tempo in cui fu stabilita questa nuova data dice a tale proposito: ‘Negli anni successivi (...) la Società della Torre di Guardia spostò la data al 1925. Presentarono questa nuova data a noi e tutta la gente come l’anno in cui sarebbe venuto il Regno sulla terra, e in mezzo agli Studenti della Bibbia, sarebbero riapparsi i celebri personaggi o i principi dell’Antico Testamento. Questa aspettativa veniva sventolata da ogni pubblicazione dell’organizzazione e lasciava un’impronta profonda nelle nostre menti’ (William Schnell, op. cit., pag. 36); ma anche questo nuovo presagio non si adempì [8]. Ed infine ci provò pure Knorr dicendo che il millennio sarebbe iniziato nel 1975 [9], cosa che neppure questa si adempì [10]. Qual’è oggi la data dell’inizio del millennio? Nessuna, ma esso è molto vicino perché i Testimoni di Geova affermano che alcuni della generazione in vita nel 1914 vedranno la fine del sistema di cose e sopravviveranno ad Armaghedon. Ecco cosa dicono: ‘Perciò il giudizio di Dio deve essere eseguito prima che la generazione del 1914 scompaia del tutto (...) la generazione del 1914 è già nel crepuscolo della sua esistenza, il che lascia solo poco tempo perché questa profezia si adempia’ (La Torre di Guardia, 1 maggio 1985, pag. 4, 7).

Ma vediamo ora da vicino cosa dice la Torre di Guardia a proposito del millennio. Dopo la terribile battaglia di Armaghedon la terra sarà piena di cadaveri; ci viene detto infatti che le moltitudini che verranno sterminate nella battaglia di Armaghedon saranno così numerose che non rimarrà abbastanza gente per seppellirle; spetterà quindi ai Testimoni di Geova che saranno sopravvissuti all’esecuzione del giudizio divino contro Babilonia la grande, di ripulire la terra seppellendo i cadaveri e ripulendola dalle rovine di Armaghedon per trasformare la terra in un giardino delizioso, in un paradiso. Inizierà così il regno millenario; ‘Col regno di Dio che mediante il suo ‘Principe della pace’ dominerà sull’intero globo, la terra non sarà più politicamente divisa. Non ci sarà orgoglioso nazionalismo a suscitare odio, conflitti e spargimento di sangue (...) Ogni micidiale arma da guerra rimasta dopo Armaghedon sarà subito distrutta per sempre (...) Non ci saranno dunque più bollettini di morti e feriti di guerra, non ci saranno più vedove di guerra o orfani di guerra, non ci saranno più case e città ridotte in rovina da bombardamenti..’ (La verità che conduce alla vita eterna, pag. 103). Siccome tutti i malvagi saranno stati annientati nella battaglia di Armaghedon la malvagità cesserà di esistere, tutti gli uomini vivranno in pace gli uni con gli altri e quindi non ci sarà più bisogno di poliziotti e di eserciti. Non ci saranno più pestilenze e neppure carestie e neppure malattie. Questo nuovo mondo a venire è chiamato dai Testimoni di Geova ‘nuovi cieli e nuova terra’; dove per nuovi cieli intendono i giusti nuovi governanti celesti ossia Cristo Gesù e la sua ‘sposa’ formata dai 144.000, mentre per nuova terra intendono la giusta nuova società terrena che prenderà il posto della vecchia terra ossia della società malvagia (gli uomini malvagi e le loro istituzioni politiche e religiose). Quindi Cristo con i 144.000 regneranno sui sudditi terreni durante il millennio. E’ da tenere presente che per quanto riguarda quelli dei 144.000 che sopravviveranno ad Armaghedon essi quando moriranno andranno a raggiungere i loro compagni in cielo nella maniera in cui sappiamo, cioè verranno ‘risuscitati in un batter d’occhio’. Ma che compito svolgeranno Cristo e i 144.000 durante il Millennio? Questo: ‘In quel tempo Gesù Cristo e i membri del suo governo celeste presteranno servizio non solo come re ma anche come sacerdoti di Dio a favore di tutti i loro sudditi umani (...) Perché? Perché tutte le persone avranno bisogno sulla terra d’essere ‘rese libere dalla schiavitù alla corruzione’ per avere ‘la gloriosa libertà dei figli di Dio (...) Anche dopo che i malvagi saranno stati distrutti, i superstiti terreni saranno ancora imperfetti a causa del peccato ereditato da Adamo (....) Per essere pienamente accettati nella famiglia dei figli di Dio, dapprima avranno dunque bisogno dei servizi dei sacerdoti celesti di Dio. Che cosa faranno questi? Avranno il potere che è mancato a tutti i governi umani finora; il potere di purificare le persone dal peccato e dall’imperfezione. Questo potere appartiene al celeste sacerdozio di Dio per mezzo del sacrificio di riscatto di Gesù. Il Figlio di Dio e i suoi sacerdoti associati applicheranno quindi i benefici del sacrificio di Gesù direttamente a tutti gli ubbidienti (...) Facendo continuo progresso nella giustizia, e con l’aiuto del sacerdozio celeste, essi diverranno progressivamente giovani e forti, fino a raggiungere la perfetta salute di mente e di corpo. Saranno del tutto resi liberi dalla schiavitù al peccato e alla morte ereditati da Adamo..’ (ibid., pag. 106-107). Ma i benefici del riscatto di Gesù non saranno applicati solo ai sopravvissuti di Armaghedon ma anche a coloro che ripopoleranno la terra durante il millennio, cioè i figli di coloro che sopravviveranno ad Armaghedon (perché solo questi potranno procreare durante il millennio) e tutti coloro che risusciteranno durante il millennio [11].

Prima di parlare però di coloro che risusciteranno è necessario dire le seguenti cose. A) Siccome per i Testimoni di Geova i morti quando muoiono smettono di esistere perché secondo loro non c’è nell’uomo un’anima che sopravvive alla morte, queste risurrezioni dovrebbero essere chiamate piuttosto delle ricreazioni perché le persone vengono di nuovo create. B) Per i Testimoni di Geova la prima risurrezione di cui parla l’Apocalisse dicendo: "Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione..." (Ap. 20:6) è la ‘risurrezione’ spirituale dei 144.000. L’hanno sperimentata nel 1918 (quando Gesù avrebbe cominciato a regnare) i defunti facenti parte dei 144.000 (cioè quelli morti entro quel tempo); per loro infatti questi sono i morti in Cristo che risusciteranno i primi alla venuta del Signore, di cui Paolo parla ai Tessalonicesi (cfr. 1 Tess. 4:16). Il rimanente dei 144.000 che muoiono dopo il 1918 ‘risuscitano’ (partecipano cioè alla prima risurrezione) anche loro quando muoiono - o meglio, vengono mutati in un batter d’occhio al suon della tromba - ed a loro Paolo si riferisce quando dice ai Tessalonicesi: "Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole" (1 Tess. 4:17). In altre parole il numero di coloro che hanno parte a questa prima risurrezione è limitato al Signor Gesù e ai 144.000 essendo Gesù la primizia di coloro che dormono e i 144.000 le primizie delle sue creature (cfr. La Torre di Guardia del 15 luglio 1975, pag. 441; Sia Dio riconosciuto verace, pag. 267- 273; Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. II, pag. 779-781). Bisogna tenere presente che per i Testimoni di Geova siccome che questa risurrezione dei 144.000 è spirituale ‘è invisibile agli occhi umani, come fu quella di Gesù’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 273). Per questo la risurrezione di coloro che si dicono oggi parte dei 144.000 quando avverrà non potrà essere vista da occhio umano! C) Per i Testimoni di Geova non tutti risusciteranno; ‘Non tutte le persone vissute e morte sulla terra nel corso dei passati seimila anni verranno fuori dal sepolcro per il giudizio in quel ‘giorno del giudizio’. Adamo, ad esempio, ebbe il suo giudizio definitivo nel giardino d’Eden, dove fu condannato. Nemmeno verranno fuori quei religionisti ai quali il Signore Gesù disse che non sarebbero sfuggiti al giudizio della geenna, poiché furono della progenie del Serpente (...) Coloro che muoiono rimanendo irriducibilmente malvagi ed incorreggibili al punto da non potere beneficiare della redenzione provveduta mediante il sangue di Cristo, non saranno risuscitati dal sepolcro per il giudizio nel Nuovo Mondo (..) Coloro che hanno peccato contro il santo spirito saranno annientati’ (op. cit., pag. 284-285) [12]. Anche coloro che sono stati distrutti nella battaglia di Armaghedon non risusciteranno perché rimarranno annichiliti per sempre [13]! Tra coloro che secondo i Testimoni di Geova non saranno risuscitati ci sono anche Caino, coloro che morirono nel diluvio, molta della gente di Sodoma, e Giuda Iscariota. Tutti costoro saranno lasciati nella non esistenza nella quale sono piombati con la morte [14]! D) Per quanto riguarda coloro che risusciteranno durante il Millennio essi ‘usciranno dalle tombe con corpi imperfetti e, man mano che progrediranno spiritualmente, vincendo le loro debolezze e imperfezioni con l’ubbidienza al dominio del Regno e ricevendo i benefici espiatori del sacrificio di Gesù, i loro corpi si avvicineranno sempre più alla perfezione’ (La Torre di Guardia, 15 luglio 1975, pag. 442). Quindi quando questi uomini risusciteranno torneranno sulla terra con un corpo imperfetto, con il quale potranno progredire verso la perfezione ubbidendo alle leggi di Dio [15]! ‘I risuscitati alla vita sulla terra avranno l’opportunità di ottenere la vita eterna nel paradiso. Sarà per loro un tempo di istruzione’ (La verità che conduce alla vita eterna, pag. 110).

Veniamo adesso alle risurrezioni di cui essi parlano. I Testimoni di Geova parlano di diverse risurrezioni, che prenderanno luogo durante il millennio. Prima ci sarà la risurrezione degli uomini di Dio che vissero nell’antichità come per esempio Noè, Abramo, Davide, Mosè, Daniele, ed altri [16] e coloro che vissero ai tempi di Gesù ma morirono prima della Pentecoste [17], e poi quella dei Testimoni di Geova appartenenti alla grande folla che sono morti prima di Armaghedon. In seguito ci sarà la risurrezione di coloro che morirono senza avere avuto l’opportunità di conoscere Dio prima della battaglia di Armaghedon, e tra questi ci sarebbe pure il malfattore pentitosi sulla croce. E successivamente sarà la volta di coloro che fecero il male senza saperlo [18]. A tutti costoro sarà data durante il millennio (che è il giorno del giudizio, come vedremo fra poco) l’opportunità di conoscere la verità e la giustizia e di vivere (se osserveranno le leggi di Dio che gli verranno annunciate) per sempre sulla terra; ‘Vengono risuscitati perché possano dimostrare il loro atteggiamento nei confronti di Dio e se desiderano avvalersi del sacrificio di riscatto di Gesù Cristo disponibile a tutti...’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. II, pag. 782) [19]. Coloro che rifiuteranno di ubbidire a Dio invece saranno annientati per sempre e sarà come se non fossero mai esistiti.

A questo punto è necessario parlare del giorno del giudizio come lo intendono i Testimoni di Geova. Ma prima di parlarne è bene dire che il giorno del giudizio dei Testimoni di Geova è differente dal giudizio delle nazioni perché mentre il primo deve ancora verificarsi quest’ultimo è iniziato nel 1918 ed è ancora in corso e serve a selezionare le pecore che scamperanno alla battaglia di Armaghedon, dai capri che invece dovranno essere distrutti. Ecco le loro affermazioni: ‘Nella primavera del 1918, egli venne nel tempio come Messaggero di Geova e diede principio al giudizio, prima della ‘casa di Dio’ e poi delle nazioni di questo mondo. L’esecuzione del giudizio delle nazioni avrà luogo nella battaglia di Harmaghedon...’ (Sia Dio riconosciuto verace, 283). Questo giudizio è la divisione da parte di Cristo delle pecore dai capri: ‘Gli individui vengono divisi l’uno dall’altro come le pecore dai capri. Le persone rappresentate dai capri che non dimostrano apprezzamento per il regno di Dio ma rigettano il messaggio del Regno e coloro che lo presentano, e non hanno per loro alcuna benevolenza, saranno distrutti nella prossima battaglia di Harmaghedon. Gli uditori del messaggio, rappresentati dalle pecore che si rallegrano alla venuta del Regno e fanno del bene al residuo degli ultimi membri del corpo di Cristo che si trovano sulla terra, saranno raccolti dalla parte che indica il favore del Giudice. Questa classe di persone paragonate alle pecore sarà conservata in vita durante la battaglia di giudizio di Harmaghedon, come lo furono i superstiti del diluvio costituiti da Noè e dalla sua famiglia, ed entreranno nel Nuovo Mondo senza morire’ (op. cit., pag. 286). Per quanto riguarda invece il giorno del giudizio che deve venire, per i Testimoni di Geova esso è il millennio, durante il quale saranno giudicate le opere di tutti coloro che abiteranno il nuovo mondo durante quel periodo. Questo giudizio è da loro chiamato anche il giorno di prova di mille anni. Ecco le loro parole: ‘(...)’il giorno del giudizio’ si riferisce ad un giorno, o periodo di tempo, nel quale Geova Iddio sederà a giudicare tutta l’umanità nel Nuovo Mondo di giustizia mediante il suo giudice designato, Cristo Gesù. Questo costituirà il primo migliaio d’anni del Nuovo Mondo, non un giorno di ventiquattr’ore’ (ibid., pag. 281) [20]. Ma in questo giudizio non saranno giudicate le opere fatte (da coloro che risusciteranno) nel corpo prima di morire, ma le opere (di coloro che risusciteranno) fatte durante il millennio: ‘Non saranno giudicati dalle loro opere passate, ma da quello che saranno le loro opere durante il giorno del giudizio, e su tale base saranno messi alla prova’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 289.). Anche per quanto riguarda i sopravvissuti di Armaghedon e i loro figli ci sarà questo giudizio. Questa specie di giudizio sarà necessario per stabilire chi avrà il diritto di vivere eternamente sulla terra infatti coloro che passeranno questa prova mostrandosi fedeli osservatori delle leggi di Dio fino alla fine del millennio saranno reputati degni della vita eterna; mentre coloro che rifiuteranno di ubbidire alle leggi di Dio saranno annientati. (Come si può ben vedere la teologia dei Testimoni di Geova anche se parla del riscatto di Cristo e dei suoi benefici mette sempre enfasi sull’ubbidienza alle leggi di Dio per meritarsi la vita eterna! La sua salvezza non è affatto il dono gratuito di Dio, ma una salvezza che si merita facendo opere buone!)

Ma che succederà alla fine del millennio secondo i Testimoni di Geova? Avverrà che Satana sarà slegato dalla sua prigione dove sarà rimasto durante i mille anni e cercherà di sviare le persone dall’amore verso Dio per volgerli dalla sua parte. Ci riuscirà nei confronti di alcuni, e con questi assalirà la città diletta e il campo dei santi, ma essi saranno distrutti definitivamente; torneranno alla non esistenza! (sia il diavolo, che i demoni che tutti coloro che saranno caduti vittime delle loro lusinghe, perché per loro non esistono pene eterne) Coloro che invece passeranno questa ultima prova perché resisteranno al diavolo, saranno dichiarati giusti da Dio e gli sarà dato il diritto di vivere sulla terra paradisiaca per sempre. Ecco le loro affermazioni: ‘Alla fine del giorno millenario di giudizio avrà luogo la prova di giudizio finale sopra tutti gli abitanti della terra di quel tempo, per stabilire chi sarà scritto nel libro fra coloro che sono giudicati degni d’aver diritto alla vita eterna sulla terra. La prova finale verrà col liberare Satana il Diavolo dal suo confinamento. Tutti coloro che cedono alle tentazioni e seduzioni di Satana saranno giudicati indegni, e saranno condannati alla ‘seconda morte’ simbolizzata dallo ‘stagno di fuoco’ (...) Tutti coloro che resistono all’Avversario e si mantengono fedeli nella loro integrità verso Geova Iddio riceveranno l’approvazione del suo Giudice. Per mezzo suo otterranno il dono del diritto alla vita eterna nella perfezione umana su di una terra paradisiaca..’ (ibid., pag. 289-290) [21]. E così quest’ultimi, dopo essersi meritati la giustificazione e la vita eterna vivranno felici per sempre sulla terra [22], mentre Gesù e i 144.000 continueranno a regnare nei cieli sempre senza essere visti nel nuovo mondo. Questa in sintesi è la dottrina del millennio e della prova finale insegnata dai Testimoni di Geova.

Confutazione

Il millennio predicato dai Testimoni di Geova non ha nulla a che vedere con il millennio di cui parla l’Apocalisse

Il giudicio delle genti. Non è affatto vero che nel 1918 è iniziato il giudizio delle genti di cui parlò Gesù, perché questo avverrà quando egli tornerà nella sua gloria e con i suoi angeli secondo che è scritto in Matteo: "Or quando il Figliuol dell’uomo sarà venuto nella sua gloria, avendo seco tutti gli angeli, allora sederà sul trono della sua gloria. E tutte le genti saranno radunate dinanzi a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra" (Matt. 25:31-33). Le pecore erediteranno il regno eterno che è stato loro preparato sin dalla fondazione del mondo, mentre i capri saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.

La prima risurrezione e il mutamento dei viventi. Anche per l’altro grande evento che per i Testimoni di Geova sarebbe avvenuto nel 1918, cioè la prima risurrezione è necessario dire che anch’esso non si è ancora verificato appunto perché Cristo ancora non è tornato dal cielo. La prima resurrezione che avrà luogo al ritorno di Cristo in concomitanza con l’inizio del millennio, di cui parla Giovanni nell’Apocalisse, non si riferisce affatto a quella cosiddetta risurrezione di quella parte dei 144.000 avvenuta nel 1918 dopo la cosiddetta ‘parousia’ di Cristo. E’ una follia quest’affermazione; come è follia affermare da parte dei Testimoni di Geova che coloro che saranno rimasti viventi fino alla venuta del Signore che saranno mutati sono il resto dei 144.000 che quando muoiono vengono mutati in un batter d’occhio e rapiti in cielo presso Gesù. L’apostolo Paolo quando dice ai Tessalonicesi che quando il Signore scenderà dal cielo "i morti in Cristo risusciteranno i primi" (1 Tess. 4:16) si riferisce a tutti coloro che sono morti nel Signore, cioè a tutti i santi morti prima di quel giorno glorioso. Tra costoro ci saranno anche coloro che saranno messi a morte perché si rifiuteranno di adorare la bestia e di prendere il suo marchio infatti è scritto: "E vidi le anime di quelli che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio e di quelli che non aveano adorata la bestia né la sua immagine, e non aveano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita, e regnarono con Cristo mille anni.... Questa è la prima risurrezione..." (Ap. 20:4,5). Questa è la risurrezione di vita di cui parlò Gesù, ossia la risurrezione che sperimenteranno i giusti nel giorno di Cristo. Di conseguenza anche i viventi che saranno mutati al suo ritorno dopo che i morti in Cristo risusciteranno per prima non sono per nulla il resto dei 144.000 che rimane sulla terra ma sono tutti quei santi che saranno trovati vivi alla venuta di Cristo Gesù. L’apostolo Paolo è chiaro a riguardo: "Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria" (1 Tess. 4:17).

Il destino dei patriarchi. E’ falso che Abrahamo, Isacco e Giacobbe non essendo parte dei 144.000 non entreranno nel regno dei cieli, perché Gesù ha detto che essi entreranno in esso secondo che disse a taluni: "Quivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e che voi ne sarete cacciati fuori" (Luca 13:28) e ad altri: "Or io vi dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli; ma i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori" (Matt. 8:11-12) [23]. E poi lo scrittore agli Ebrei dice di essi: "In fede moriron tutti costoro, senz’aver ricevuto le cose promesse, ma avendole vedute e salutate da lontano, e avendo confessato che erano forestieri e pellegrini sulla terra. Poiché quelli che dicon tali cose dimostrano che cercano una patria. E se pur si ricordavano di quella ond’erano usciti, certo avean tempo di ritornarvi. Ma ora ne desiderano una migliore, cioè una celeste; perciò Iddio non si vergogna d’esser chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città" (Ebr. 11:13-16). Si noti che i patriarchi cercavano una patria celeste e quindi non di questo mondo. Hanno escluso (a parole) dal regno dei cieli persino i patriarchi e li hanno destinati a vivere sulla terra come sudditi dei 144.000 tra i quali ci sono pure molti dei loro; che arroganza, che follia, che inganno!

L’estensione della risurrezione. Secondo la Scrittura tutti gli uomini risusciteranno, sia tutti i giusti che tutti gli ingiusti; Gesù ha detto infatti: "L’ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio" (Giov. 5:28-29). E’ dunque falsa la dottrina che dice che alcuni peccatori non risusciteranno. In particolare dobbiamo dire che è chiaramente detto che anche gli abitanti di Sodoma (non alcuni, ma tutti) risusciteranno in quel giorno secondo che è scritto che Gesù disse a Capernaum: "E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua" (Matt. 11:24). Ed anche gli ipocriti del tempo di Gesù risusciteranno perché Gesù ha detto: "La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà..." (Luca 11:31).

In che cosa consiste la risurrezione dei giusti e degli ingiusti. E’ falso che coloro che risusciteranno risusciteranno imperfetti. I corpi con i quali tutti gli uomini risusciteranno saranno indistruttibili. Per i giusti il corpo sarò glorioso, immortale e incorruttibile e simile al corpo della gloria di Cristo Gesù. E qui vorrei fare una puntualizzazione doverosa per confutare le asserzioni della Torre di Guardia. Quando la Scrittura parla della risurrezione dei giusti che avverrà nel giorno di Cristo parla della redenzione del corpo infatti Paolo dice ai Romani: "Anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo" (Rom. 8:23). E questo perché solo in quel giorno il corpo mortale dei giusti sarà liberato dalla corruzione e diventerà immortale, glorioso e incorruttibile. Cosicché, possiamo dire che quando muoiono i giusti, essi salvano la loro anima ma ‘perdono’ il loro corpo, ma lo perdono solo temporaneamente, perché lo ricupereranno alla risurrezione quando Dio lo risusciterà. In base dunque a questo insegnamento della redenzione del corpo, la risurrezione dei giusti di cui parla la Torre di Guardia non è affatto la redenzione del corpo perché i giusti il loro corpo con cui sono morti non lo riprenderanno mai immortale e incorruttibile. Essi sperimenteranno una ricreazione ma non una risurrezione corporale. E quindi non otterranno la redenzione del loro corpo di cui parla il Nuovo Testamento, perché il loro corpo con cui sono morti andrà perduto per sempre [24]. Per quanto riguarda invece gli ingiusti sappiamo che il loro corpo sarà un corpo immortale e basta, e difatti saranno gettati nel fuoco eterno dove saranno tormentati per l’eternità. Infatti Gesù un giorno disse di temere colui che "può far perire e l’anima e il corpo nella geenna" (Matt. 10:28) cioè nel fuoco eterno. Si noti che qua il Signore dice che Dio può far perire sia il corpo che l’anima nella geenna. E quando può avvenire questo se non alla risurrezione degli ingiusti? Diciamo questo per fare comprendere che non sarà quindi possibile che gli empi verranno annichiliti. Riflettiamo: che senso avrebbe da parte di Dio risuscitare i corpi degli empi per poi distruggerli e farli tornare alla non esistenza? Se questa è la loro punizione, tanto varrebbe, dato che come dicono i Testimoni di Geova essi ora non esistono più, che essi fossero lasciati già nella non esistenza. Il fatto è però che secondo loro ci sono dei peccatori che non meritano di rimanere nella non esistenza, ma meritano di avere la possibilità di conoscere Dio, ed ecco che allora li fanno tornare in vita a questi e se allora rifiuteranno di ubbidire a Dio, allora e solo allora saranno fatti tornare nella non esistenza, per la seconda volta quindi! Certo è che costoro spacciano menzogne di ogni genere! Come abbiamo visto, coloro che ‘risorgeranno’ durante il millennio, sia ‘giusti’ che ‘ingiusti’, per la Torre di Guardia non torneranno a vivere sulla terra con il corpo con cui erano morti, ma questo è in palese contrasto con queste parole che ha detto Gesù: "L’ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri udranno la sua voce e ne verranno fuori" (Giov. 5:28). Notate infatti che Gesù ha detto che tutti quelli che sono nei sepolcri all’udire la sua voce ne usciranno fuori. Che significa ciò? Che all’udire la sua voce i corpi di coloro che erano morti, sia dei giusti che degli ingiusti, ne usciranno fuori vivificati, trasformati. Non può essere altrimenti, perché Gesù se tutti gli uomini non avessero ripreso il loro corpo alla risurrezione non avrebbe detto che sarebbero usciti dai sepolcri. E per spiegare questo uscire fuori dal sepolcro con il proprio corpo citiamo l’esempio di Lazzaro, che quando Gesù lo risuscitò era da quattro giorni nel sepolcro. Che successe quando Gesù gridò con gran voce: "Lazzaro vieni fuori!" (Giov. 11:43)? Avvenne che "il morto uscì..." (Giov. 11:44). Con che cosa uscì? Con il suo corpo vivificato naturalmente, cioè in vita. Naturalmente, il corpo con cui Gesù risuscitò Lazzaro continuava ad essere un corpo corruttibile, debole e mortale; ma rimane il fatto che all’udire la sua voce egli venne fuori dal sepolcro. Alla risurrezione avverrà una cosa simile: gli uomini nei loro sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio e ne verranno fuori con i loro corpi, ma dei corpi trasformati dalla potenza di Dio in corpi immortali (quindi differenti da quello con cui risuscitarono Lazzaro, la figlia di Iairo, ecc.). I giusti per essere rapiti in cielo ed essere retribuiti in base alle loro opere; gli ingiusti (alla fine del millennio) per comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati e condannati.

La risurrezione di giudicio. La risurrezione di giudizio di cui parlano i Testimoni di Geova non ha nulla a che fare con la risurrezione di giudicio di cui ha parlato Gesù. Perché quella di cui ha parlato Gesù avverrà alla fine del millennio perché è scritto: "Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fosser compiti i mille anni... e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro" (Ap. 20:5,12) [25]. Ad essa parteciperanno coloro che hanno operato male, tra cui coloro che hanno rifiutato di ubbidire all’Evangelo durante la loro vita terrena; essi saranno giudicati in base alle loro opere compiute prima di morire e saranno condannati al tormento eterno nel fuoco eterno, ossia lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Quando Gesù disse che "d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderan conto nel giorno del giudizio" (Matt. 12:36), si riferì alle parole oziose pronunciate in questa vita, ora, dagli uomini mentre abitano nel loro corpo mortale. Anche quando Paolo dice a Timoteo che "i peccati d’alcuni uomini sono manifesti e vanno innanzi a loro al giudizio; ad altri uomini invece, essi tengono dietro" (1 Tim. 5:24) si riferisce a cose malvagie commesse nel corpo in questa vita mortale da taluni per le quali dovranno rendere conto a Dio. E’ del tutto illusoria quindi la dottrina che dice che taluni ingiusti risorgeranno durante il millennio e le loro opere che faranno saranno giudicate da Dio per vedere se saranno degni di vivere eternamente sulla terra. Pensate se le cose fossero come insegnano i Testimoni di Geova; significherebbe che dopo morti i peccatori non verrebbero puniti per i loro misfatti che essi hanno compiuto sulla terra (né andando nell’Ades e neppure venendo giudicati nel giorno del giudizio), perché per essi non dovranno rendere conto a Dio, anzi gli verrebbe data l’opportunità di ricevere la vita eterna sulla terra al pari che a coloro che durante la loro vita avevano creduto in Cristo. Che ingiustizia tutto ciò sarebbe!! Per riassumere quindi, la risurrezione di giudicio è la risurrezione a cui parteciperanno gli empi morti nei loro falli per essere giudicati secondo le loro opere compiute nel loro corpo e condannati come meritano. Cosicché, per stabilire chi risorgerà in risurrezione di giudicio non occorre aspettare la fine del millennio (per la Torre di Guardia, solo allora si potrà dire di taluni, ‘risorti’ durante il millennio, che sono risuscitati in risurrezione di giudizio perché non avranno acquisito con le loro opere compiute durante il millennio il diritto alla vita eterna), perché si sa già che tutti coloro che hanno operato male risorgeranno alla fine del millennio (e non durante per essere messi prima alla prova) in risurrezione di giudicio. Il suddetto discorso delle opere vale anche per i giusti che risorgeranno; perché anch’essi dovranno rendere conto delle opere compiute quand’erano nel corpo. Infatti Paolo dice ai Corinzi: "Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand’era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male" (2 Cor. 5:10). Naturalmente, dato che i giusti risorgeranno in risurrezione di vita, le loro opere saranno giudicate per sapere quanto premio esse meritano. Non si tratterà affatto di opere che essi compieranno durante il millennio per le quali saranno giudicati degni o no di vivere sulla terra per sempre, perché essi sono già certi di vivere per sempre col Signore. Rimane loro solo di sapere quanto premio riceveranno per il loro operato sulla terra. Notate le parole di Paolo "quand’era nel corpo"; esse spiegano questo concetto molto bene. Il giusto non viene in giudizio perché ha creduto in Cristo; egli verrà premiato in base al suo operato [26].

L’opportunità di conoscere Dio che sarà data agli ingiusti risorti. Non è vero che durante il millennio risusciteranno coloro che durante la loro vita non avevano conosciuto Dio e che sarà loro data l’opportunità di conoscerlo; questa seconda opportunità non è prevista da Dio, non è nel suo piano. La Scrittura dice: "Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza" (2 Cor. 6:2) ed anche che "è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" (Ebr. 9:27), e che chi non avrà creduto durante la sua vita terrena sarà condannato. E’ dunque falsa anche la dottrina della possibilità dell’applicazione dei benefici del riscatto di Cristo a coloro che risusciteranno dopo essere morti nel peccato. E poi: ma da quando in qua la Scrittura ci dice che il potere di purificare l’uomo dai suoi peccati ce l’ha oltre che Cristo anche il gruppo dei 144.000? E che questo potere sarà da loro esercitato assieme durante il millennio? Cristo purifica gli uomini dai loro peccati da solo senza avere bisogno dell’aiuto di nessuna creatura; e questo lo fa nei confronti di coloro che mentre sono ancora in vita sulla terra si ravvedono e credono nel suo nome. Quando questo avviene essi vengono liberati dalla schiavitù del peccato e purificati da tutti i loro peccati. Essi sono coloro che prenderanno parte alla prima risurrezione. E dato che le cose stanno così, cioè che i credenti vengono purificati dai peccati e liberati dal peccato una volta per sempre prima di morire in Cristo ed alla risurrezione otterranno un corpo glorioso, potente, immortale, senza macchia e senza peccato non si intravede la ragione per cui essi dovrebbero risuscitare per essere messi alla prova e vedere se desiderano avvalersi del sacrificio del riscatto di Cristo. Che bisogno c’è infatti che quelli che parteciperanno alla risurrezione di vita siano purificati dai loro peccati e liberati dal peccato quando essi risusciteranno con un corpo perfetto, glorioso, senza macchia e senza peccato? Non è questa l’ulteriore prova che i Testimoni di Geova non intendono quello che dicono?

Il regno di Cristo durante il millennio. E’ anche falsa la dottrina che afferma che Cristo durante il millennio regnerà con i 144.000 dal cielo sui sudditi terreni, formati dalla grande folla, e questo lo diciamo perché coloro che risusciteranno alla prima risurrezione regneranno tutti con Cristo sulla terra. E questo perché è scritto che coloro che sono stati comprati a Dio col sangue di Cristo sono stati fatti da Cristo, per il suo Dio, "un regno e de’ sacerdoti; e regneranno sulla terra" (Ap. 5:10) ed altrove che "saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni" (Ap. 20:6).

Il giorno del giudizio. Il giorno del giudizio di cui parlano i Testimoni di Geova si discosta in maniera palese dal giorno del giudizio della Scrittura; secondo loro è un periodo di prova dato agli abitanti del mondo avvenire composto dai sopravvissuti ad Armaghedon e dai ‘risorti’, ma secondo la Scrittura è un giorno in cui Dio sentenzierà la condanna degli empi in proporzione ai loro misfatti. Infatti Giovanni di quel giorno dice che vide i morti piccoli e grandi davanti al trono di Dio "e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro... E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (Ap. 20:12,15). Non è vero che i cristiani saranno dichiarati giusti alla fine del millennio dopo che avranno ubbidito alle leggi di Dio e passato la terribile prova finale. Perché quando abbiamo parlato della giustificazione abbiamo dimostrato che la giustificazione che coloro che credono in Cristo ottengono sulla terra è una giustificazione piena, il che significa che essi vengono dichiarati pienamente giusti da Dio in virtù della giustizia di Cristo e non hanno bisogno di passare questa cosiddetta prova millenaria per essere dichiarati giusti per la vita ed essere iscritti nel libro della vita. Ora la giustificazione è pronta in tutta la sua pienezza! Ed essa si ottiene soltanto mediante la fede; ma come potete vedere la giustificazione dei Testimoni di Geova che si otterrà alla fine del millennio è basata sulle opere. Alcune parole ora su Abramo; la Torre di Guardia afferma che Abramo ‘fu dichiarato giusto come amico di Geova, non come figlio con il diritto alla vita umana perfetta o a regnare con Cristo’ (La Torre di Guardia, 1 dicembre 1985, pag. 15), il che significa che anche lui deve risorgere ed essere messo alla prova prima di acquisire il diritto alla vita eterna sulla terra. Ma noi diciamo: Come si può dire che il patriarca Abramo debba anche lui essere sottoposto a questo giudizio di mille anni prima di essere dichiarato giusto in maniera completa da Dio, quando è detto chiaramente che Abramo credette all’Eterno e ciò gli fu messo in conto di giustizia e fu chiamato amico di Dio (cfr. Gen. 15:6; Is. 41:8)? Non è questo in pieno contrasto con l’insegnamento della Scrittura? Al bando dunque queste profane ciance della Torre di Guardia che fanno passare persino nostro padre Abramo inferiore ai loro 144.000!! E per concludere questa confutazione diciamo questo: ma non hanno mai letto i Testimoni di Geova che Gesù ha detto: "Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giov. 5:24)? Se dunque i credenti non vengono in giudizio è errato pensare che essi dopo che saranno risuscitati dovranno essere sottoposti da parte di Dio a questo giudizio di mille anni per vedere se saranno degni o indegni di vivere per sempre sulla terra. Avete notato che per i Testimoni di Geova nessuno della grande folla può esser sicuro di vivere eternamente sulla terra fino a quando non ci sarà la prova finale alla fine del millennio? Come è diverso invece il sentimento di coloro che hanno creduto con il loro cuore in Cristo; essi sanno sin da ora che vivranno eternamente sulla nuova terra con Cristo. A Lui sia la gloria in eterno. Amen.

 

LA SORTE DEI MALVAGI DOPO LA RISURREZIONE

La dottrina dei Testimoni di Geova

Assieme alla dottrina denominata del ‘sonno dell’anima’ i Testimoni di Geova (come pure gli Avventisti e molti altri), insegnano la dottrina dell’annichilimento dei malvagi. In che consiste questa dottrina? Nell’asserzione che i malvagi dopo che risusciteranno verranno distrutti una volta per sempre e cesseranno di esistere o ritorneranno alla non esistenza e perciò non saranno tormentati per l’eternità (a riguardo però della risurrezione dei peccatori insegnata dai Testimoni di Geova ricordatevi che essi insegnano le seguenti cose; innanzi tutto che non tutti risusciteranno - infatti per loro rimarranno nella non esistenza in cui sono sprofondati Adamo ed Eva, Caino, molti dei Sodomiti, Giuda Iscariota ecc., e quelli che periranno nella battaglia di Armaghedon - e che quelli che risusciteranno durante il millennio avranno la possibilità di ubbidire al Vangelo e ricevere la vita eterna; per cui per loro solo quei peccatori ‘risorti’ che avranno rifiutato di ubbidire alle leggi di Dio verranno annichiliti). In altre parole essi dicono che la punizione è eterna nel senso che cesseranno di esistere per l’eternità ma non nel senso che continueranno a vivere immersi in un lago di fuoco e di zolfo a piangere e a stridere i denti per l’eternità . Ecco alcune loro parole neganti il tormento eterno dei malvagi [27]. Nel libro Sia Dio riconosciuto verace si legge: ‘La dottrina d’un inferno ardente dove i malvagi sono eternamente torturati dopo la morte non può essere vera, principalmente per quattro motivi: 1) perché è assolutamente antiscritturale; 2) perché è assurda; 3) perché è contraria all’amore di Dio; e 4) perché ripugna alla giustizia’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 80) [28]. Anche Russell negò le pene eterne per i peccatori infatti disse: ‘L’intendimento giusto dei termini mortale e immortale e dell’uso loro nelle Scritture distrugge la base stessa della dottrina delle pene eterne (...) essi sono tuttavia talmente infatuati dell’idea delle pene eterne che vi si afferrano a dispetto delle dichiarazioni contrarie delle Scritture’ (Russell, op. cit., serie I, pag. 215,183).

Confutazione

I malvagi non saranno annichiliti, ma bensì tormentati per sempre

Noi adesso dimostreremo che la dottrina secondo la quale i malvagi saranno tormentati per l’eternità nel fuoco eterno è vera perché perfettamente scritturale e di conseguenza non è una dottrina introdotta dal Diavolo, non è assurda né contraria all’amore di Dio e non ripugna neppure la giustizia di Dio ma la esalta. I seguenti passi della Scrittura parlano non di annichilimento dei malvagi ma di tormento eterno dei malvagi, il che significa che essi saranno tormentati per l’eternità nel fuoco eterno.

Ÿ Gesù disse di coloro che saranno messi alla sua sinistra: "E questi se ne anderanno a punizione eterna..." (Matt. 25:46).

Ÿ Paolo ai Tessalonicesi dice: "Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione...." (2 Tess. 1:7-9).

Ÿ Giovanni, nel libro della Rivelazione ha scritto: "E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome" (Ap. 14:9-11). Notate queste espressioni "il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli" che indica che il loro tormento sarà senza fine, e "non hanno requie né giorno né notte" che indicano chiaramente che quelle persone non avranno mai nessun riposo a differenza di coloro che vivranno per sempre col Signore che si riposeranno dalle loro fatiche.

Ÿ Giovanni, sempre nel libro della Rivelazione, ha detto che il falso profeta e la bestia all’inizio del millennio, e poi il diavolo al termine dei mille anni, saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo e che quivi "saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli" (Ap. 20:10). Naturalmente dato che anche i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo è necessario dire che anche loro vi saranno tormentati per l’eternità (cfr. Ap. 21:8).

Ÿ Gesù disse: "E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna, dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne" (Mar. 9:47-48). Notate che è scritto che il verme dei malvagi non muore e il fuoco non si spegne, il che indica che la loro tortura sarà continua, senza fine alcuna.

Ÿ Giuda ha detto che Sodoma e Gomorra e le città circonvicine "essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d’un fuoco eterno" (Giuda 7). Ciò significa che gli abitanti di quelle città malvage quando in quel giorno risusciteranno saranno condannati ad essere tormentati per l’eternità nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Anche al presente comunque gli abitanti di quelle città sono nei tormenti; e precisamente nell’Ades.

Come potete vedere questi passi sopra citati parlano in una maniera o nell’altra di tormento eterno ma i Testimoni di Geova dicono che essi non vanno interpretati letteralmente, il che è sbagliato perché altrimenti non dovremmo interpretare letteralmente neppure le parole di Gesù "ma i giusti a vita eterna" (Matt. 25:46), e quelle di Giovanni, sempre a proposito dei giusti, "ed essi regneranno nei secoli dei secoli" (Ap. 22:5).

Ma essi dicono anche che il solo pensiero che degli uomini saranno tormentati per l’eternità è cosa contraria all’amore di Dio. Non é affatto vero che Dio che è amore non può condannare ad un eterno tormento i peccatori impenitenti e questo perché Dio è pure giusto ed ha detto spesso che non terrà il colpevole per innocente. Lui farà quello che ha decretato e non c’é nessuno che potrà impedirglielo; come non ci fu nessuno che poté impedire a Dio di sterminare il mondo antico e le città di Sodoma e Gomorra, così nessuno riuscirà in quel giorno a persuadere Dio di non mandare a soffrire per l’eternità delle sue creature per le loro malvage azioni compiute sulla terra. Non v’è ingiustizia alcuna in Dio e se lui ha stabilito di mandare ad un eterno supplizio i malvagi vuol dire che questa é la giusta pena che meritano tutti quei peccatori che rifiutano di ravvedersi e di ubbidire al Vangelo della grazia di Dio. Noi non osiamo metterci a condannare Dio o a censurare la sua Parola, perché siamo dei rottami fra rottami dei vasi di terra!

Noi crediamo che se Dio ha preparato il fuoco eterno per il diavolo e i suoi angeli ed ha decretato che là essi dovranno essere gettati per esservi tormentati per l’eternità, non ha per nulla errato nel giudizio. E chi può dire che Satana e i suoi angeli non meritino di essere tormentati nel fuoco per l’eternità? Considerando il male che sia Satana che i suoi angeli hanno compiuto fino al presente e che compiranno ancora fino alla fine bisogna riconoscere che sarebbe ingiusto da parte di Dio non condannarli ad un eterno tormento! Per ciò che riguarda i figliuoli del diavolo Gesù ha detto che manderà i suoi angeli che li raccoglieranno e li getteranno nella fornace del fuoco eterno; un atto ingiusto forse da parte del Signore? Affatto, perché "egli giudica e guerreggia con giustizia" (Ap. 19:11).

Ed infine dato che come abbiamo visto i Testimoni di Geova insegnano che Giuda Iscariota sarà uno di quelli che non risusciterà perché quando è morto è stato annichilito una volta per sempre vogliamo dire che non è vero né che Giuda quando è morto è stato annichilito una volta per sempre (e che quindi non è sceso nelle fiamme dell’Ades) e né che in quel giorno non risusciterà perché altrimenti Gesù non avrebbe detto a riguardo di Giuda: "Guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per cotest’uomo se non fosse mai nato" (Matt. 26:24). In altre parole Giuda quando morì scese nell’Ades e, dopo avere speso tanti secoli nelle fiamme dell’Ades, risusciterà in quel giorno per essere giudicato secondo le sue opere ed essere gettato nel fuoco eterno ma non per esservi annientato ma per esservi tormentato. Se Giuda fosse tornato a non esistere per sempre quando morì o se egli in quel giorno fosse fatto tornare alla non esistenza Gesù avrebbe detto che per lui sarebbe stato come se non fosse mai nato - perché le cose si sarebbero equivalse - ma non che per lui sarebbe stato meglio che non fosse mai nato! Il fatto quindi che Gesù gli rivolse quelle parole significa che quello che aspettava Giuda era un eterno tormento, altro che annientamento.

Il nostro Dio è un vendicatore

Il profeta dice: "L’Eterno é un Dio geloso e vendicatore; l’Eterno é vendicatore e pieno di furore; l’Eterno si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici. L’Eterno é lento all’ira, é grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente" (Nah. 1:2-3). Queste parole del profeta Nahum attestano che Dio non é solo amore, ma é anche un vendicatore. Ora, vi menziono alcuni passi della Scrittura che attestano che il Signore quando apparirà dal cielo si vendicherà degli operatori d’iniquità:

Ÿ "Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano col fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. Il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti" (Matt. 13:40-42).

Ÿ "La tua mano troverà tutti i tuoi nemici; la tua destra raggiungerà quelli che t’odiano. Tu li metterai come in una fornace ardente, quando apparirai; l’Eterno, nel suo cruccio, li inabisserà, e il fuoco li divorerà" (Sal. 21:8-9).

Ÿ "Poiché è cosa giusta presso Dio il rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; e a voi che siete afflitti, requie con noi, quando il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi" (2 Tess. 1:6-10).

Come potete vedere la Scrittura non lusinga gli empi in nessuna maniera, ma dice chiaramente che cosa li attende. Ma noi che faremo? Ci metteremo a lusingarli non avvertendoli che se non si ravvedono e non credono nel nostro Signore finiranno nel fuoco eterno, ma ancora prima, quando moriranno, nell’Ades? Così non sia. Noi siamo in obbligo di parlare della fine che attende tutti coloro che rifiutano di ubbidire al Vangelo di Dio senza celare loro nulla. Oggi, in seno a molte chiese non si sente mai parlare né dell’Ades e neppure del giorno della vendetta di Dio, come se fossero argomenti dottrinali su cui la Scrittura tace e non fa sapere nulla, o come se fossero cose da non sapere e da non fare sapere agli altri; noi siamo dell’avviso che non bisogna tacere su cose su cui Gesù stesso che discese dal cielo parlò in molte e svariate maniere alla sua generazione.

 

I NUOVI CIELI E LA NUOVA TERRA

La dottrina dei Testimoni di Geova

Saranno distrutti questi cieli e questa terra per i Testimoni di Geova? Assolutamente no. Ecco infatti cosa insegna la Torre di Guardia a proposito: ‘Dio non ha nessun motivo di porre fine ai cieli dove risiede, e lo stesso dicasi di tutti i corpi celesti fisici. E il globo terrestre non gli ha dato nessun motivo di per sé di distruggerlo, malgrado ciò che gli uomini hanno fatto per contaminarne e inquinarne la superficie’ (La Torre di Guardia, 15 luglio 1984, pag. 5). Ma allora che cosa intendono i Testimoni di Geova per dissolvimento di questi cieli e questa terra e per creazione di nuovi cieli e nuova terra? Ce lo spiega la Torre di Guardia: ‘Quando Pietro fa riferimento ai ‘cieli’ che saranno bruciati, parla dei ‘cieli, simbolici. Sono i governi che esercitano il dominio sugli uomini che formano la ‘terra’ (...) Le autorità governative formate da uomini imperfetti spesso oppressivi si sono dimostrate un completo fallimento e saranno dissolte nel ‘giorno di Geova’, come fa notare Pietro. Saranno sostituite dai ‘nuovi cieli’ composti da Gesù Cristo e dal numero limitato che va in cielo per formare il governo del Regno. Per questo motivo Pietro scrisse: ‘Secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia (...) Sopra chi regneranno? Ovviamente sopra i sudditi sulla terra, altrimenti questo versetto non avrebbe nessun senso. La vecchia ‘terra’ avrà fine, come se fosse bruciata, quando gli uomini malvagi e le loro istituzioni saranno distrutti, lasciando solo una ‘nuova’ società terrena (...) questa sarà davvero una ‘nuova’ società di persone, una ‘nuova terra’! (ibid., pag. 6); ‘La ‘nuova terra’ è composta da una giusta razza umana che abiterà il purificato pianeta Terra...’ (La Torre di Guardia, 1 aprile 1984, pag. 9) [29]. In altre parole secondo la Torre di Guardia questi cieli sono i governi degli uomini e questa terra è questa società malvagia, che saranno distrutti ed il loro posto sarà preso per quanto riguarda i cieli dal governo di Gesù Cristo e dei 144.000 (i nuovi cieli) mentre per quanto riguarda la terra dalla nuova società del nuovo mondo (la nuova terra) [30].

Confutazione

La Scrittura dice che questi cieli e questa terra saranno annichiliti e al loro posto Dio ne creerà di migliori

Le seguenti Scritture affermano che questa terra e questi cieli spariranno perché Dio li distruggerà mediante il fuoco.

Ÿ Gesù disse: "Il cielo e la terra passeranno..." (Luca 21:33).

Ÿ Paolo disse che "le cose che si vedono son solo per un tempo" (2 Cor. 4:18).

Ÿ Pietro dice: "Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. Poiché dunque tutte queste cose hanno da dissolversi, quali non dovete voi essere, per santità di condotta e per pietà, aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio, a cagion del quale i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si struggeranno?" (2 Piet. 3:10-12).

Ÿ Nei Salmi è scritto: "Tu fondasti ab antico la terra, e i cieli son l’opera delle tue mani. Essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si logoreranno come un vestito; tu li muterai come una veste e saranno mutati" (Sal. 102:25-26).

Ora, mentre da un lato noi crediamo che Dio farà scomparire questa terra e questo cielo, dall’altro crediamo che Dio creerà un nuovo cielo e una nuova terra infatti "secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, ne’ quali abiti la giustizia" (2 Piet. 3:13). Ma dov’è scritta questa promessa? Nel libro del profeta Isaia, infatti quivi troviamo scritte le seguenti parole: "Poiché, ecco, io creo de’ nuovi cieli e una nuova terra" (Is. 65:17). Giovanni nella visione che ebbe sull’isola di Patmo vide sparire questo cielo e questa terra ed apparire il nuovo cielo e la nuova terra infatti dice: "Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro" (Ap. 20:11), ed anche: "Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più" (Ap. 21:1). Quindi secondo le parole di Giovanni nella nuova terra non ci sarà il mare.

Noi credenti siamo certi che se abbiamo costanza nella prova regneremo con Cristo per l’eternità; noi sappiamo che la Nuova Gerusalemme un giorno scenderà dal cielo sulla nuova terra che Dio creerà a suo tempo, e siamo sicuri che è là che noi regneremo nei secoli dei secoli con Cristo. Gesù ha detto: "Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra" (Matt. 5:5). Ora, i credenti sono eredi di Dio e coeredi di Cristo, ed é chiaro che per essere chiamati eredi devono ereditare un eredità da Dio. Secondo la Scrittura questa eredità che erediteranno coloro che Dio ha chiamati al suo regno é eterna infatti nella lettera agli Ebrei é scritto: "Ed é per questa ragione che egli é mediatore d’un nuovo patto, affinché, avvenuta la sua morte per la redenzione delle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa" (Ebr. 9:15). Perciò, siccome che questa terra non é eterna, perché è solo per un tempo, non possiamo definirla parte dell’eterna eredità che i mansueti erediteranno; quindi non possiamo dire che vivremo per sempre su questa terra. Ma se é vero che questa terra ha il tempo contato, é altresì vero che la nuova terra che Dio creerà sarà eterna secondo che é scritto in Isaia: "I nuovi cieli e la nuova terra ch’io sto per creare sussisteranno stabili dinanzi a me, dice l’Eterno" (Is. 66:22). Per questo noi diciamo che la terra che i mansueti erediteranno non é la presente ma quella futura che Dio, a suo tempo, creerà assieme ai nuovi cieli.

E’ chiara dunque la Scrittura a riguardo della fine che faranno questo cielo e questa terra; ma quello che la Scrittura dice chiaramente la Torre di Guardia, come al solito, l’ha offuscato con allegorie arbitrarie. Fratelli, guardatevi da quest’altra allegoria dei Testimoni di Geova perché essa è falsa.

 

CONCLUSIONE

Alla fine di questo capitolo ritengo opportuno riassumere per sommi capi qual è l’insegnamento della Scrittura a riguardo degli avvenimenti trattati in esso; faccio questo per facilitarne la sua comprensione dato che nel confutare le strane dottrine escatologiche della Torre di Guardia ho toccato diversi argomenti e qualcuno potrebbe non riuscire a collegarli tra di loro.

Quando Gesù tornerà dal cielo con gloria e con potenza, suonerà la tromba di Dio, ed i morti in Cristo risorgeranno i primi, poi noi viventi che saremo rimasti fino a quel giorno saremo trasformati in un batter d’occhio, cioè otterremo un corpo immortale, glorioso e incorruttibile (lo stesso che otterranno i risorti), senza vedere così la morte fisica, e con questo nuovo corpo saremo rapiti sulle nuvole del cielo assieme ai morti in Cristo risorti. Sulla terra intanto la bestia e i re della terra si saranno radunati per muovere guerra all’Agnello e a coloro che saranno con Lui. Il Signore allora li distruggerà; essi non potranno vincere. Inizierà così il regno millenario, un regno di pace e di giustizia, durante il quale Cristo regnerà sulla terra con tutti coloro che hanno partecipato alla prima risurrezione (che è la risurrezione di vita), i quali sono sacerdoti e re. Durante questo periodo di tempo (mille anni) Satana sarà legato, per cui egli non potrà sedurre le nazioni. Alla fine di questo periodo di mille anni, avverrà che Satana sarà sciolto e sedurrà le nazioni, le quali assaliranno i santi ma dal cielo il Signore farà scendere il fuoco che le divorerà. Quanto a Satana, egli sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove lo hanno preceduto (questo all’inizio del millennio) la bestia e il falso profeta che vi erano stati gettati vivi. Dopo la punizione del diavolo, ci sarà la risurrezione degli empi, cioè la risurrezione di giudicio nella quale tutti gli uomini compariranno davanti al trono di Dio per essere giudicati secondo le loro opere e condannati ad una eterna infamia e punizione nel fuoco eterno, o morte seconda. I santi invece regneranno per l’eternità nei nuovi cieli e nella nuova terra che Dio creerà dopo avere distrutto questi cieli e questa terra alla fine del millennio. E qui è bene dire queste cose. Secondo quello che vide Giovanni sull’isola di Patmos, quando Dio creerà i nuovi cieli e la nuova terra scenderà dal cielo la Nuova Gerusalemme, ossia la città che ha i veri fondamenti il cui architetto e costruttore è Dio. Questa gloriosa città che scenderà d’appresso a Dio con la gloria di Dio si poserà sulla nuova terra, in cui non ci sarà più mare, ed in essa abiteranno per l’eternità coloro i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello. E siccome "in essa sarà il trono di Dio e dell’Agnello" (Ap. 22:3), è implicito che in questa città abiteranno pure i 144.000 di cui viene detto "che seguono l’Agnello dovunque vada" (Ap. 14:4). Quindi nella santa città che dimorerà per sempre sulla nuova terra, abiteranno tutti coloro che quando morirono andarono ad abitare in cielo con il Signore, in attesa della loro risurrezione. Quindi è bene sempre tenere presente che a coloro che muoiono in Cristo li aspetta da subito il cielo, in attesa di regnare nei secoli dei secoli sulla nuova terra, dopo che si saranno compiuti la risurrezione, il millennio e il giudizio di tutti gli uomini. "Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra" (Matt. 5:5), la nuova naturalmente.

Sapendo dunque fratelli che ci aspetta la gloria eterna, vi esorto a ritenere ferma sino alla fine la speranza che Dio vi ha dato nella sua grande misericordia. Tenetela stretta; non vi lasciate trarre in inganno dalle passioni ingannatrici del vecchio uomo che vi porterebbero a rinunciare a questa speranza per andare dietro alla vanità, ai piaceri di questo mondo che nulla giovano a coloro che gli vanno dietro e che alla fine li remunerano sulla terra con guai e dolori di ogni genere e dopo la morte con il pianto e lo stridor dei denti, prima nell’Ades e poi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Ah, quanti un giorno avevano creduto, si erano rallegrati per avere conosciuto la verità e la speranza della gloria eterna, avevano per un certo tempo dato ascolto alla voce del Pastore e Vescovo delle anime nostre, ma poi hanno abbandonato la retta via perché hanno preferito la gloria degli uomini anziché quella che viene da Dio, i piaceri del peccato anziché il premio celeste. E dove sono ora? Coloro che sono vivi fisicamente sono pieni di guai, di dolori, che non sono altro che la condegna mercede del loro traviamento; mentre coloro che sono morti sono all’inferno, in mezzo al fuoco ad urlare, a piangere, a stridere i loro denti, aspettando solo quel giorno in cui Dio li giudicherà secondo le loro opere condannandoli allo stagno ardente di fuoco e di zolfo.

 

 

NOTE

 

[1] Vi ricordo che per Russell invece, Gesù era tornato in maniera invisibile nel 1874. Da quell’anno era iniziato il periodo della tribolazione che sarebbe culminato con la fine del presente sistema di cose nel 1914. Egli era arrivato alla conclusione che il 1874 segnava il principio della tribolazione basandosi sulla Grande Piramide d’Egitto. Egli disse infatti: ‘La misurazione del ‘Passaggio d’Entrata’ da quel punto, per trovare la distanza fino all’entrata della ‘voragine’ (‘Pit’), che rappresenta la grande tribolazione e distruzione con cui questa età si deve concludere, quando il diavolo sarà rovesciato dal potere, noi troviamo essere di 3416 pollici; che simboleggiano 3416 anni a partire dalla suddetta data, 1542 A.C. Questo calcolo mostra che il 1874 D.C. marca l’inizio del periodo della tribolazione; perché 1542 anni A.C. più 1874 D.C. fanno 3416 anni. Così la Piramide testimonia che il termine del 1874 era l’inizio cronologico del tempo della tribolazione, tale che non ci fu da quando esiste una nazione -, no, e neppure ci sarà dopo’ (Studi sulle Scritture, vol. III, edizione anteriore al 1914, pag. 342). Nell’edizione del 1916 dello stesso volume, il corridoio della Piramide fu allungato di 41 pollici per cui l’inizio della grande tribolazione fu spostato alla fine del 1914. La Torre di Guardia ora rigetta i calcoli fatti da Russell basandosi sulla Piramide. ‘... è un insulto a Dio sostenere che egli abbia ritenuto necessario convalidare la sua Parola ispirata con un muto monumento (...) Per quanto alcune delle sue misure sembrino rimarchevoli, non si può però negare che hanno dato adito a false speranze conclusesi in delusione (...) riguardo alla grande Piramide non abbiamo altra alternativa che concludere che sia stata compiuta mediante potere demonico piuttosto che mediante la forza attiva di Dio. (...) possiamo trovare una giustificazione alla costruzione della Grande Piramide, come monumento eretto all’astrologia nella speranza di scoprire i segreti fondamentali della vita e di tutta la materia. (...) Questa, la più logica di tutte le spiegazioni intorno alla costruzione della Grande Piramide di Giza, indicherebbe dunque che certamente essa fu una manifestazione della religione del Diavolo, e costruita per promuovere tale religione’ (La Torre di Guardia, 15 febbraio 1958, pag. 100-103). [ç ]

 

[2] Con queste parole essi spiegano il perché nel 1918 si vennero a formare dei gruppi scismatici; perché Cristo entrando nel suo ‘tempio’ separò lo ‘schiavo fedele e discreto’ (i 144.000) dal malvagio servitore (la classe degli scismatici)! Per confermare la data del 1918 essi dicono: ‘Come Gesù purificò il tempio in Gerusalemme tre anni e mezzo dopo la sua unzione con lo spirito di Dio quale Re; così pure tre anni e mezzo dopo che ebbe preso il regale controllo, nell’autunno del 1914, venne nel tempio spirituale ed incominciò a purificarlo. Ciò ebbe luogo nella primavera del 1918...’ (ibid., pag. 189-190). Ma i Testimoni di Geova hanno dimenticato che quando Gesù entrò nella casa del Padre suo a Gerusalemme cacciò da essa tutti coloro che vendevano e che avevano fatto di quella casa una spelonca di ladroni. Cosa che invece egli non avrebbe fatto nel 1918 quando venne nella ‘casa di Dio’ di Brooklyn, perché coloro che vendevano libri, opuscoli e altro materiale inerente al ‘regno di Dio’ rimasero al loro posto. Strana davvero dunque questa purificazione compiuta da Gesù nel 1918! Come potete vedere, oltre che a dover dire che in quell’anno non avvenne questa purificazione del tempio, occorre dire che il paragone fatto con la purificazione del tempio di Gerusalemme si dimostra del tutto arbitraria e contraddittoria. [ç ]

 

[3] Più avanti vedremo quale è il sofisma usato dai Testimoni di Geova a proposito di queste parole dell’Apocalisse. Per ora diciamo quello che dicono a proposito delle parole degli angeli citate sopra: ‘Gli angeli, in effetti, dissero ai discepoli che era inutile che scrutassero il cielo, aspettandosi di vedervi apparire Gesù. Infatti la nuvola l’aveva raggiunto, ed egli era scomparso alla vista. Ma sarebbe tornato nella stessa maniera, invisibilmente, inosservato dagli occhi fisici’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. I, pag. 489). Ma noi diciamo: ‘Ma se gli angeli dissero ai discepoli che Gesù tornerà nella stessa maniera in cui essi l’avevano veduto andare in cielo, vuol dire che i discepoli lo videro salire in cielo con i loro occhi fisici, quindi se hanno detto nella stessa maniera vuol dire che al suo ritorno sarà ugualmente visto dai suoi. Si noti che poco prima è scritto che Gesù fu elevato e che una nuvola "accogliendolo, lo tolse d’innanzi agli occhi loro" (Atti 1:9) il che vuol dire che essi lo videro elevarsi e salire in cielo, solo che ad un certo punto venne una nuvola che gli impedì di vederlo con gli occhi. Non sappiamo a che distanza dalla terra avvenne questo, ma comunque l’arrivo di quella nuvola gli impedì di vederlo. La ragione quindi non era perché Gesù era uno spirito invisibile, ma perché una nuvola lo tolse dinanzi agli occhi loro. [ç ]

 

[4] A sostegno di questa loro incertezza solitamente essi citano queste parole di Sofonia: "Cercate l’Eterno, voi tutti, umili della terra, che avete praticato le sue prescrizioni! Cercate la giustizia, cercate l’umiltà! Forse, sarete messi al coperto nel giorno dell’ira dell’Eterno" (Sof. 2:3). Ma sotto la grazia, questo forse è scomparso, perché Paolo dice: "Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall’ira" (Rom. 5:9), e questo perché, come sempre l’apostolo dice ai Tessalonicesi, "Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottener salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo" (1 Tess. 5:9). Quindi, il vero credente sa di scampare all’ira di Dio a venire. Egli non dice forse sarò, ma di certo sarò, in virtù della sua piena fiducia in Colui che lo libera dall’ira a venire, cioè Gesù Cristo, Dio benedetto in eterno. Amen. [ç ]

 

[5] ‘... Russell si unì a Nelson H. Barbour, di Rochester, New York, pubblicando un libro intitolato ‘Tre mondi, e la mietitura di questo mondo’. In questo libro si esponeva che la fine dei tempi dei Gentili nel 1914 sarebbe stata preceduta da un periodo di quarant’anni contrassegnato dall’inizio d’una mietitura di tre anni e mezzo, a cominciare dal 1874 E.V. Si comprendeva che questa mietitura sarebbe avvenuta sotto l’invisibile direttiva del Signore Gesù Cristo, la cui presenza o parusia cominciò nell’anno 1874. (...) Si calcolò che l’anno 1874 fosse la fine dei sei millenni di peccato fra il genere umano. Si comprese che da quest’ultima data il genere umano fosse nel settimo millennio. Da questa comprensione degli avvenimenti, la classe della ‘casta vergine’ cominciò ad andare incontro allo Sposo celeste nell’anno 1874, giacché credevano che egli fosse arrivato quell’anno e che da allora in poi sarebbe stato invisibilmente presente. Ritennero di vivere già all’invisibile presenza dello Sposo. A causa di questo fatto, quando Charles T. Russell cominciò a pubblicare nel luglio 1879 la sua propria rivista religiosa, la stampò col titolo ‘Torre di Guardia di Sion e Araldo della presenza di Cristo’. (...) La nuova rivista annunciava la presenza invisibile di Cristo come iniziata nel 1874. Questa presenza doveva continuare sino alla fine dei Tempi dei Gentili nel 1914, quando le nazioni gentili sarebbero state distrutte e il rimanente della classe della ‘casta vergine’ sarebbe stato glorificato con il loro sposo in cielo mediante la morte e la risurrezione alla vita in spirito’ (Il millenario regno di Dio si è avvicinato, Germania Occ. 1975, pag. 187-188). Nel libro The Time Is At Hand, pubblicato nel 1889, Russell affermava: ‘In verità, è aspettarsi grandi cose proclamare, come facciamo noi; entro i prossimi ventisei anni tutti gli attuali governi saranno rovesciati e dissolti; (...) In considerazione della solida evidenza biblica relativa ai tempi dei Gentili, noi riteniamo una verità stabilita che la completa fine dei regni di questo mondo, e il pieno insediamento del Regno di Dio, saranno completati entro la fine del 1914 A.D’ (pag. 98 e 99); ed anche: ‘Quindi, non dovete sorprendervi quando nei prossimi capitoli presenteremo le prove che l’insediamento del Regno di Dio è già cominciato, che la profezia attesta l’inizio dell’esercizio del potere nel 1878 A.D., e che la ‘battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente’ (Riv. 16:14), che finirà nel 1914 A.D con la completa distruzione degli attuali governi della terra, è già cominciata. Lo schieramento degli eserciti è chiaramente visibile dal punto di vista della Parola di Dio’ (pag. 101). Nel 1891 in un altro suo libro intitolato Thy Kingdom Come Russell affermava: ‘E, con la fine del 1914 A.D., ciò che Dio chiama Babilonia e gli uomini chiamano Cristianesimo, sarà sparito com’è già illustrato dalla profezia’ (pag. 153). [ç ]

 

[6] Secondo i calcoli di Russell il 1° ottobre del 1914 sarebbero terminati i tempi dei Gentili e la Chiesa sarebbe andata in cielo. L’Annuario del 1976 ricorda quanto avvenne la mattina del 2 ottobre nella sede centrale di Brooklyn, dopo che tutti si resero conto che nulla di ciò che Russell aveva detto si era verificato il giorno prima: ‘Tutti erano seduti quando entrò il fratello Russell. Come al solito, egli disse allegramente: ‘Buon giorno a tutti’. Ma questa particolare mattina fu diversa. Invece di andare prontamente al suo posto, batté le mani e con gioia annunciò: ‘I Tempi dei Gentili sono finiti; i loro re hanno avuto la loro opportunità’. ‘Come battemmo le mani!’ esclama Cora Merrill. Il fratello MacMillian ammise: ‘Eravamo molto emozionati e non mi sarei sorpreso se in quel momento avessimo iniziato l’ascesa, essendo quello il segnale per cominciare a salire in cielo; ma naturalmente non ci fu proprio nulla del genere’. La sorella Merrill aggiunge: ‘Dopo una breve pausa egli [ Russell] disse: Qualcuno è deluso? Io no. Ogni cosa procede secondo il programma! Di nuovo battemmo le mani’ (Annuario dei Testimoni di Geova 1976, pag. 71). [ç ]

 

[7] Si tenga presente che il testo inglese di questo libro di Rutherford dopo il 1925 fu modificato infatti sui libri in circolazione si cancellò la data 1925 e si stampò, con caratteri tipografici diversi dagli altri, la parola inglese ‘soon’ - di quattro caratteri come ‘1925’ - che significa ‘presto, tra poco’. Queste modifiche avevano lo scopo di far dimenticare ai Testimoni di Geova quello che Rutherford aveva detto dover avvenire nel 1925. [ç ]

 

[8] Rutherford dichiarerà: ‘Riconosco d’aver fatto la figura di un asino’ (citato da Raymond Franz in Crisi di coscienza, Napoli 1988, pag. 205). Quando poi nel 1926 si recherà in Svizzera, durante un assemblea in cui ci fu un’adunanza con interventi fu registrato il seguente scambio di battute: DOMANDA: I dignitari dell’antichità sono tornati? RISPOSTA (di Rutherford): Certo che no. Nessuno li ha visti, e sarebbe sciocco fare un tale annuncio. Il libro ‘Milioni’ diceva che potevamo ragionevolmente attenderci il loro ritorno poco dopo il 1925, ma quella era semplicemente un’opinione’ (citato da Raymond Franz in op. cit., pag. 272). A motivo di questa delusione molti Testimoni di Geova lasciarono la Società. Nel 1930 Rutherford, per mostrare a tutti che il movimento continuava a credere nella risurrezione imminente dei patriarchi fece costruire, spendendo settantacinquemila dollari del tempo, una villa lussuosa per loro. La villa fu chiamata Beth-Sarim cioè ‘Casa dei Principi’ e avrebbe dovuto ospitare i patriarchi risorti, e venne difesa strenuamente da Rutherford contro coloro che si permettevano di ironizzare su di essa. In realtà però la villa fu la sua dimora terrena, e lì morirà nel 1942. Qualche anno dopo la sua morte il suo successore la venderà dicendo che essa aveva compiuto l’opera per cui era stata costruita. [ç ]

 

[9] Nel 1966 Fred Franz (l’allora vice presidente della Torre di Guardia) pubblicò il libro intitolato Vita eterna nella libertà dei figli di Dio in cui veniva detto: ‘Dal tempo di Ussher è stato fatto un intenso studio della cronologia biblica. In questo ventesimo secolo è stato fatto uno studio indipendente che non segue ciecamente qualche tradizionale calcolo cronologico della cristianità, e lo stampato calcolo del tempo che risulta da questo studio indipendente indica la data della creazione dell’uomo come il 4026 a.E.V. Secondo questa fidata cronologia biblica seimila anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, e il settimo periodo di mille anni della storia umana comincerà nell’autunno del 1975 E.V.’ (pag. 28-29). Era così sentita questa fatidica data, negli anni anteriori al 1975, che un certo numero di Testimoni di Geova si prepararono al grande evento in queste maniere. Alcuni liquidarono i propri affari, lasciarono il lavoro, vendettero case e fattorie e si trasferirono in altre zone per ‘servire dove il bisogno era maggiore’ con mogli e figli, ritenendo di avere fondi a sufficienza per arrivare fino al 1975. Altri, tra cui anche delle persone anziane, incassarono le polizze di assicurazione, e altri i titoli di valore; e qualcuno rinviò operazioni chirurgiche pensando che con l’inizio del millennio non ce ne sarebbe stato più bisogno. Nell’aprile del 1975 (quando l’attesa della fine del mondo era immensa) sulla rivista Svegliatevi! venivano elogiate e difese quelle coppie che avevano deciso di non avere figli per poter meglio proclamare il messaggio della Torre di Guardia: ‘Oggi c’è una grande folla di persone che confidano che ora è imminente una distruzione di proporzioni ancora più grandi. Le evidenze indicano che fra breve la profezia di Gesù avrà un adempimento maggiore, su questo intero sistema di cose. Questo è stato uno dei maggiori fattori che ha indotto molte coppie a decidere di non avere figli in questo tempo. Hanno preferito rimanere senza figli così che sarebbero stati meno ostacolati nell’osservanza delle istruzioni di Gesù Cristo di predicare la buona notizia del regno di Dio in tutta la terra prima che venga la fine di questo sistema (...) ci sono molte buone ragioni perché le coppie decidano ora di non avere figli. Anche nella profezia di Gesù riguardo al tempo della fine, si trovano buone ragioni per rimanere senza figli. Perciò, sarebbe interamente scorretto da parte di chiunque criticare quelli che decidono che questo non è il tempo per avere figli’ (Svegliatevi!, 8 aprile 1975, pag. 11-12). [ç ]

 

[10] La ragione addotta al mancato adempimento della predizione fu questa, e cioè che i seimila anni erano stati calcolati dal momento in cui era terminata la creazione di Adamo, mentre dovevano essere calcolati a partire dal momento in cui era terminata la creazione di Eva (creazione questa che avvenne qualche tempo dopo quella di Adamo), che ancora non poteva essere specificato. Per cui non si poteva ancora stabilire quando era cominciato il riposo di Dio di settemila anni’!! Ha detto bene la Sapienza: "Anche se tu pestassi lo stolto in un mortaio in mezzo al grano col pestello, la sua follia non lo lascerebbe" (Prov. 27:22). [ç ]

 

[11] Facciamo notare che la dottrina sul chi sono coloro che procreeranno figli durante il millennio è cambiata perché prima veniva detto che anche quelli delle ‘altre pecore’ che sarebbero risuscitati dopo la battaglia di Armaghedon avrebbero procreato durante il millennio: ‘In ubbidienza all’ordine divino, questi retti figliuoli del ‘Padre eterno, (il) Principe della pace’, si sposeranno e produrranno dei figliuoli, non per disturbo o per la guerra mortale, ma per riempire la terra’ (La verità vi farà liberi, Brooklyn 1930, pag. 365); ‘Iddio avendo concesso loro di nutrire una tale speranza, ed essendo essi morti fedeli ed irreprensibili verso Geova, ne consegue ch’Egli non rinnegherà loro il privilegio dell’ordine divino’ (op. cit., pag. 366). Ma in seguito il matrimonio e la procreazione furono preclusi ai ‘risorti’ delle ‘altre pecore’ e limitati solo ai sopravvissuti di Armaghedon: ‘Dopo essere risuscitati dalle tombe non prenderanno parte alla procreazione d’una discendenza, ma ad essi si applicano le parole di Luca 20:34-36’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 275). Questa procreazione comunque avrà fine ad un certo punto ‘perché lo scopo del Regno non è quello di riempire la terra paradisiaca con la progenie dei superstiti di Harmaghedon fino al massimo’ (Nuovi cieli e Nuova terra, pag. 319). [ç ]

 

[12] Strana davvero questa loro affermazione sapendo che per loro lo Spirito Santo non è una persona ma una forza impersonale. [ç ]

 

[13] Ecco perché i Testimoni di Geova stanno del continuo a mettere in guardia da Armaghedon (che è sempre alle porte) perché gli è stato detto che chi perirà in quella battaglia non potrà giammai ‘risorgere’ ed avere la possibilità di guadagnarsi il diritto a vivere per sempre sulla terra!! [ç ]

 

[14] A riguardo della risurrezione, occorre precisare che i Testimoni di Geova si discostano da Russell sull’estensione della ‘risurrezione’ perché quest’ultimo insegnò che tutti gli uomini sarebbero tornati in vita durante il millennio per avere una seconda possibilità di salvezza: ‘... è nell’intento di pervenire a quella conoscenza e a quel godimento della bontà di Dio che ‘tutti coloro che sono nei sepolcri... ne usciranno’ (...) Se qualcuno vuole chiamare quella possibilità di pervenire alla vita una ‘seconda occasione’, sia pure; è certamente la seconda opportunità data ad Adamo (...) per la disubbidienza di Adamo tutti furono condannati alla morte e tutti riceveranno nell’età del Millennio una piena opportunità di raggiungere la vita eterna’ (Studi sulle Scritture, serie I, pag. 151,152). Anche Adamo quindi avrà l’opportunità di meritarsi la vita eterna durante il millennio. Così come anche tutti gli abitanti di Sodoma: ‘E perché i Sodomiti non avrebbero essi pure un’occasione di raggiungere la perfezione e la vita eterna al pari d’Israele, o di alcuni di noi? Essi non erano giusti, è vero, ma Israele nol fu neppure, né lo siamo, ahimè, noi, che ora udiamo l’evangelo’ (ibid., pag. 125). A riguardo dei Sodomiti va detto che attualmente la Torre di Guardia accorda la risurrezione ad alcuni di essi: ‘Gesù indicò che almeno alcuni degli ingiusti abitanti delle antiche Sodoma e Gomorra sarebbero stati presenti sulla terra nel Giorno del Giudizio. Per quanto fossero molto immorali, possiamo aspettarci che almeno alcuni di loro saranno risuscitati. Geova, nella sua misericordia, li riporterà in vita per dar loro l’opportunità di conoscere i suoi propositi’ (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pag. 179). Ma anni fa non la concedeva a nessuno dei Sodomiti: ‘Egli stava indicando con precisione la assoluta impossibilità di redenzione per i miscredenti o ostinatamente malvagi, perché Sodoma e Gomorra furono irrevocabilmente condannate e distrutte, al di là di qualsiasi possibile ricupero’ (La Torre di Guardia, ed. inglese del 1 febbraio 1954 pag. 85). [ç ]

 

[15] Si noti che questa ‘risurrezione’ che otterranno costoro durante il millennio è diversa da quella dei 144.000 perché quelli ottengono un corpo spirituale, mentre questi ottengono un corpo materiale. ‘Quelli in cielo ricevono un corpo spirituale, poiché Dio si compiace di dar loro un corpo adatto all’ambiente celeste in cui devono vivere. Ma che specie di corpo darà Dio a quelli che avranno una risurrezione terrena? Non lo stesso corpo (...) gli verrà dato un corpo come piace a Dio. Poiché è volontà e desiderio di Dio che i risuscitati ubbidiscano alle ‘cose scritte nei rotoli’, essi dovranno avere un corpo sano, con tutte le sue facoltà’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. II, pag. 784). Un’altra cosa da tenere presente è che i ‘risorti’ durante il millennio non ‘risorgeranno’ con un corpo immortale. [ç ]

 

[16] Costoro saranno costituiti principi per tutta la terra, assieme ad alcuni membri della ‘gran folla’ che sopravviverà ad Armaghedon. ‘Questi ‘principi’ presteranno indubbiamente servizio come intermediari per mantenere le comunicazioni fra il Regno invisibile e la visibile società terrestre del redento genere umano...’ (Lo Spirito Santo: la forza del nuovo ordine avvenire!, Brooklyn 1977, pag. 180-181). [ç ]

 

[17] Tutti costoro non possono fare parte dei 144.000 perché gli ‘unti’ hanno cominciato ad esser raccolti dal giorno della Pentecoste in poi. [ç ]

 

[18] La dottrina sulla resurrezione è un pò cambiata nel tempo perché prima i Testimoni di Geova quando parlavano di risurrezione di vita intendevano la risurrezione degli uomini di Dio che vissero nell’antichità come per esempio Noè, Abramo, Davide, Mosè, Daniele, di coloro che vissero ai tempi di Gesù ma morirono prima della Pentecoste, e dei Testimoni di Geova appartenenti alla grande folla che muoiono prima di Armaghedon. ‘I fedeli testimoni e profeti del tempo antico avranno una anticipata risurrezione alla vita, perché hanno operato bene ed hanno passato il giudizio con l’approvazione di Dio. (…) Perciò le ‘altre pecore’ non sono giudicate con quelli del resto dell’umanità, che hanno ‘operato male’. (…) Le favorite ‘altre pecore’ non parteciperanno alla ‘risurrezione di giudicio’ degl’ingiusti, poiché quest’ultimi hanno ‘operato male’ (La verità vi farà liberi, pag. 366,367). Quando invece parlavano di risurrezione di giudizio intendevano quella di coloro che morirono senza avere avuto l’opportunità di conoscere Dio prima della battaglia di Armaghedon e quelli che fecero il male senza saperlo, i quali sarebbero stati istruiti durante il millennio dal Giudice e dai suoi principi terreni (i patriarchi e alcuni dei sopravvissuti di Armaghedon), per poi, dopo la prova, ricevere il meritato giudizio. Adesso invece quando parlano di risurrezione di vita si riferiscono a coloro che si saranno mostrati fedeli durante il millennio, e quando parlano di risurrezione di giudizio si riferiscono a coloro che saranno infedeli durante il millennio: ‘Evidentemente Gesù, parlando di ‘quelli che hanno fatto cose buone’ e di ‘quelli che hanno praticato cose vili’, si pone in una simile prospettiva temporale, cioè alla fine del periodo di giudizio, come guardando indietro o facendo un esame retrospettivo delle azioni compiute da quei risuscitati dopo che avranno avuto l’opportunità di ubbidire o disubbidire alle ‘cose scritte nei rotoli’. Solo alla fine del periodo di giudizio sarebbe stato dimostrato chi aveva agito bene o male. Il risultato per ‘quelli che hanno fatto cose buone’ (secondo le ‘cose scritte nei rotoli’) sarebbe stato il premio della vita; per ‘quelli che hanno praticato cose vili’, un giudizio di condanna. La risurrezione sarebbe dunque risultata di vita o di condanna (...) Gesù considera queste persone dopo che saranno venute fuori dalle tombe commemorative e dopo che, con il loro modo di agire durante il regno di Gesù Cristo e dei re e sacerdoti a lui associati, si saranno dimostrate o ubbidienti, ricevendo come premio la ‘vita’ eterna, o disubbidienti, e quindi meritevoli di ‘giudizio (condanna)’ da parte di Dio’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. II, pag. 783). In altre parole, sarà solo alla fine del millennio, dopo il periodo di prova, che si potrà dire chi risusciterà in risurrezione di vita, e chi risusciterà in risurrezione di giudizio. ‘Quelli che precedentemente fecero cose buone senza dubbio troveranno più facile continuare in tale condotta, e, se continueranno a fare il bene fino alla prova finale che seguirà il dominio milleniale di Cristo, sarà mostrato che la loro fu una ‘risurrezione di vita’. Quelli che precedentemente fecero cose vili avranno l’opportunità di cambiare le loro vie e ottenere la salvezza, ma nel caso di quelli che non le cambieranno, al tempo di quella prova finale, diverrà evidente che la loro fu una ‘risurrezione di giudizio di condanna’ (La Torre di Guardia, 1 febbraio, 1966, pag. 95). [ç ]

 

[19] I Testimoni di Geova parlando di Armaghedon dicono che in quella battaglia Dio manifesterà la sua giustizia distruggendo coloro che non lo conoscono: sarebbe quindi da chiedergli come possa un Dio giusto negare l’opportunità di conoscerlo a delle persone solo perché erano rimasti vivi fino alla battaglia di Armaghedon ed offrirla invece a delle altre solo perché sono morte qualche ora, o un giorno o una settimana o un mese prima che iniziasse Armaghedon. Non è piuttosto tutto ciò un’ingiustizia? [ç ]

 

[20] Assieme a Gesù ci saranno pure i 144.000 a giudicare le persone: ‘Invece di venire sotto il giudizio col genere umano, viene data loro ‘potenza di giudicare’, e per questa ragione siedono su troni celesti. Essi servono dunque, non solo come celesti re e sacerdoti con Cristo Gesù, ma anche come giudici associati con lui sul genere umano’ (Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, pag. 365). [ç ]

 

[21] Come abbiamo detto prima i ‘risorti’ non erano risuscitati con un corpo immortale. Quindi ci si domanderà: come faranno costoro (che acquisteranno tale giustificazione e diritto alla vita al termine del regno millenario) a vivere eternamente sulla terra? Cristo annullerà ‘gli effetti della morte che prevale sugl’individui meritevoli ed ubbidienti’ (La verità vi farà liberi, pag. 371). [ç ]

 

[22] A riguardo di costoro ci viene detto quanto segue: ‘Dio non avrà affatto bisogno di trasportali in altri pianeti né di popolare per mezzo d’essi il cielo. Egli non vuole avere un continuo cambio di inesperti operai che vengano e che vadano sulla terra, ma vuole che i suoi figli vi divengano proficui nella cura di questa planetaria gemma della creazione. Egli li terrà sempre sulla terra quali esperti giardinieri che la manterranno come un glorioso paradiso per la Sua lode’ (Nuovi cieli e Nuova terra, pag. 332). [ç]

 

[23] Facciamo notare che in base alla dottrina dei 144.000 anche Giovanni Battista non potrà entrare nel regno dei cieli perché morto prima della Pentecoste. Ma anche questo è falso perché Gesù parlando del Battista disse: "In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni Battista; però, il minimo nel regno de’ cieli è maggiore di lui" (Matt. 11:11). Come si può ben vedere, Gesù fece capire che Giovanni sarebbe entrato nel regno di cieli. [ç ]

 

[24] La stessa cosa si può dire a proposito della ‘risurrezione’ dei 144.000, perché in essa non avviene la redenzione del corpo dei 144.000 perché essi vengono ricreati con un corpo spirituale mentre il loro corpo andrà perduto per sempre. [ç ]

 

[25] E’ evidente quindi che in quei libri che saranno aperti in quel giorno ci saranno scritte le opere che gli uomini hanno compiute durante la loro vita sulla terra. Ma dato che per i Testimoni di Geova il giorno del giudizio è un periodo di prova quei libri sono diventati una sorta di nuovo codice morale a cui gli uomini dovranno ubbidire per guadagnarsi la vita eterna. Ecco cosa dicono infatti: ‘Cosa sono i ‘rotoli’ che vengono aperti e in base ai quali sono giudicati sia i ‘morti’ che i ‘vivi’? Evidentemente saranno qualcosa in aggiunta all’attuale Sacra Bibbia. Saranno scritti o libri ispirati contenenti leggi e istruzioni di Geova. Leggendoli, tutti gli abitanti della terra potranno conoscere la volontà di Dio. Quindi sulla terra ognuno sarà giudicato in base alle leggi e alle istruzioni contenute in questi ‘rotoli’. Chi ubbidirà alle cose in essi scritte riceverà i benefici del sacrificio di riscatto di Cristo e progredirà gradualmente fino alla perfezione umana’ (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pag. 181) Da queste loro parole si evince che la Bibbia che noi abbiamo per gli abitanti del millennio non sarà sufficiente per conoscere la volontà di Dio, infatti quei rotoli conterranno nuove leggi e istruzioni ispirate. E dire che la volontà di Dio è rivelata nella Scrittura in maniera molto chiara. Molto strana davvero questa loro ennesima spiegazione (che poi li fa cadere nell’ennesima incongruenza perché da essa risulta che per il residuo dei 144.000 la Bibbia è sufficiente per conoscere la volontà di Dio ora sulla terra adesso e meritarsi di ‘andare in cielo’, mentre per le ‘altre pecore’ durante il millennio essa non sarà sufficiente per conoscere la volontà di Dio da adempiere per poter ‘vivere per sempre sulla terra’; perché mai infatti per gli uni basterebbe e per gli altri no?). Ma d’altronde, interpretando il giorno del giudizio in quella maniera, non ci si poteva aspettare che i Testimoni di Geova dessero ai libri che saranno aperti in quel giorno il loro giusto significato. [ç ]

 

[26] Queste parole di Paolo ai Corinzi secondo i Testimoni di Geova si riferiscono al giudizio che subiscono i 144.000. Ecco le loro parole: ‘Quelli che ottengono la vita celeste con Cristo sono giudicati in base alle opere che fanno in questa vita. (2 Cor. 5:10) Al tempo in cui sono risuscitati alla vita spirituale è loro concessa l’immortalità (...) La loro è una ‘risurrezione di vita’, e le ‘cose buone, a cui si fa riferimento nel loro caso sono quelle che fecero prima di morire’ (La Torre di Guardia, 1 febbraio 1966, pag. 95). Come si può ben vedere solo i 144.000 saranno giudicati in base alle opere compiute durante questa vita. Quindi per loro, a differenza delle ‘altre pecore’, c’è tutto l’interesse ad essere zelanti nelle ‘opere buone’ perché le cose buone che hanno fatto saranno oggetto del giudizio divino. Per le ‘altre pecore’ però, le opere compiute in questa vita non saranno oggetto di nessun giudizio, quindi alla fin fine non importa quante opere buone avranno fatte in questa vita perché di esse Dio non terrà nessun conto durante il millennio, perché esse saranno ‘giudicate’ in base alle opere che compiranno dopo la ‘risurrezione’. Ora, domandiamo a questo punto: Ma non è tutto questo una grande ingiustizia? Certo che lo è, perché ai 144.000 si danno dei privilegi che si negano alle ‘altre pecore’; per essi infatti la ‘prova’ sulla terra durerà solo fino alla loro morte, e quindi solo qualche decennio, ma alla fine, se la passeranno, saranno retribuiti per le opere compiute nel loro corpo sulla terra. Mentre per le ‘altre pecore’ la prova reale inizierà alla ‘risurrezione’ e durerà ben mille anni, e saranno retribuiti solo per le opere compiute dopo la risurrezione, quindi le loro opere fatte in questa vita non conteranno nulla durante il millennio. In verità riconosciamo che il diavolo tramite questa dottrina di demoni riesce a tenere nelle sue mani milioni di persone, e non solo questo, perché fa passare Dio per un Dio ingiusto, quando la Scrittura attesta ripetutamente che Dio non ha riguardi personali, che è giusto in tutte le sue vie e in tutti i suoi giudizi. Guai, guai a coloro che hanno introdotto queste eresie di perdizione, ne porteranno la pena per l’eternità. [ç ]

 

[27] Il discorso sulle pene eterne lo applicano anche al diavolo perché essi dicono che ‘la fine definitiva di Satana è il suo totale annientamento’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 55), [ç ]

 

[28] Vi ricordo che la geenna per loro simboleggia la distruzione eterna di coloro che per la loro condotta si saranno meritati tale sorte. [ç ]

 

[29] Anche Russell aveva idee molto simili infatti scrisse: ‘L’ordine presente di governo e di società passerà, ma non il cielo e la terra fisica. Conviene che i cieli attuali (il regime delle potenze spirituali) faccian posto a ‘nuovi cieli’ - il regno spirituale del Cristo. E parimente, conviene che la terra attuale (la società umana com’essa è organizzata sotto il potere di Satana) si strugga e si dissolva (in modo simbolico), (...) Una ‘nuova terra’, vale a dire la società riorganizzata in armonia col nuovo Principe della terra, il Cristo, vi succederà’ (Studi sulle Scritture, serie I, pag. 78). [ç ]

 

[30] Stando così le cose i ‘nuovi cieli’ della Torre di Guardia hanno cominciato ad esistere nel 1918, quando il primo gruppo dei 144.000 ‘tornò in vita’, e saranno completati quando l’ultimo dei 144.000 sopravvissuti ad Armaghedon morirà e andrà in cielo a raggiungere i suoi compagni. E la ‘nuova terra’ comincerà ad Armaghedon quando Dio distruggerà tutti i nemici dei Testimoni di Geova, ed i sopravvissuti (costituiti dai Testimoni di Geova naturalmente) cominceranno a servire Dio su una terra paradisiaca, per poi entrare nella sua pienezza alla fine del millennio. [ç ]

 

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